Una scena di The Light in the Darkness, il gioco narrativo di Luc Bernard su una famiglia ebrea nella Francia occupata

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Il gioco narrativo sull’Olocausto The Light in the Darkness torna su PS5 in una Director’s Cut gratuita, con la ricostruzione di Auschwitz

Tempo di lettura: 3 minuti

The Light in the Darkness: Director’s Cut è uscito il 22 settembre su PS5, gratuito. È la nuova versione del gioco narrativo sull’Olocausto di Luc Bernard, pubblicato per la prima volta nel 2023, e segue una famiglia ebrea polacca nella Francia occupata dai nazisti mentre l’antisemitismo, le leggi del regime di Vichy e le deportazioni le tolgono tutto. Rispetto all’originale ha il doppiaggio completo, ambienti ricostruiti, nuove parti di storia e un finale ad Auschwitz che Bernard, ha detto a GamesBeat, non si era potuto permettere nella prima versione, finanziata di tasca propria.

Chi ha pagato la nuova versione

La Director’s Cut è finanziata dalla Claims Conference, che Bernard descrive come l’organizzazione che gestisce i fondi del governo tedesco destinati ai sopravvissuti all’Olocausto, e da Meta. Bernard ha spiegato che la qualità della ricerca storica fatta per l’originale ha convinto la Claims Conference a sostenere il progetto, e che il gioco resta gratuito perché non vuole che il prezzo sia un ostacolo. A pubblicarlo è Voices of the Forgotten, l’organizzazione senza scopo di lucro fondata da Bernard per la memoria dell’Olocausto attraverso i videogiochi. La sua pagina del progetto lo presenta come il primo videogioco mai fatto sull’Olocausto: è una definizione dell’organizzazione, non un dato verificato. Oltre alla versione PS5 è annunciata quella per Epic Games Store, mentre Steam arriverà più avanti.

La versione originale non si può più scaricare. Era uscita gratis fra il 2023 e il 2024 su PC e PlayStation ed è stata tolta da Steam, Epic Games Store e PlayStation Store il 31 agosto 2026, secondo Delisted Games, per lasciare il posto alla nuova edizione.

Questo è il trailer che Voices of the Forgotten ha pubblicato per l’uscita su PS5:

Un gioco in cui non si vince

The Light in the Darkness non ha armi, nemici da battere né un modo per cambiare la storia. Il giocatore segue la vita quotidiana della famiglia, con qualche momento interattivo e alcune scelte di dialogo, ma senza condizioni di vittoria né trame ramificate, descrive PlayStation Lifestyle. La scelta è dichiarata. Secondo GamesBeat, Bernard ha detto di voler far provare al giocatore la perdita di controllo delle persone raccontate, che non potevano salvarsi né riscrivere quello che stava succedendo. Bernard ha aggiunto che il gioco non è pensato per i bambini, anche se ha una classificazione per età a partire dai 10 anni.

Nel 2023 l’agenzia di stampa ebraica JTA aveva raccontato la storia del progetto. Bernard, designer franco britannico, aveva scoperto da ragazzo che sua nonna era un’ebrea britannica che aveva aiutato a salvare bambini con il Kindertransport, i convogli che portarono migliaia di bambini ebrei nel Regno Unito. Nel 2008 aveva annunciato un primo gioco sull’Olocausto per Nintendo DS, Imagination Is The Only Escape, abbandonato dopo le critiche di diverse organizzazioni ebraiche e dopo che Nintendo aveva detto che non lo avrebbe distribuito in Nord America. Il gioco del 2023 era partito nel 2021, con documenti d’epoca e testimonianze di sopravvissuti, e secondo Bernard nell’agosto 2023 lo avevano già finito oltre 500.000 persone.

Nello stesso anno Bernard aveva aperto dentro Fortnite un museo virtuale dell’Olocausto, con l’approvazione di Epic Games. L’approccio non ha convinto tutti. Secondo JTA, Andrew Denning, direttore del programma di museologia dell’Università del Kansas, riteneva che un gioco senza possibilità di vittoria rischiasse di allontanare i giocatori, e un responsabile di Lost Tribe, un’organizzazione che usa i videogiochi per coinvolgere i ragazzi ebrei, lo considerava un tema quasi impossibile da trasformare in gioco. L’Anti-Defamation League, la principale organizzazione statunitense contro l’antisemitismo, aveva definito il museo su Fortnite un’iniziativa che poteva valere la pena. Poi però aveva scritto che esperienze di quel tipo non possono sostituire l’insegnamento tradizionale finché gli ambienti di gioco online restano pieni di odio.

Il contesto di Bernard

Bernard, ha raccontato a GamesBeat, si è allontanato dallo sviluppo per due anni per un lavoro umanitario legato alla guerra a Gaza, con Yehuda Cohen, il padre di un ostaggio israeliano. Dice anche che la notorietà del gioco originale presso governi e funzionari dell’antiterrorismo lo ha aiutato a far uscire da Gaza le famiglie di alcuni amici. Sono sue dichiarazioni, non verificate in modo indipendente.

Su PS5 la Director’s Cut si scarica dal PlayStation Store senza costi. Non ci sono ancora una data per la versione Steam né una per quella su Epic Games Store, e Voices of the Forgotten non ha diffuso dati sui download delle prime ore. Non è stato comunicato nemmeno quanto abbiano messo nel progetto la Claims Conference e Meta. Per chi ha giocato l’originale, la differenza principale sta nel finale: la parte ambientata ad Auschwitz è costruita sulle mappe storiche del campo e su materiale d’archivio, secondo il comunicato di lancio, ed è la sezione che nel 2023 mancava.

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