Hellraiser Revival in Germania non si compra. Il survival horror tratto dai film di Clive Barker non ha la classificazione della USK, l’ente di autocontrollo che in Germania assegna i bollini d’età ai videogiochi, e senza quel bollino i negozi digitali non lo mettono in vendita: la pagina Steam tedesca risponde che l’articolo non è disponibile nella regione. Il gioco di Boss Team Games e Saber Interactive esce l’8 ottobre su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S in tutti gli altri mercati, a 39,99 euro.
Cosa è successo con la classificazione tedesca
USK aveva già concesso la classificazione, e questo è il punto che rende la vicenda diversa da un rifiuto secco. Secondo la ricostruzione di PC Games, poi uno dei Länder, cioè uno degli stati federati tedeschi, ha presentato ricorso contro quella decisione e il via libera è stato ritirato. Il gioco è quindi tornato in istruttoria e deve passare un secondo esame, a pochi giorni dall’uscita.
Il dettaglio che rende la faccenda definitiva è un altro: Saber Interactive ha fatto sapere che non pubblicherà una versione tagliata per il mercato tedesco. Se il secondo esame va male, in Germania il gioco semplicemente non esce, e chi lo vuole dovrà importare una copia estera.
La parte procedurale è nota, l’origine del ricorso no. La prima classificazione e il successivo ritiro sono stati raccontati dal sito specializzato Schnittberichte, che sui tagli e sulle classificazioni tedesche tiene un archivio da vent’anni, ma nessuno ha confermato quale stato federato abbia presentato il ricorso.
Cosa si vede adesso nei negozi
Il risultato è visibile a chiunque abbia un account tedesco. Il sito della USK, interrogato con le diverse grafie del titolo, non restituisce nessuna scheda, e il negozio Steam tedesco mostra il messaggio sulla indisponibilità regionale: lo ha verificato con una rete privata virtuale PCGamesN.
Il blocco non riguarda solo la Germania. I preordini digitali non sono stati attivati nelle regioni che usano la USK e in quelle che usano la CERO, l’ente giapponese, perché in nessuna delle due la pratica è chiusa. Anche il preordine su PlayStation è rimasto fuori dai negozi tedeschi fin dall’apertura. La demo pubblicata su Steam a settembre, tanto per restare in tema, in Germania non si è potuta nemmeno scaricare.
Che cosa c’è dentro, e perché fa discutere
Vale la pena dire su cosa si litiga, perché non è la quantità di sangue. Il gioco mette al centro il sadomasochismo e le relazioni che si consumano dentro il dolore, che del resto è la materia con cui Clive Barker lavora dal 1987. I due direttori lo hanno spiegato alla gamescom in una seconda intervista a PCGamesN: Antony de Fault, che si occupa della narrativa, dice che volevano deliberatamente mettere a disagio le persone, ed Emil Esov, che dirige il gioco, spiega la differenza con il resto del genere. Molti horror lavorano sulla paura; qui si lavora sul disagio, che a sua volta genera paura, ma più in profondità.
La mezz’ora mostrata alla fiera serve a capire cosa significhi in pratica. Si attraversa un dungeon attrezzato e poi una casa normale, dove due personaggi si scambiano messaggi sessuali espliciti, e la tensione nasce da lì più che dai mostri: niente soprassalti a buon mercato, piuttosto la sensazione di guardare cose che non si dovrebbero guardare. La struttura intorno è quella del labirinto dei Cenobiti, con stanze che si ripetono, enigmi stretti e poco respiro fra una stanza e l’altra.
Sulla violenza i due sostengono una tesi precisa, cioè che ogni atto brutale nel gioco abbia un peso tematico e non stia lì per fare numero. È la rivendicazione che ci si aspetta da chi lavora su questo materiale, e vale quanto vale finché il gioco non è in mano a chi lo compra.
De Fault ha anche precisato la posizione del gruppo sulla rappresentazione: la relazione malsana è quella dei due protagonisti, Aidan e Sunny, mentre altri personaggi praticano in modo consensuale, e l’intenzione dichiarata è non dipingere come malato chi frequenta quel mondo. Il gioco, dice, parla di chi porta quei desideri all’estremo. Quanto quell’equilibrio regga davvero lo dirà il gioco finito, non una dimostrazione guidata, e il rischio evidente è che la parte sana resti un contrappunto di servizio.
Chi vuole farsi un’idea da solo prima dell’8 ottobre può scaricare la demo dalla pagina Steam, dove sta da settembre. Dappertutto tranne, appunto, in Germania.
Allo studio la cosa non dispiace
Chi ha fatto il gioco considera tutto questo una conferma. Alla gamescom Esov e de Fault hanno raccontato a PCGamesN che i trailer integrali non passano sulle grandi piattaforme di video e che essere rifiutati da certe manifestazioni perché il gioco è troppo estremo, per loro, significa che è abbastanza Hellraiser.
De Fault ha aggiunto una cosa che vale la pena riportare per intero nel suo senso: lo studio puntava a essere messo al bando in almeno un paese o su almeno una piattaforma, e non c’è riuscito. Nessun divieto ufficiale è arrivato da nessuna parte. Quello che è arrivato è il rifiuto di alcuni paesi a dare una classificazione, che non è un bando ma di fatto blocca la vendita lo stesso. La formula con cui lo descrivono è questa: non è vietato, semplicemente non è stato approvato.
Perché non è una storia di censura di stato
Conviene togliere di mezzo la lettura più comoda. La USK non è un organo di governo: è un ente di autocontrollo nato dall’industria del settore proprio per evitare che a decidere fosse lo stato. Il ricorso di un Land contro una classificazione è una procedura prevista dal sistema, non un intervento eccezionale, e il gioco non è stato messo all’indice, che in Germania è una cosa diversa e con conseguenze molto più pesanti.
Il blocco nei negozi è una conseguenza amministrativa: senza bollino le piattaforme non possono vendere, quindi tolgono la scheda. È più burocrazia che morale, e per lo studio è pubblicità gratuita: il gioco che nessuno vuole classificare si racconta da solo meglio di qualunque trailer, ed è anche il motivo per cui conviene guardare con prudenza all’entusiasmo con cui gli autori ne parlano.
Cosa non si sa
Il secondo esame della USK non ha ancora un esito pubblico, non è stato reso noto quale stato federato abbia fatto ricorso, e non si sa se la pratica si chiuderà prima dell’8 ottobre o dopo. Non è chiaro nemmeno se le copie fisiche con bollino europeo resteranno acquistabili in Germania, visto che su Steam risultano bloccati anche l’attivazione di chiavi comprate altrove e i regali dall’estero. Hellraiser: Revival esce l’8 ottobre, e in quella data si saprà anche questo.


