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Il compositore di Halo, candidato coi repubblicani, perde le elezioni in Nevada: la sua rivale lo saluta col tema del gioco cantato in un bagno

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Il compositore di Halo, candidato coi repubblicani, perde le elezioni in Nevada: la sua rivale lo saluta col tema del gioco cantato in un bagno

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Marty O’Donnell, il compositore che ha scritto il tema di Halo, ha perso le elezioni per il terzo distretto congressuale del Nevada. Il voto si è tenuto il 3 novembre 2026. A dichiarare vincitrice la deputata democratica uscente Susie Lee è stata l’Associated Press, l’agenzia di stampa che negli Stati Uniti assegna le corse elettorali. Con l’86% delle schede scrutinate Lee era al 59,1% e O’Donnell al 38,6%.

Quando il risultato è diventato chiaro, l’account di Lee ha ripubblicato un vecchio video virale: il tema di Halo cantato a cappella da ottanta ragazzi dentro un bagno. Il messaggio taggava l’avversario con due parole, “Enjoy your retirement”, buon pensionamento (traduzione nostra, come per le citazioni che seguono). O’Donnell ha risposto con un gioco di parole sulla classe che Lee avrebbe, tutta bassa: “Susie has a lot of class. And it’s all low”. La distanza fra i due è stata di circa 50.000 voti, secondo i dati del New York Times, contro i diecimila scarsi con cui Lee aveva tenuto il seggio nel 2024.

Da dove viene il coro di Halo

Il canto monastico che apre Halo: Combat Evolved è il primo pezzo che O’Donnell scrisse e registrò in tre giorni nel 2001, mescolando canto gregoriano, orchestra d’archi e percussioni su richiesta di Bungie, che voleva una musica con un senso di antico. È il brano più noto del suo catalogo, ed è quello che il coro del video riprende a cappella.

Chi è Marty O’Donnell

Prima della politica, O’Donnell ha passato quasi vent’anni dentro Bungie. Ha firmato le musiche di Myth e Myth 2 da esterno ed è entrato in pianta stabile con Oni nel 2001. È stato compositore e direttore audio di tutti i Halo dello studio, fino a Destiny, la cui suite orchestrale scrisse insieme a Paul McCartney. Il rapporto è finito male: licenziato nel 2014, ha sostenuto di essere stato allontanato senza giusta causa e ha fatto causa all’azienda. In campagna ha ricordato più volte quel licenziamento, come esempio di cosa succede a chi non si allinea. Halo è passato ad Activision a settembre, dopo l’ennesima tornata di tagli in Xbox.

Una campagna costruita sui videogiochi

Quella del 2026 era la seconda corsa di O’Donnell. Nel 2024 il compositore era arrivato quarto alle primarie repubblicane, poi nel 2026 le ha vinte con l’appoggio di Donald Trump, che dieci anni prima O’Donnell aveva definito un idiota. La campagna era costruita sul suo mestiere: liste di chiamata intitolate “Gamers for Marty” e la tesi che i videogiochi siano stati occupati dalla politica di sinistra intorno al 2014. Secondo quella lettura il cambio è arrivato quando gli studi sono cresciuti e si sono dotati di uffici del personale. Al suo evento ha detto che i giocatori non sono woke e che giochi, film e fumetti sono stati cooptati dalla sinistra. Lo stesso argomento era comparso ad agosto sui dati di vendita di Halo: Campaign Evolved, e ne abbiamo scritto allora.

Il 10 ottobre la campagna ha organizzato il Marty Army LAN Party al Red Rock Resort di Las Vegas, un torneo sui primi Halo che faceva anche da comizio. Secondo The Nevada Independent in sala c’erano circa cento uomini e una decina di donne, e il candidato aveva messo nella campagna circa tre milioni di dollari di tasca propria. Due sedi gli avevano già detto di no: una convention di animazione a Sacramento aveva ritirato l’invito a un suo panel su Halo, e l’arena del Luxor aveva rifiutato di ospitare il torneo richiamando il regolamento che vieta gli eventi politici.

