Un operatore armato in Project S.U.N.D.I.A.L., lo sparatutto a estrazione che ha aperto la closed beta

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Lo sparatutto a estrazione Project S.U.N.D.I.A.L. apre la closed beta, e chi l’ha provato non è mai riuscito a estrarre

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Ice Quake Games ha aperto il 12 ottobre la beta chiusa di Project S.U.N.D.I.A.L., annunciandola con un post sulla pagina Steam del gioco. È uno sparatutto a estrazione in pixel art con visuale dall’alto: si entra in una zona contaminata, si raccoglie quello che si trova, si cerca il punto di uscita, e se si muore si perde tutto quello che si aveva addosso. Sulla carta è un PvPvE, cioè giocatori contro giocatori e contro il computer nella stessa partita, ma questa prima prova è di sole partite in solitaria. L’accesso è su invito: chiave a richiesta sul Discord ufficiale o per posta elettronica allo studio.

Qualcuno il gioco l’aveva già provato, e il suo resoconto dice più del comunicato. Anastasiia Popova lo ha provato per tre ore nel playtest di fine settembre e ha scritto su VGTimes il 7 ottobre che non è mai riuscita a portare a termine una sola estrazione, perché nel gioco non c’è una mappa. Nella stessa anteprima c’è la data: alla sua domanda sull’uscita, lo sviluppatore ha risposto che nella migliore delle ipotesi il gioco arriva a marzo 2027.

Schermata di Project S.U.N.D.I.A.L., lo sparatutto a estrazione di Ice Quake Games

Cosa dice lo studio

Il post di annuncio, firmato Alex, invita a esplorare il mondo, mettere alla prova i sistemi e segnalare quello che non funziona, e avverte che si tratta di una build primitiva con bug e parti ancora in lavorazione. La prova del multigiocatore in rete arriverà dopo. La scheda Steam elenca quello che il gioco finito dovrebbe contenere. Sei regioni con disposizione semiprocedurale ed eventi che cambiano da una partita all’altra. Armi che si montano pezzo per pezzo, invece di modificarne una già pronta. Un rifugio da potenziare e dei sopravvissuti da gestire, ferite localizzate che vanno curate da un medico, e tre categorie di nemici fra banditi, predoni e i mutati chiamati Hollow.

Il mondo è un’Europa spezzata da una superarma sperimentale, e il personaggio è un cacciatore inquadrato in un reparto chiamato Unit 13, come ha riassunto 4Gamers quando a fine settembre si erano aperte le iscrizioni al playtest. Due dettagli di quella descrizione valgono più della lista. Il primo riguarda le ferite, che hanno effetti diversi a seconda di dove arrivano: una gamba colpita rallenta, una ferita alla testa annebbia la vista. Il secondo riguarda l’armatura, che si vede addosso al personaggio: guardando un avversario si capisce quanto è equipaggiato prima di decidere se sparargli.

Schermata di gioco di Project S.U.N.D.I.A.L. dalla galleria ufficiale su Steam
Le ferite cambiano effetto in base alla parte del corpo colpita, e l’armatura addosso al personaggio si vede, così si valuta un avversario prima di attaccarlo.

Cosa ha visto chi l’ha giocato

Popova descrive una base funzionante e una città in cui si perde l’orientamento. Alla base ci sono un medico che cura fra una spedizione e l’altra, un commerciante di nome Volkov che vende munizioni, vestiti, armi e zaini, un banco per cucinare e uno per smontare gli oggetti in metallo e materiali. Lo smontaggio le è costato il fucile: ha selezionato l’oggetto sbagliato e l’arma è sparita, e l’ha dovuta ricomprare. I duemila dollari che si hanno all’inizio, come l’arma appena comprata, non tornano indietro quando si muore.

