Directive 8020 has the potential to be Supermassive's greatest horror story yet

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Supermassive Games di Until Dawn apre la procedura per tagliare fino a 75 posti di lavoro

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Supermassive Games, lo studio britannico dietro Until Dawn e la serie antologica The Dark Pictures, ha annunciato l’11 agosto l’avvio di una procedura di consultazione per esuberi che potrebbe portare alla perdita di fino a 75 posti di lavoro. Il comunicato, pubblicato su X, definisce la scelta necessaria per garantire la sostenibilità dell’azienda e promette supporto a chi verrà colpito, senza fornire altri dettagli su tempi o reparti coinvolti.

Il terzo giro in tre anni

Non è la prima volta. Nel 2024 lo studio aveva perso circa 90 persone, compresi i co-fondatori Pete e Joe Samuels. A luglio 2025 era arrivato un secondo taglio da 36 dipendenti, accompagnato dal rinvio di Directive 8020, lo horror di fantascienza che dall’ottobre 2025 slittò fino al maggio 2026. Il gioco, uscito infine il 12 maggio su PlayStation 5, Xbox Series e PC, ha raccolto un punteggio di 72 su Metacritic e su Steam si ferma a recensioni “Miste”, con circa il 63 per cento di giudizi positivi su 1.300 recensioni.

A fine giugno 2026 l’amministratore delegato Robert Henrysson, in carica da gennaio 2024, aveva lasciato lo studio dichiarando di voler godersi l’estate con la famiglia e dedicare più attenzione al proprio piccolo portafoglio di investimenti. Il nuovo giro di licenziamenti arriva quindi a poche settimane da un cambio di vertice, non prima.

Un problema di conti, non solo di un gioco andato male

Directive 8020 aveva un picco di soli circa 3.000 giocatori contemporanei su Steam, secondo quanto riportato da TechPowerUp: un numero comprensibile per una nicchia come il survival horror indipendente, ma comunque lontano dai risultati di Little Nightmares III, l’altro titolo pubblicato dallo studio nello stesso periodo, che aveva superato i 22.000 giocatori contemporanei.

Il quadro che emerge da tre round di tagli in tre anni consecutivi non racconta un singolo prodotto sfortunato, ma una struttura che ha continuato a costare più di quanto incassasse anche dopo essersi autopubblicata con Directive 8020, invece di affidarsi a un editore esterno come per i precedenti capitoli di The Dark Pictures, pubblicati da Bandai Namco. Autopubblicarsi significa tenersi una fetta più grande dei ricavi, ma anche farsi carico da soli del marketing e del rischio, e i numeri di questo agosto suggeriscono che il conto non ha retto.

La sequenza si somma a quella di altri studi che poco prima hanno tagliato personale dopo un lancio, come That’s No Moon, licenziato in massa a due mesi dall’annuncio di Crossfire al Summer Game Fest. Fonti: Insider Gaming, VGC, Engadget.

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