Che cosa dice O’Donnell del woke

Non è una posizione nata in campagna. Nel novembre 2025, presentando la sua seconda candidatura in un post ospite su DEIDetected, un blog dedicato alle politiche di diversità nei videogiochi poi chiuso, O’Donnell scriveva secondo l’Independent che l’interesse per la riedizione del primo Halo dipendeva in gran parte dalla woke-ification del settore. Dopo anni passati a combattere l’infiltrazione delle politiche di diversità, equità e inclusione, scriveva, i giocatori stavano finalmente vincendo. Nello stesso testo sosteneva che Master Chief fosse stato ridotto a un guscio debole e pieno di dubbi, e chiamava Concord un gioco pieno di assurdità woke fra personaggi progressisti e pronomi. Se la prendeva poi con la possibilità di giocare personaggi transgender in Dragon Age: The Veilguard e Call of Duty, e paragonava la ritirata di quelle politiche dai giochi alla rielezione di Trump.

Su X il tema torna di continuo. Il 18 agosto 2026 ha scritto che i giocatori hanno per natura una mentalità conservatrice, perché nessuno vuole giocare a un gioco dove vincono tutti, e che i titoli su cui sono cresciuti sono diventati un veicolo per predicare politica woke. Il 14 ottobre ha rilanciato la frase che poi ha ripetuto al torneo: i giocatori non sono woke, e giochi, film e fumetti sono stati cooptati dalla politica di sinistra. È il suo post più visto della campagna: il 5 novembre contava 21.494 mi piace e 588.535 visualizzazioni.

Lo stesso schema vale per il caso della convention. SacAnime aveva annunciato la sua presenza alla reunion per i venticinque anni di Halo, insieme ad altri membri del cast, e poi ha ritirato l’invito citando le dichiarazioni rilasciate in campagna e il disagio del personale LGBTQ. Il 12 agosto O’Donnell ha risposto che è il tipo di cultura woke tossica di cui i giocatori sono stanchi, e che chi pensava che la cancel culture fosse finita con il voto del 2024 si sbagliava, perché era arrivata quella che lui chiama “Woke 2”.

Fuori dai videogiochi le posizioni sono più dure. In un’intervista del 29 giugno 2026 ripresa da The Advocate, O’Donnell ha descritto le persone LGBTQ+ come parte di un’alleanza, insieme a islamisti e marxisti, che spinge la civiltà occidentale verso l’abisso. Nella stessa intervista ha definito il Pride uno dei sette peccati capitali e ha detto di essere favorevole a riportare la vergogna. Il giornale ha raccolto anche la sua opposizione al matrimonio fra persone dello stesso sesso e le sue critiche alle cure di affermazione di genere, che su un server Discord nel 2024 aveva definito troppo nuove, non testate e caotiche. La campagna non ha risposto alla richiesta di conferma del giornale.

Cosa ha trovato l’Associated Press nel forum dei fan

A tre settimane dal voto, l’agenzia ha pubblicato un’inchiesta sul gruppo che dà il nome a quella campagna. The Marty Army nasce nel 2001 come forum di appassionati di Halo, si è spostato su Discord e veniva pubblicizzato dal sito della campagna; O’Donnell vi si definisce dittatore benevolo. Leggendo migliaia di messaggi fra il 2022 e il 2026, l’Associated Press ha trovato insulti razzisti composti con sequenze di emoji per aggirare i filtri. Ha trovato anche messaggi secondo cui i nazisti avrebbero fatto anche cose buone, un “Heil Hitler” e la difesa di teorie nazionaliste bianche. Il portavoce della campagna Keith Schipper ha dichiarato che il candidato ha tolleranza zero per l’odio, che un collaboratore sorveglia il forum dalla primavera, che quasi duecento utenti sono stati bannati e che negli anni qualche messaggio è sfuggito.

Nello stesso periodo il comitato repubblicano ha ridotto la spesa pubblicitaria su diverse corse per la Camera, compresa quella del Nevada. Il 3 novembre i democratici hanno ripreso sia la Camera sia il Senato. In Texas è stato eletto procuratore generale Nathan Johnson, che negli anni novanta gestiva la casa di produzione che curava il doppiaggio e le musiche inglesi di Dragon Ball Z.

Cosa non si sa

Il segretario di Stato del Nevada non ha ancora certificato i risultati definitivi, e non ha comunicato quando lo farà: le percentuali sopra sono riferite all’86% delle schede. O’Donnell non ha detto se tornerà a candidarsi o se riprenderà a lavorare sulla musica: dopo la sconfitta ha pubblicato solo la replica a Lee.

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