Di città, al momento della prova, ce n’era una sola, Novigrad. Dentro si entra negli edifici, si saccheggia, e gli umani lasciano roba migliore dei mostri ma sono corazzati. Il problema è arrivare all’uscita: senza mappa si gira a vuoto, e i nemici a volte compaiono alle spalle in una stanza già controllata. La notte lo schermo diventa quasi nero e la torcia illumina solo il suo cono, per cui un nemico fuori dal fascio non si vede; la torcia si può attaccare all’arma per tenere entrambe le cose in mano. Sopra a tutto questo ci sono fame, acqua e sonno da tenere d’occhio, più piogge radioattive che accumulano un effetto che uccide: se il sonno arriva a zero, il personaggio muore in mezzo alla spedizione.

Gli attriti che segnala sono quelli di una build primitiva, e li elenca come tali. Dopo ogni morte il corredo iniziale si recupera da una cassa trascinando un oggetto alla volta, perché non c’è un tasto per prendere tutto. I dialoghi non sono doppiati e ogni lettera che appare fa il rumore di una macchina da scrivere, a volume alto e senza un’opzione per spegnerlo. Una volta le è sparita la torcia dall’inventario. La sua conclusione è che le fondamenta ci sono e che i problemi sono risolvibili, con un anno e mezzo davanti.

Seconda schermata di gioco di Project S.U.N.D.I.A.L. dalla galleria ufficiale su Steam
Di notte la città diventa quasi nera e la torcia illumina solo il proprio cono, tanto che conviene non uscire dal bunker.

Il paragone che il comunicato non fa

Il comunicato cita S.T.A.L.K.E.R. 2 e Escape from Tarkov come ispirazioni, che sono due giochi in prima persona. Il confronto vero è con ZERO Sievert di CABO Studio, uscito a ottobre 2024 per Modern Wolf: anche quello è uno sparatutto a estrazione con visuale dall’alto ispirato agli stessi due giochi. Costa 19,99 euro di listino, ha 14.476 recensioni su Steam e 81 su Metacritic, e la sua scheda dichiara oltre 600.000 copie vendute. È il metro con cui il pubblico di questo genere misurerà Project S.U.N.D.I.A.L. E ha i testi e il doppiaggio in italiano, che qui non ci sono in nessuna forma.

Il resto del genere, intanto, non se la passa bene.

Krafton ha cancellato il suo sparatutto a estrazione dopo quattro anni di sviluppo, e ARC Raiders, che di copie ne ha vendute sedici milioni, era scivolato a ventiseimila giocatori in contemporanea prima di risalire a colpi di aggiornamenti. Lo sparatutto cooperativo a estrazione No Such Place, di cui avevamo scritto a fine settembre, è entrato in accesso anticipato proprio oggi a 15,69 euro.

I requisiti dicono una cosa precisa

Fra i requisiti minimi la scheda chiede Windows 7 SP1, un Core 2 Duo E4500 o un Athlon 64 X2 5600+, quattro gigabyte di memoria e una Intel HD 3000 integrata con 256 megabyte di memoria video. I consigliati salgono a Windows 10, un i3-2100 e una GeForce GT 730. Sono numeri di hardware da diciotto anni fa, e in un genere dove la concorrenza chiede schede recenti è l’informazione più concreta che la scheda contiene: questo gioco è pensato per girare sui computer che la gente ha già. Lo spazio richiesto è sei gigabyte.

Cosa resta aperto

Sulla scheda Steam la data di uscita è “In arrivo” e il prezzo non c’è. Il marzo 2027 è una risposta data dallo sviluppatore a una sola testata in un’anteprima, non un annuncio, e va trattata come tale. Il PvPvE, che è la ragione per cui un gioco così esiste, non l’ha ancora provato nessuno fuori dallo studio. Delle sei regioni promesse nella prova ce n’era una. La mappa, il tasto per prendere tutto e l’interruttore per il rumore della macchina da scrivere non sono stati annunciati. Le piattaforme sono una sola, Windows, e fra le lingue l’italiano non compare né nei testi né nell’audio. Sul sito dello studio i progetti aperti sono tre più uno da annunciare entro la fine del 2026, e questo è il conto che vale la pena tenere a mente guardando una data fissata a un anno e mezzo da qui.

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