Montare una ventola al contrario in un case piccolo è un errore che si paga subito: invece di buttare fuori il caldo, la ventola tira dentro tutta la polvere del pavimento e il PC diventa una galleria del vento in miniatura. Ci ho ripensato appena ho aperto la demo di Stormforge, il survival cooperativo di Roboto Games, perché qui l’aria non sta ferma sullo sfondo. L’aria ti viene a cercare.
Di Stormforge avevamo già scritto a maggio, quando era solo un nome da tenere d’occhio. Da allora è arrivata la data: esce in accesso anticipato su PC il 10 novembre 2026, e la demo su Steam ne è l’antipasto. Prendete il senso di scoperta e di progressione di Valheim, aggiungeteci la direzione artistica ariosa e la paravela di Breath of the Wild, e inondate tutto con le tempeste magiche dei romanzi della Folgoluce di Brandon Sanderson: il risultato è più o meno questo.
Il tornado non è uno sfondo, è un predatore
Mi sono risvegliata come Stormforged nel mondo procedurale di Sorana. La demo offre fra i 12 e i 24 chilometri quadrati da esplorare liberamente, divisi fra i primi due biomi (la Whispering Vale e gli Howling Woods), e c’è un vantaggio enorme: personaggi e salvataggi della demo passano al gioco completo. Ho capito subito che qui il meteo non è un effetto grafico.
Le tempeste magiche e i tornado giganti ti danno letteralmente la caccia sulla mappa. Nelle prime build mostrate dagli sviluppatori c’era un timer a schermo. Nella demo che ho giocato il contatore non c’è più: al suo posto c’è il vortice, che avanza piano verso di te tra fulmini, alberi sradicati e rocce che volano. Vedere quella colonna nera puntare dritta verso di te fa venire i brividi in stile Twister.

Il bello è che non basta scappare o chiudersi in casa sotto uno scudo magico. Per purificare la regione e raccogliere le risorse della tempesta (che sono infuse di magia, e danno anche punti abilità preziosi) devi buttarti di tua volontà dentro l’occhio del ciclone. Lì raggiungi il nucleo e distruggi il cristallo oscuro, oppure evochi il boss della tempesta, lo Squallreaver. Con l’aggiornamento del 4 novembre il boss si può anche richiamare, per chi vuole il secondo giro. E le tempeste caotiche non ti ammazzano più in trenta secondi, come facevano fino a metà ottobre (un dettaglio che apprezzo molto).
Il modo più veloce per capire di che cosa parlo è guardarlo.
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www.youtube.comPitch, yaw e un deltaplano che non perdona
Per muovermi dentro quell’inferno di vento ho dovuto imparare a usare il deltaplano. Nei soliti videogiochi l’aliante plana dolce verso il basso e basta. Qui controlli sia il beccheggio (pitch) sia l’imbardata (yaw), e la differenza si sente.
Inclinando il muso contro le correnti ascensionali del tornado sono riuscita a farmi catapultare in quota a una velocità folle. Da lassù vedi tutta la zona, poi ti butti giù in picchiata verso il prossimo obiettivo. Sbagliare l’angolo di entrata significa finire risucchiata e soffocata dal vortice. Chi lo trova troppo punitivo ha comunque un’opzione per semplificare i controlli di volo.

Il risultato è che spostarsi sulla mappa non è mai la solita camminata a vuoto tra foreste deserte. Si salta da una corrente all’altra, e anche un viaggio per andare a prendere la pietra diventa un piccolo numero da acrobata.
Classi da mescolare e zero noia gestionale
A terra il gioco, pensato per da uno a otto giocatori, brilla per una serie di comodità che vorrei vedere in ogni survival.
La prima sono le classi mescolabili. Nella demo si sbloccano tre delle cinque classi previste (Warrior, Ranger e Mage; Forager e Villager arrivano dopo), e si pesca da oltre cento abilità passive e venti attive da combinare liberamente. Niente binari: se il mago con la spada ti diverte, lo fai. Le classi che mancano non si comprano: secondo la scheda del gioco si sbloccano battendo i boss.
Poi c’è la costruzione. Il menu con i tre set disponibili (Softwood, Stone e Corrupted Stone) mi è sembrato ancora un po’ macchinoso da navigare. In compenso puoi passare dall’aggancio automatico al posizionamento libero dei pezzi, le riparazioni dell’equipaggiamento sono gratis e il tasto magico del Quick-Stack svuota tutto lo zaino nelle casse giuste con un clic. Mi hanno risparmiato ore di noia gestionale.
Una patch ogni due giorni
Roboto Games ha passato fine ottobre a sistemare la demo a ritmo serrato, e si vede. Con l’aggiornamento del 29 ottobre la durata di attrezzi, armi, scudi e armature è raddoppiata, ed è arrivato un sistema di comfort che premia chi si riposa a casa. Sono arrivati anche nuovi pezzi da costruzione, fra cui le scale a chiocciola.
Quello del 31 ottobre ha toccato la cooperativa: quasi tutte le missioni ora sono condivise con il mondo, quindi i progressi valgono per tutto il gruppo. Le ricette si imparano direttamente dai forzieri, e quando usi un portale la mappa si spegne e lascia accesi solo gli altri portali. Il 4 novembre sono arrivati ringhiere, botole e cartelli su cui scrivere. Sono tutte piccole cose, ma tolgono attrito, che in un survival è quello che fa la differenza fra la serata e la sessione da abbandonare.
Lo sguardo dello studio va anche oltre il lancio. Nel secondo Spotlight ha mostrato lo strumento per le mod che arriverà con l’accesso anticipato, e la scheda Steam elenca già il Workshop e un editor dei livelli. Per un survival che vive di serate tra amici è una buona notizia.
Requisiti umani e italiano nei testi
Buone notizie per chi non ha un PC nuovo. Secondo la scheda Steam il minimo è un Intel Core i5-7500 o un AMD Ryzen 5 1600, 16 GB di RAM e una GeForce GTX 1060 o una Radeon RX 580, con 5 GB di spazio. Il consigliato sale a un Core i5-11500 o un Ryzen 5 5600X con una RTX 3060 o una RX 6600 XT, sempre con 16 GB. Gira solo su Windows, e serve una connessione a banda larga.
L’italiano c’è nell’interfaccia e nei testi, mentre l’audio è solo in inglese.
Io il deltaplano lo riprendo il 10 novembre. Se l’accesso anticipato terrà il ritmo di patch che ha avuto la demo, e se dentro l’occhio del ciclone arriveranno più dungeon e più incontri, le serate tra amici a Sorana potrebbero diventare un’abitudine.

















