Blizzard ha deciso di cancellare quasi per intero la revisione del multigiocatore di StarCraft II uscita quattro mesi fa, la più profonda dai tempi di Legacy of the Void. La patch 5.0.17 è comparsa sui server di prova il 30 settembre e, come si legge nelle note ufficiali, riporta la maggior parte del bilanciamento alla versione 5.0.15, cioè a com’era prima.
La nota degli sviluppatori è asciutta e non cerca scuse. Scrivono di aver raccolto le reazioni dopo l’ultimo aggiornamento grosso, che l’intenzione era provare qualcosa di nuovo, soprattutto sui lavoratori, e che serviva tempo perché la metà, cioè l’insieme delle strategie dominanti, si assestasse abbastanza da dare un giudizio affidabile. Raccolto quel giudizio, tornano indietro.
Cosa aveva cambiato la patch annullata
Il cuore della revisione stava in un numero: i lavoratori con cui si comincia una partita erano scesi da dodici a otto. Chi non gioca a StarCraft fatica a capire perché sia una cosa grossa, quindi conviene dirlo: in un gioco di strategia in tempo reale i lavoratori raccolgono le risorse, e quante ne hai nei primi due minuti decide quanto in fretta puoi costruire, quando puoi attaccare e quali aperture restano praticabili. Spostare quel numero significa riscrivere ogni sequenza di costruzione imparata in quindici anni.
Era il primo intervento sull’economia dal 2015, cioè dall’uscita dell’ultima espansione, e si portava dietro una lunga serie di aggiustamenti sulle unità delle tre razze. Secondo PCGamesN è stata la patch di bilanciamento più audace che il gioco avesse ricevuto da allora.
Perché i giocatori l’hanno bocciata
Due obiezioni sono tornate più di tutte, e Gamemeca le riassume così. La prima è il ritmo: con meno lavoratori all’inizio le partite si erano rallentate, e chi segue il gioco competitivo se n’è accorto subito. La seconda è la fatica di reimparare da zero sequenze costruite in dieci anni di pratica, che per una comunità fatta in larga parte di veterani è un costo che pochi hanno voglia di pagare.
Sul forum ufficiale e su Team Liquid la reazione al dietrofront è però più divisa di quanto sembri. C’è chi festeggia e dice che finalmente reinstalla il gioco, e c’è chi fa notare il problema opposto: annullando tutto, comprese le modifiche che erano piaciute, Blizzard rischia di non provarci più, e la paura espressa in più di un intervento su Team Liquid è che da qui in avanti l’azienda si limiti a non toccare niente.
C’è poi un dato che la nota degli sviluppatori lascia intendere senza dirlo: per capire se la revisione funzionasse hanno aspettato mesi, perché in un gioco di strategia le prime reazioni valgono poco e serve vedere quali strategie si impongono davvero. Il tempo lungo del giudizio è anche il motivo per cui l’annullamento arriva solo adesso, e non a luglio.
Cosa resta in piedi
Il ritorno al passato non è totale. Restano la rotazione delle mappe aggiornata e le correzioni degli errori, e qualche modifica sopravvive: nelle note compaiono ancora alcuni ritocchi, dai campi di forza del Sentry che adesso si distruggono con un colpo solo di bile al danno del Colosso ridimensionato, dall’Alto Templare che picchia più forte all’Abduct del Viper che non si può più lanciare sui Carri d’assedio.
Sul fronte dello sviluppo la promessa è di riprovarci. Un responsabile ha scritto che annullare era l’opzione migliore per rispondere a una quantità così alta di critiche, e che le novità vere arriveranno nella patch successiva alla 5.0.17, tenendo conto delle cose che avevano funzionato, come il movimento delle unità e gli interventi sul Viper. La 5.0.17 resterà sui server di prova pochi giorni, per la caccia agli errori, poi passerà al gioco vero.
Il contesto in cui Blizzard fa marcia indietro
Il motivo più banale basta anche qui: un gioco di sedici anni ha una comunità piccola e specializzata, e una comunità così non assorbe una riscrittura delle fondamenta. O la accetta in blocco o se ne va, e in mezzo non c’è un pubblico nuovo pronto a rimpiazzarla. È un vincolo che vale per tutti i giochi competitivi anziani, e spiega perché gli interventi radicali su questi titoli quasi sempre tornano indietro.
Intorno al gioco, intanto, si muove altro. Blizzard ha annunciato che StarCraft tornerà nel 2030 come sparatutto open world, e ha promesso di rispettare le date annunciate. Il gioco del 2010, nel frattempo, è diventato anche un banco di prova per i modelli linguistici: proprio in questi giorni il sito ha raccontato il torneo StarSkirmish, in cui a giocare erano loro.


