La schermata di Windows 11 con l'impostazione per la memoria unificata destinata a grafica e intelligenza artificiale

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Windows 11 prova a farti decidere quanta memoria va alla grafica e all’intelligenza artificiale, ma è ancora nascosta

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Sui computer a memoria unificata Windows 11 sta provando una funzione che permette di riservare a mano una parte di quel serbatoio alla grafica e ai carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale. Sta dentro una build di prova rilasciata il 17 agosto 2026 ed è nascosta: per vederla serve forzarla, e chi partecipa al programma di test di suo non la trova. Microsoft non ha detto se e quando arriverà a tutti.

Cosa hanno trovato, e dove

La scoperta è dell’utente XenoPanther, che il 21 agosto ne ha pubblicato la schermata su X. Windows Latest e Windows Central hanno poi ricostruito il contesto: si tratta della build Insider 29648.1000, distribuita sul canale sperimentale, dove compaiono una funzione dal nome interno IntelligentCarveout e un componente di sistema dedicato alla memoria unificata.

Nell’interfaccia il controllo dovrebbe comparire in Impostazioni, dentro Sistema e poi Avanzate, sotto la voce Memoria unificata, con un selettore chiamato memoria per grafica e accelerazione IA. Le opzioni previste vanno dal non consentire alcuna riserva fino al massimo, passando per un valore consigliato scelto da Windows, una voce alta e una configurazione manuale. Quanta memoria corrisponda a ciascuna voce cambia in base all’hardware.

Come precisa TweakTown, la funzione sta nel canale delle piattaforme sperimentali, quello che Microsoft usa per provare cose che possono cambiare o sparire del tutto. Per vederla bisogna forzarla con strumenti di terze parti.

Non è la memoria condivisa che si vede nel Task Manager

La confusione qui è facile, e conviene scioglierla subito. Nel Gestione attività di Windows esiste già una voce chiamata memoria GPU condivisa, dove GPU sta per il processore grafico. È il tetto massimo di memoria di sistema che la scheda grafica può prendere in prestito quando le serve, di solito circa metà della memoria di lavoro totale. Windows la sposta avanti e indietro a seconda di cosa sta girando.

Quello che Microsoft sta provando è un’altra cosa: una riserva vera, sottratta alle applicazioni normali e messa da parte per acceleratori grafici e neurali. È il motivo per cui il nome interno parla di ritaglio. Il vantaggio dichiarato è la prevedibilità: un modello di intelligenza artificiale che gira in locale, o un gioco pesante, non si trova più a competere per la stessa memoria con quello che sta aperto in sottofondo.

A chi serve davvero, cioè non al tuo desktop

La funzione riguarda i sistemi a memoria unificata, cioè quelli in cui processore, scheda grafica e unità neurale attingono tutti dallo stesso serbatoio ad alta velocità invece di avere ciascuno la propria. È il modello che Apple ha reso popolare con i chip della serie M e che adesso arriva sui computer Windows: i cosiddetti Copilot+ PC, la piattaforma RTX Spark di NVIDIA, che arriva a 128 GB condivisi, e i Ryzen AI Max di AMD.

Su un computer da tavolo con una scheda grafica dedicata e la sua memoria a bordo, l’impostazione resta invisibile. Chi ha una GPU con memoria propria non ha niente da dividere.

AMD, va detto, una cosa simile ce l’ha già da tempo nei propri driver: su un sistema Ryzen AI Max con 128 GB di memoria si possono destinare alla grafica fino a 96 GB, che vengono tolti al processore. Microsoft sta portando lo stesso principio a livello di sistema operativo, e VideoCardz lo inserisce in una serie di interventi già fatti per RTX Spark, fra cui un limite più alto di memoria di sistema accessibile alla scheda grafica.

Il contesto che rende la cosa meno neutra

Letta dal lato dei giochi, è una funzione utile su una fetta di macchine ancora piccola. Letta dal lato per cui è stata pensata, è un’altra tessera dell’adattamento di Windows ai carichi di intelligenza artificiale in locale: nella ricostruzione di Notebookcheck il riferimento è esplicito ai modelli da far girare sulla propria macchina, non alle prestazioni nei giochi.

C’è poi il pezzo che nessuno dei comunicati mette in fila. La memoria unificata diventa attraente anche perché la memoria dedicata è cara: i prezzi della DDR5 sono quadruplicati e le nuove fabbriche in costruzione hanno la capacità già venduta ai data center. La stessa domanda che ha fatto esplodere i listini spinge anche l’architettura che questa impostazione serve a governare.

Per ora, in ogni caso, non c’è niente da attivare. Microsoft non ha annunciato una data né detto su quali macchine la funzione arriverà, e sul canale in cui si trova le cose spariscono con una certa frequenza.

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