Sedersi sulla poltrona di un barbiere è, per molti, un atto di fede misto ad ansia sociale: basta un colpo di forbice sbagliato per uscire con qualche settimana di dignità estetica in meno. Beastfolk Barber costruisce un gioco intero su questa paura e le dà conseguenze vere. È un titolo narrativo in pixel art in cui si gestisce un salone per creature antropomorfe, segnalato da Rock Paper Shotgun: lo sviluppa Safe Flight Games insieme a GameWorks Ventures, con il supporto alla produzione e alla pubblicazione di SIGONO, lo studio taiwanese di OPUS: Echo of Starsong. Il progetto è nato con il nome provvisorio Project Salon e si è mostrato per la prima volta a giugno, al Wholesome Direct 2026.
Uno specchio con le anteprime contate
Si gioca Freddie, barbiera con un piccolo negozio frequentato da bestie parlanti di ogni forma e taglia. Il suo attrezzo speciale è uno specchio costruito da un amico che non c’è più: mostra al cliente il taglio finito prima ancora del primo colpo di forbice, ma le anteprime sono contate, quindi conviene chiacchierare, capire i gusti e le ragioni che hanno portato ognuno in poltrona prima di bruciarle. Un giorno nello specchio compare un demone con un’offerta: se Freddie riuscirà a farle l’acconciatura perfetta, lei cancellerà uno dei suoi rimpianti.
La posta vera, però, sta nei clienti di tutti i giorni: chi esce scontento può non tornare mai più, portandosi via la sua storia. È la differenza meccanica rispetto a Coffee Talk, dove sbagliare bevanda deviava il racconto senza mai chiuderlo, e il paragone non è tirato per i capelli: sono gli stessi sviluppatori a descrivere il gioco come una Coffee Talk dei tagli di capelli.
Questo contenuto è fornito da YouTube. Per vederlo serve il tuo consenso.
www.youtube.comI diritti civili si discutono sotto le forbici
Il cuore del gioco, raccontano le prove pubblicate finora, sta nella politica del suo mondo: le creature antropomorfe sono ormai la maggioranza nelle città, ma vivono sotto leggi scritte per gli esseri umani. Il caso di scuola è il drago a due teste, Luca e Varo: per la burocrazia una testa è una persona, l’altra è classificata come un semplice organo della prima. Su PC Gamer si legge di api che non vivono abbastanza da vedere la pensione, fissata a 65 anni per tutte le specie, e di topi che aspettano metà della vita per poter votare: il drago, non a caso, spinge una proposta di legge per adattare i limiti di età alla biologia di ognuno.
La demo gratuita è su Steam dal 6 agosto, per Windows e macOS, arrivata con la Wholesome Games Celebration e accolta da un 98% di recensioni positive. Il gioco completo non ha ancora una data: per ora ci si mette in lista dei desideri e si aspetta. Se il filone dei negozietti cozy vi ha già conquistati con Leafy Corner, l’idea di trasformare il salone del barbiere in un confessionale politico merita almeno un giro di prova: è lì che, tra un colpo di rasoio e l’altro, le opinioni si sono sempre fatte più sincere.


