Il mercato dei looter shooter co-op ha un disperato bisogno di sfoltire la saturazione visiva. Canyons, sviluppato da RedRuins Softworks e in arrivo su Steam sotto l’etichetta HypeTrain Digital, tenta un approccio crudo mescolando meccaniche survival a enormi bestioni cingolati in un mondo al collasso.
Gerarchie visive nel fango e scelte morali
La premessa di governare un colosso meccanico in un ambiente procedurale chiama in causa il problema del noise a schermo. Quando devi gestire un party di quattro giocatori, un ecosistema di mutanti noti come Awakened e una base semovente, il rischio di un disastro di UX è garantito. Dal materiale mostrato, la palette cromatica spinge su toni terrosi e desaturati, una scelta funzionale che stacca nettamente sui feedback luminosi dei nemici e non annebbia la lettura spaziale dell’azione.

Costruire il proprio Haven – l’hub centrale – non appare come la solita parentesi gestionale appiccicata con la colla. L’infrastruttura permette di accogliere reietti, sbloccare professioni e, con un delizioso tocco di pragmatismo brutale, processare i sopravvissuti per farne stufato se le scorte scarseggiano. È un loop che premia il cinismo sistemico e richiama l’approccio spietato all’estrazione visto in Expedition: Into Darkness, dove l’etica si schianta in un millisecondo contro il bisogno fisiologico di loot.

Appoggiarsi a un mondo generato da algoritmi è un’arma a doppio taglio a livello di game design. Ottimizzi i costi, riduci i tempi morti tipici di certe produzioni mastodontiche, ma rischi di annacquare l’intenzionalità della mappa. La speranza è che le fazioni umane e i patti di sangue siglabili in gioco non siano solo trigger piazzati a caso da uno script, ma snodi capaci di alterare organicamente il flow dell’esplorazione. In un’industria ossessionata dai battle pass e dalle interfacce predatorie disegnate per mungerti, un titolo che si concentra sulla crudezza dell’interazione pura merita attenzione.
Il verdetto: Canyons ha la sfrontatezza di chiederti se preferisci curare un NPC o mangiarlo per liberare uno slot nell’inventario – se il gunplay restituisce lo stesso peso specifico di questo distacco emotivo, avremo tra le mani un’ottima scusa per odiare i nostri amici in co-op.


