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Il jailbreak PS5 Relapse funziona su tutte le console con firmware fino al 13.60

Tempo di lettura: 3 minuti

Il jailbreak PS5 Relapse, pubblicato il 29 settembre 2026, permette di far girare software non autorizzato da Sony su qualsiasi PlayStation 5 con firmware dal 7.00 al 13.60. Resta fuori solo la versione 14.00, uscita il 16 settembre secondo Kotaku. Il jailbreak è lo sblocco di una console, che di norma accetta soltanto programmi firmati dal produttore, e il firmware è il suo sistema operativo.

Cosa è stato pubblicato e come funziona

Il codice è su GitHub, la piattaforma dove si condividono i progetti software. Lo ha pubblicato Nathan Fargo, fondatore dello studio Linear Fox, con una licenza libera (MIT) che ne permette uso e modifica, come spiega Decrypt. Il codice concatena due falle: la prima nel browser integrato della console, cioè nel motore WebKit che disegna le pagine web, la seconda nel kernel, il nucleo del sistema. Il risultato è un accesso in lettura e scrittura alla memoria che permette di caricare programmi amatoriali e, sempre secondo Decrypt, anche copie di backup dei giochi.

Non è un jailbreak comodo. È “tethered”, cioè non persistente: dopo ogni riavvio la console torna com’era e la procedura va rifatta. L’archivio del progetto avverte che la parte WebKit può richiedere più tentativi, che quella del kernel può bloccare la console e che l’uso può portare a guasti, perdita di dati o ban dell’account. Il sito tbreak conferma l’intervallo dei firmware supportati e nota che Kotaku presenta il rischio per i giochi già usciti come una possibilità, senza aver quantificato quanti titoli funzionino.

Perché per Sony pesa più di un exploit qualsiasi

Un exploit è una falla sfruttata per prendere il controllo di un sistema, e per la PS5 ne circolavano già. Kotaku spiega che Relapse conta di più per due motivi. Il primo è la copertura: vale per ogni console rimasta ferma sul firmware precedente, comprese le PS5 Pro, se non hanno ancora installato il firmware 14.00. Il secondo riguarda i giochi: quelli nuovi spesso si avviano solo con il firmware aggiornato, quindi ogni titolo uscito prima del 16 settembre gira su un sistema sfruttabile. Kotaku cita Marvel’s Wolverine, arrivato il 15 settembre.

Sempre secondo Kotaku, gli utenti del forum r/PS5_Jailbreak dicono che anche The Witcher 3: Wild Hunt nella versione Remastered, uscita lo stesso 29 settembre, funziona con Relapse. È una segnalazione della community: nessuna testata ha contato quali giochi girano né quante persone l’abbiano provato. HotHardware aggiunge un avvertimento pratico: Sony può applicare ban permanenti sia all’account sia all’identificativo hardware della console, un rischio concreto per chi vuole giocare al nuovo Grand Theft Auto 6 di Rockstar Games il 19 novembre.

Non è nemmeno la prima via per portare i giochi PS5 fuori dal loro ambiente. Abbiamo scritto di un emulatore PS5 che avvia Wolverine su PC solo fino al menu e a due fotogrammi al secondo. Relapse lavora su una console vera, e questo cambia il tipo di problema per Sony.

La causa sulla proprietà dei giochi digitali

Decrypt nota che il momento è scomodo per Sony. A giugno quattro clienti californiani di PlayStation hanno avviato una causa collettiva (una class action) davanti al tribunale federale del distretto Nord della California, sostenendo che i pulsanti “Compra ora” del negozio fanno pensare a una proprietà che non c’è. Il 21 agosto Sony ha risposto che nessun consumatore ragionevole crede di possedere un gioco digitale, richiamando le condizioni d’uso secondo cui il software è “concesso in licenza, non venduto”. La richiesta principale è portare la disputa davanti a un arbitro privato, e il giudice non si è ancora pronunciato.

Il collegamento con Relapse lo fa Decrypt: la causa riguarda ciò che si possiede nel negozio, il jailbreak ciò che si può fare con la console già pagata. Sullo sfondo c’è il calendario dei dischi. Sony ha annunciato il 1 luglio che da gennaio 2028 smetterà di produrre dischi per i nuovi giochi PlayStation, e noi abbiamo raccontato sia una voce di ripensamento sia i 121 paesi senza accesso al PlayStation Store.

Cosa non si sa

Al 30 settembre Sony non risulta aver commentato. Kotaku si aspetta un aggiornamento del firmware a breve, ma è una previsione: non ci sono data né annuncio. Le fonti divergono anche sul giorno del firmware 14.00, indicato come 16 settembre da Kotaku e Decrypt e come 14 settembre da mxdwn Games. Non è chiaro se il 14.00 resti al riparo, come sostengono per ora tutti, né come Sony possa chiudere la falla per i giochi e gli aggiornamenti già distribuiti.

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