I licenziamenti di Xbox hanno raggiunto quota 1.868 su un piano che ne prevede 3.200 nell’arco di un anno, e altre due ondate di tagli sono attese a novembre e a gennaio. Il conto arriva dal profilo della CEO Asha Sharma pubblicato il 20 ottobre da Fortune e firmato da Sebastian Herrera, corrispondente tecnologico della testata, che nello stesso articolo scrive che il piano potrebbe ancora cambiare.
La cifra va letta per quello che misura: non è il totale dei tagli annunciati dalla divisione giochi di Microsoft negli ultimi due anni, ma lo stato di avanzamento del piano che Sharma ha messo in esecuzione da quando dirige Xbox. Fatti 1.868, ne restano 1.332, e il calendario che Fortune attribuisce a fonti interne li distribuisce su due scadenze ravvicinate.
Chi ha dato la notizia, e con quali fonti
Il profilo è una ricostruzione giornalistica, costruita su interviste a dirigenti in carica e su fonti fra i dipendenti attuali ed ex. Microsoft non ha diffuso nessun comunicato sui numeri, e la notizia è stata ripresa da Push Square, che ha letto la formulazione di Fortune come un terzo giro di tagli già dentro ottobre.
Chi parla nel profilo con nome e cognome sono invece i dirigenti. Judson Althoff, che in Microsoft guida la parte commerciale, respinge l’ipotesi della vendita sostenendo che nessuno avrebbe messo Sharma a capo di un’azienda destinata a essere ceduta, e poi aggiunge che “lo dirà il tempo”. Matt Booty, responsabile dei contenuti di Xbox, ammette che negli ultimi cinque anni l’azienda non ha collegato fra loro gli investimenti fatti, pur senza che i singoli investimenti siano falliti.
Cosa era già successo prima
Il piano dei 3.200 posti è in esecuzione da mesi. A settembre il CEO di Microsoft Satya Nadella aveva definito lo snellimento guidato da Sharma “bello da vedere”, mentre Halo passava sotto Activision e Obsidian passava sotto Bethesda. Il 7 ottobre, in un’assemblea interna, Sharma aveva detto ai dipendenti che Xbox è tornata a crescere dopo un minimo storico, senza però fornire numeri di vendita o di abbonati, e che il riassetto era fermo a tre quarti del percorso.
Nello stesso periodo si è consumato il caso di Gears of War: E-Day. Lo studio The Coalition ha pubblicato il gioco il 6 ottobre, e il premio di produzione legato alle recensioni scadeva a fine mese. La BBC, la televisione pubblica britannica, ha chiesto al capo dello studio se fossero previsti tagli, e lui non ha risposto. Le stime di vendita circolate dopo il lancio parlano di poco più di 300.000 copie fra Xbox e PC, su un gioco che era stato reso esclusiva per console pochi mesi prima dell’uscita.
Perché dentro l’azienda si parla di vendita
Nel profilo di Fortune la parte più pesante non riguarda le cifre. Secondo Herrera, diversi lavoratori in carica ed ex lavoratori ritengono che Xbox venga preparata a una cessione, a uno scorporo, all’ingresso di un investitore esterno o alla trasformazione in una società controllata separata. Alcuni di loro riferiscono di una presentazione interna ad alto livello, fatta poco dopo l’arrivo di Sharma, che esaminava proprio quegli scenari. Non è la prima volta che l’ipotesi affiora: discussioni su uno scorporo erano già state riportate dal sito di informazione finanziaria The Information.
Sharma risponde nel profilo dicendosi convinta che Xbox resterà una parte importante di Microsoft ancora a lungo, e sostiene di aspettarsi i primi miglioramenti dei conti già nell’esercizio fiscale 2027. Quella previsione arriva però da una divisione che taglia il personale a ondate mentre costruisce hardware sempre più caro. Il prezzo interno proiettato per la console della prossima generazione, sempre secondo Fortune, sta fra 1.200 e 1.800 dollari. La macchina da salotto è attesa per le feste del 2028 e un portatile per l’anno prima, come riassume il sito di settore Video Games Chronicle.
Allo stesso tempo il servizio in abbonamento sta per cambiare struttura: Fortune scrive che Game Pass passerà a un sistema con componenti aggiuntivi da scegliere separatamente, cloud gaming e multigiocatore compresi. Le tre cose insieme descrivono una divisione che riduce il costo del lavoro, alza il prezzo dell’hardware e divide l’abbonamento in parti vendibili una per una.
Cosa non si sa
Non è noto quali studi siano coinvolti nelle due ondate, quante persone riguardi ciascuna, né se il calendario resterà quello. Microsoft non ha confermato pubblicamente né i 1.868 tagli già effettuati né le scadenze di novembre e gennaio, e nel profilo l’azienda non commenta le cifre. Il primo appuntamento verificabile in calendario è la trimestrale di Microsoft di fine ottobre, dove la divisione giochi espone ricavi e margini ma non il numero dei dipendenti.


