NECHROMIA è un survival horror in terza persona costruito attorno a una limitazione autoimposta: il mondo di gioco esiste soltanto in cinque colori, nero, bianco, blu, rosso e giallo, e ogni fonte di luce taglia il buio con un contrasto così alto da diventare la meccanica principale. Lo sviluppa 2dchaos, lo pubblica ZNT Productions, e non ha ancora una data di uscita.
Il gioco è finito sotto i riflettori dopo una segnalazione di Rock Paper Shotgun, che lo descrive come l’aberrazione cromatica resa giocabile: quel difetto ottico per cui i bordi delle immagini si sfrangiano in frange colorate, qui promosso da errore a linguaggio.
Un castello fatto di ricordi che non sono i tuoi
Si controlla una giovane donna senza nome, prigioniera di un castello gotico diviso fra la realtà e una serie di dipinti abitabili, ciascuno con il proprio mondo storto dentro. La scheda Steam promette che ogni area nasconde pericoli, segreti e abilità nuove con cui scendere più a fondo, e che l’obiettivo è capire perché si è finiti lì dentro e come uscirne.
Il trailer di annuncio, che vale la pena guardare con un avvertimento: il forte effetto stroboscopico dell’alto contrasto può risultare fastidioso a chi è sensibile a quel tipo di stimolo visivo.
L’unico strumento è una lanterna, e serve a tutto: esplorare, risolvere gli enigmi, difendersi. Sul fronte degli scontri lo sviluppatore ha indicato un riferimento preciso, cioè Parasite Eve, il gioco di ruolo d’azione di Square del 1998 in cui i combattimenti scorrono in tempo reale ma si possono mettere in pausa per scegliere l’azione. Nel caso di NECHROMIA il colpo principale sembra essere la luce stessa, usata per accecare i nemici invece che per colpirli.
L’altra risorsa da amministrare è la lucidità della protagonista, che il gioco tratta come una barra al pari della salute. È un meccanismo vecchio quanto il genere, e la differenza fra un buon horror e un compitino sta quasi sempre in quanto costa davvero tenerla alta.
Non è nostalgia da PlayStation 1
Vale la pena smontare un accostamento facile. L’ondata di horror indipendenti che imita la grafica poligonale sporca degli anni Novanta è ormai affollatissima, ma NECHROMIA non appartiene a quel filone, o non solo. Il suo riferimento visivo è il bianco e nero ad altissimo contrasto del cinema noir, con quattro colori usati come accenti e nient’altro. Le etichette che i giocatori gli hanno assegnato su Steam lo confermano: noir, gotico, minimalista, stilizzato.
È una differenza che conta, perché cambia il motivo per cui uno dovrebbe guardarlo. Non è un gioco che vende il ricordo di una console, è un gioco che vende una regola grafica e ci costruisce sopra il livello. Chi ha giocato White Night, l’horror francese del 2015 interamente in bianco e nero, riconoscerà l’impianto di partenza. Sullo stesso principio, applicato però ai dadi invece che alla luce, si muove The Secret of Weepstone, dungeon crawler disegnato a mano in bianco e nero di cui abbiamo provato la demo.
Una demo c’è già, ma non su Steam
Prima di arrivare su Steam, 2dchaos aveva pubblicato una prima demo su itch.io, il negozio digitale dove gli sviluppatori indipendenti distribuiscono i propri lavori senza passare da un editore. È ancora scaricabile, ed è il modo più diretto per capire se lo stile regge alla prova pratica o se dopo dieci minuti gli occhi chiedono pietà.
Chi l’ha provata segnala che il gioco è costruito senza spiegazioni: pochi indizi, molta prova ed errore, comandi non tutti documentati. Lo sviluppatore ha elencato apertamente i difetti noti della versione, dai contatori che non si azzerano al calo di fluidità nelle stanze con troppe luci e ombre, il che dice almeno che non sta vendendo una demo come se fosse un prodotto finito.
Sui temi, 2dchaos è stato altrettanto diretto: parla di identità queer, sacrificio, solitudine e paura. È una dichiarazione che vale più di dieci righe di comunicato, perché indica dove l’autore vuole che il disagio arrivi, e cioè non solo nei corridoi.
Cosa manca ancora
Manca la cosa più importante, cioè una data: la scheda Steam segna ancora “da annunciare”, e un progetto di questa scala può restare lì per parecchio. Manca anche una risposta sulla durata e sulla struttura, perché finali multipli e scelte che contano sono promesse dichiarate ma non ancora mostrate.
Il rischio, in un catalogo dove ogni settimana esce un horror indipendente con una buona idea visiva, è quello di sempre: che l’idea basti per il trailer e non per tre ore di gioco. NECHROMIA parte con un’identità grafica che si riconosce a colpo d’occhio, che nel mucchio è già un vantaggio raro, e con un riferimento di combattimento serio da onorare. La verifica arriverà quando ci sarà qualcosa di più lungo di una demo da provare. Nel frattempo, chi cerca horror con un’idea propria può guardare anche a Sarco, che sulla gestione dello sguardo ha costruito un impianto altrettanto rigido.


