Voidwood mostra il suo gameplay: parlare è un rischio, non un vantaggio
Santa Barbara Games ha diffuso un nuovo filmato di gameplay di Voidwood, il suo survival horror cooperativo per PC, come riportato alla stampa e ripreso da COGconnected. Il video mostra cosa succede quando la comunicazione fra i giocatori non è solo un’arma, ma anche un’esca per la creatura che dà la caccia.
Il dettaglio che nella maggior parte dei riassunti si perde è chi si interpreta: non un gruppo di sopravvissuti generico, ma dei bambini, persi in una foresta maledetta che non lascia uscire nessuno. Sulla scheda Steam è scritto senza mezzi termini che non si è i primi a essere stati invitati dentro, e che ricostruire cosa sia successo ai bambini arrivati prima è letteralmente il gioco.
Il filmato segue il gruppo durante il giorno: si esplora, si raccolgono provviste, si costruiscono attrezzi, e ogni volta si decide se spingersi più a fondo per prendere di più o tornare indietro finché c’è luce. Più si resta fuori, meno tempo rimane per rientrare. Quando cala il buio la foresta chiama The Beast, un predatore che caccia seguendo il suono e arriva dritto da chi lo produce. Non si può combattere, almeno non adesso: la scheda ufficiale usa proprio la formula “non ancora”, che lascia intendere una progressione.
Ogni fuga alimenta il tentativo successivo. Quello che si porta fuori dalla foresta diventa miglioramenti al campo, attrezzi nuovi e strategie nuove, in una struttura a partite ripetute che su Steam gli utenti hanno già etichettato come roguelite, cioè un gioco in cui si ricomincia da capo tenendo però una parte dei progressi.
Shawn Seibert, fondatore e direttore creativo dello studio, ha spiegato da dove nasce il progetto quando il gioco è stato annunciato ad agosto: “Voidwood viene dall’horror che amavamo da bambini, quella sensazione di meraviglia appena prima che subentri il terrore”, ha dichiarato. “Adoriamo i giochi cooperativi in cui sopravvivere significa parlarsi davvero, ed è il cuore di Voidwood: la tua voce tiene in vita la squadra, ed è anche quello che ti tradisce”.
Chi lo sta facendo, e quando esce
Santa Barbara Games è uno studio nuovo, con sede appunto a Santa Barbara in California, messo in piedi da sviluppatori che arrivano da EA, Bethesda, Riot, Unity e Amazon. Voidwood è il loro debutto e se lo autopubblicano su Steam, senza editore.
L’uscita è indicata per il 2027, il che significa che fra il filmato di oggi e il gioco vero passerà più di un anno. Il gioco supporta da 1 a 4 giocatori, richiede una connessione per la cooperativa online e sulla scheda risulta tradotto in nove lingue, tutte solo a livello di interfaccia: fra queste l’italiano non c’è, e su un gioco che si regge sulla voce dei giocatori più che sui testi è un limite meno grave del solito, ma vale la pena saperlo. Altri materiali stanno sul sito ufficiale.
La prima prova pubblica c’è stata alla PAX West di Seattle, dal 4 al 7 settembre, allo stand numero 744, e solo di persona: niente demo scaricabile per ora.
Un filone che si sta affollando
L’idea di trasformare la chat vocale in un’arma a doppio taglio non è nuova, e non serve andare lontano per trovarne esempi: qualche mese fa avevamo scritto di Cordura, dove il nemico non si limita a sentirti ma imita la voce dei tuoi amici, e ad agosto di GRAIN ROT, arrivato su Steam dopo trecentocinquantamila download della demo. È un filone affollato, e Voidwood ci entra da ultimo.
Quello che lo distingue, sulla carta, è la scelta di rendere il silenzio una condizione di gioco e non un espediente. Il problema sarà il bilanciamento: se il gioco punisce troppo la comunicazione i gruppi finiranno per giocare muti, vanificando la meccanica; se la punisce troppo poco, l’effetto horror sparisce. La fase notturna è dove questa scommessa si vince o si perde, e con l’uscita a più di un anno di distanza c’è tutto il tempo per sbagliarla. Nel frattempo la palla resta a Santa Barbara Games: il 2027 è lontano, e il silenzio dopo un primo contatto così sarebbe un autogol.


