Il Game Pass à la carte è la forma che Xbox avrebbe in mente per il proprio abbonamento: una struttura ancora divisa in livelli, ma con componenti aggiuntivi da scegliere e pagare separatamente, fra cui il cloud gaming, il multigiocatore e i giochi disponibili solo su console. La ricostruzione arriva dal profilo della CEO Asha Sharma pubblicato il 20 ottobre da Fortune, che cita fonti vicine alla strategia della divisione. Microsoft non ha annunciato niente di tutto questo.
Il servizio funziona oggi al contrario: si sceglie un livello e dentro ci si trova quello che l’azienda ha deciso di metterci, dal catalogo al gioco in streaming. Con il sistema descritto da Fortune si partirebbe da una base e si aggiungerebbero i pezzi, come riassume Insider Gaming. Lo stesso sito ricorda quante volte l’abbonamento sia già stato rimaneggiato dall’arrivo della nuova dirigenza: ritocchi di prezzo, un livello dedicato al solo cloud gaming, rimescolamenti del catalogo.
Non è la prima volta che se ne parla
L’idea di far comporre l’abbonamento al cliente era già circolata all’inizio dell’anno con la formula del piano personalizzabile: togliere il cloud gaming o l’abbonamento a Fortnite per pagare meno, oppure aggiungere servizi per pagare di più. Allora era rimasta un’ipotesi. Nel profilo di Fortune torna invece dentro una ricostruzione costruita su interviste ai dirigenti, con un dettaglio in più: la ripartizione dei componenti ricalca esattamente le voci che costano di più da far funzionare, cioè lo streaming e le infrastrutture per il gioco online.
Il senso economico lo spiega bene la lettura di Kotaku: una struttura del genere permette di abbassare la soglia d’ingresso per chi non usa metà dei servizi, e insieme di far pagare di più chi li usa tutti. Va nella stessa direzione del livello con pubblicità che Microsoft sta provando, pensato per chi non è un giocatore abituale.
Il precedente che pesa: il day one di Call of Duty
Nel 2026 il Game Pass ha già subito un intervento della stessa natura. Call of Duty è uscito dall’elenco dei giochi disponibili il giorno del lancio, e in cambio è arrivato un taglio di prezzo: la cosa più vicina a un componente aggiuntivo tolto dal pacchetto base che si sia vista finora. Nella stessa direzione vanno le edizioni che costano trenta dollari in più e danno l’accesso anticipato a un gioco che pochi giorni dopo entra comunque nell’abbonamento.
Sullo sfondo ci sono i numeri che hanno fatto saltare il modello. Documenti interni emersi negli anni scorsi indicavano come obiettivo più di cento milioni di abbonati; la crescita si è fermata attorno ai trentacinque milioni, e attorno a quella cifra si è rotto l’impianto economico costruito su Xbox in questa generazione. Il prossimo grande gioco della divisione è Fable, atteso per febbraio 2027.
Il cloud gaming è il candidato più ovvio a diventare un componente a pagamento, perché è la voce che costa di più da tenere in piedi. Ogni partita in streaming occupa una macchina in un centro di calcolo per tutto il tempo in cui qualcuno gioca, e quel tempo non si recupera con la pubblicità. È anche la parte del servizio su cui Xbox ha investito di più in visibilità: il 7 ottobre l’azienda ha dovuto smentire pubblicamente di avere l’esclusiva sullo streaming del gioco più atteso dell’anno, poche ore dopo che la stessa Sharma lo aveva lasciato intendere ai dipendenti.
Il rifacimento dell’abbonamento non arriva da solo. Lo stesso profilo di Fortune contiene il conto dei licenziamenti in corso nella divisione, 1.868 su 3.200 previsti, e la proiezione interna sul prezzo della prossima console, fra 1.200 e 1.800 dollari senza sussidi. Tre interventi che si muovono nella stessa direzione: meno costi fissi, più prezzo al cliente e un servizio diviso in parti vendibili una per una.
Cosa cambia per chi è abbonato
Nell’immediato, niente: i livelli attuali restano quelli, e il catalogo continua a muoversi con la cadenza di sempre. Il 31 ottobre, per dire, lasciano l’abbonamento le avventure grafiche di Double Fine insieme a LEGO Star Wars e Deep Rock Galactic, mentre il 2 novembre entra al lancio il cooperativo GRAVHOUNDS.
Nel medio periodo la domanda vera è quali giochi resteranno nella base. Un abbonamento che vende a parte il multigiocatore e lo streaming può anche vendere a parte l’accesso alle novità, ed è la direzione che il sistema a componenti rende tecnicamente semplice. Anche GamesRadar colloca il rifacimento fra i cambiamenti più importanti previsti da Sharma.
Cosa non si sa
Non ci sono prezzi, non ci sono nomi dei livelli, non c’è una data e non è noto se i giochi della divisione resteranno disponibili dal primo giorno nel pacchetto base. Microsoft non ha confermato il piano e nel profilo non lo commenta. L’unico appuntamento in calendario in cui l’azienda parlerà del servizio con dei numeri davanti è la trimestrale di fine ottobre, che però riporta ricavi e margini, non la composizione degli abbonamenti.


