Witcher 3 Remastered gratis: CD Projekt si compra i clienti del 2027, e non ci lamentiamo

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Il 29 settembre The Witcher 3 diventa Witcher 3 Remastered, gratis per chi possiede già il gioco su PC, PlayStation 5 e Xbox Series. Dal 25 agosto, intanto, le due espansioni storiche, Hearts of Stone e Blood and Wine, stanno nella libreria di chiunque abbia il gioco base. Lo ha annunciato CD Projekt Red alla Opening Night Live della gamescom, e i dettagli dell’operazione li abbiamo messi in fila nel pezzo sull’annuncio.

Un analista citato da Reuters ha letto la mossa come un investimento sulla fiducia dei giocatori, dato che parecchi editori i remaster li vendono a parte. È una lettura corretta e incompleta, perché il resto CD Projekt lo ha detto agli stessi analisti: si aspetta un effetto positivo sui conti del quarto trimestre e una base installata che sale a 70-75 milioni di copie prima dell’uscita dell’espansione. Il regalo ha anche un nome tecnico, costo di acquisizione, e la cosa interessante è che qui le due letture coincidono: la manovra conviene a CD Projekt e non toglie niente a chi gioca.

Undici anni di vendite e 65 milioni di clienti già paganti

The Witcher 3 è uscito nel maggio 2015 e ha superato i 65 milioni di copie. Il dato sta nella relazione del trimestre chiusa a marzo. Lì Michał Nowakowski, uno dei due amministratori delegati, lo traduce senza giri di parole: quei 65 milioni sono la comunità a cui vendere la nuova espansione. E Songs of the Past può servire da porta d’ingresso all’universo di Geralt anche per chi non ci è mai entrato. È il piano industriale, scritto per gli azionisti tre mesi prima della gamescom.

Visto da lì, il conto del regalo torna in fretta. Hearts of Stone è dell’ottobre 2015, Blood and Wine del maggio 2016. La coda di vendite di due espansioni che hanno dieci anni è la voce di ricavo più facile da sacrificare, in un catalogo dove da inizio anno il gioco completo gira già dentro gli abbonamenti Xbox Game Pass Premium e Ultimate. In cambio si compra un pubblico omogeneo, aggiornato all’ultima versione e con tutti i contenuti già installati. Nel 2027 davanti a quel pubblico si apre una cassa sola, quella di Songs of the Past: espansione a pagamento e unica uscita annunciata prima di The Witcher 4.

Uno screenshot di Songs of the Past, l'espansione di The Witcher 3 in arrivo nel 2027

Due negozi nuovi e un aggiornamento che Nintendo farebbe pagare

La parte meno raccontata dell’annuncio è dove il gioco va ad abitare. Il 29 settembre Witcher 3 Remastered arriva in versione nativa su Nintendo Switch 2 e su Battle.net, il launcher di Blizzard, che finora è stato la vetrina dei giochi del gruppo. Chi ha The Witcher 3 su Switch riceve la versione Switch 2 senza pagare nulla. Chi lo possiede in digitale può già prenotarla a zero euro; per le copie su cartuccia CD Projekt ha dovuto chiarire pubblicamente che il riscatto arriva al lancio.

Il confronto lo fa da solo il listino della console. I pacchetti di aggiornamento alle edizioni Switch 2 dei giochi Nintendo si pagano, Zelda incluso, e arrivano a 19,99 euro. CD Projekt non chiede niente e in cambio il 29 settembre si presenta sulla console nuova con una base di giocatori già installata invece che con una riedizione da vendere da zero. Su Battle.net il meccanismo è ancora più esplicito: chi compra lì l’espansione sblocca una skin di Geralt in Diablo IV, e i dettagli arrivano alla BlizzCon di settembre. Due aziende si scambiano pubblico, e il comunicato ufficiale lo dice in chiaro.

Un secondo screenshot di Songs of the Past, la nuova espansione di The Witcher 3

Il regalo arriva nella settimana in cui non c’è altro da vendere

Il 25 agosto, prima dello show, Nowakowski ha confermato in video che The Witcher 4 punta al 2028, con oltre 500 persone al lavoro. Il titolo CD Projekt alla Borsa di Varsavia è sceso di circa il 7% in giornata, perché una parte del mercato l’uscita se l’aspettava nel 2027. Ne abbiamo scritto il giorno stesso: il buco tra questa estate e il prossimo gioco grosso è di due anni pieni.

In mezzo a quel buco ci sono i numeri di un’azienda che sta bene ma cammina piano. Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha fatto 191 milioni di zloty di ricavi, il 6% in più dell’anno prima, con 106 milioni di utile netto e 1,4 miliardi di cassa a fine marzo, dopo un 2025 chiuso in crescita. I conti del semestre escono il 2 settembre. Un remaster gratuito che riaccende un gioco da 65 milioni di copie, tre settimane prima, è anche un modo per arrivare a quella data con qualcosa di cui parlare che non sia un rinvio.

Non è nemmeno la prima volta. Il 14 dicembre 2022 lo stesso gioco aveva ricevuto un aggiornamento next-gen gratuito su PC, PS5 e Xbox Series. Regalare lavoro tecnico su The Witcher 3 per tenerlo vivo mentre il resto del catalogo è in cantiere è una manovra che CD Projekt ha già eseguito. Nella relazione di marzo l’azienda la mette nero su bianco: stare in più canali di distribuzione e pubblicare aggiornamenti per l’hardware nuovo è quello che le permette di allargare la platea di giocatori.

Uno scorcio del mondo di Songs of the Past, l'espansione in arrivo per The Witcher 3

Chi resta fuori dal regalo

Il comunicato usa due formule diverse, e la differenza conta. Le espansioni vanno a tutti i possessori del gioco; il remaster è gratuito sulle piattaforme idonee, che sono PC, PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2. Su PlayStation 4 e Xbox One il remaster non arriva, e nemmeno Songs of the Past: chi è rimasto sulle console del 2013 tiene le due espansioni e si ferma lì. Il prezzo dell’espansione, poi, non è stato annunciato, ed è l’unico numero che permetterebbe di capire quanto valga davvero l’intera operazione. Sono i due limiti veri del pacchetto, e restano piccoli rispetto a quello che il settore fa di norma con i giochi di dieci anni fa.

Se la stessa cosa l’avesse fatta Sony, la chiameremmo un funnel commerciale. Lo è anche qui, e va detto senza scandalizzarsi.

Un imbuto in cui si entra senza pagare, con dentro dieci anni di contenuti che fino al 25 agosto stavano a listino e un aggiornamento tecnico che sulla console di Nintendo costerebbe venti euro, è la versione più sopportabile del marketing videoludico. Chi ha comprato The Witcher 3 nel 2015 e oggi gioca su una console attuale non ha più tirato fuori un euro. Ha ricevuto la versione next-gen, le due espansioni e, dal 29 settembre, il remaster.

Il conto vero arriva nel 2027, sul cartellino di Songs of the Past, ed è lì che si capirà quanto valeva l’operazione. Fino ad allora CD Projekt si sta comprando due anni di credito presso il proprio pubblico, e li sta pagando di tasca sua. Quando un’azienda sceglie di farsi voler bene regalando cose che funzionano invece di rivendere tre volte lo stesso gioco, lamentarsi sarebbe da ingrati.

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