Amazon mette i giochi dentro Prime Video, ma Tomb Raider e 007 restano fuori

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Il 23 luglio 2026 Jeff Gattis, general manager della divisione giochi di Amazon, ha detto all’Hollywood Reporter che l’azienda lavora nei videogiochi da oltre dieci anni senza essere mai diventata un posto dove la gente va per giocare. Nello stesso giorno ha annunciato la contromisura: una scheda “Games” dentro l’app di Prime Video.

La notizia è circolata come l’arrivo di giochi gratis su Prime Video, che è anche il modo in cui l’ha titolata Amazon. Giochi nuovi però non ne sono arrivati. Luna, il servizio di cloud gaming di Amazon, è incluso nell’abbonamento Prime da mesi: quello che è cambiato il 23 luglio è dove sta l’icona.

Cosa c’è nella scheda Games, e dove si apre

L’integrazione è partita sui dispositivi Fire TV negli Stati Uniti e nel Regno Unito, come scrive Amazon nel suo annuncio ufficiale. Non c’è niente da scaricare e si gioca con un pad compatibile oppure con il telefono usato come controller. Nel catalogo incluso ci sono Hogwarts Legacy, EA Sports FC 26 e Indiana Jones e l’Antico Cerchio, più i giochi da tavolo della linea GameNight come Cluedo e Ticket to Ride, in una rotazione mensile che VGC ha elencato al lancio.

In Italia quella scheda non si apre. Luna come servizio funziona anche da noi, siamo uno dei quattordici paesi in cui è attivo, ma dentro Prime Video l’integrazione parte dai due mercati anglofoni e Amazon promette altri paesi e altri dispositivi nei mesi prossimi, senza indicare una data, come si è notato anche qui.

I giochi grossi di Amazon restano fuori dal catalogo di Amazon

A Variety, sempre il 23 luglio, Gattis ha messo i dettagli che il comunicato non aveva. Il piano a pagamento Luna Premium, 9,99 dollari al mese, al lancio non è raggiungibile da Prime Video. E i giochi su cui Amazon ha investito di più non entrano nel catalogo incluso: i due Tomb Raider in arrivo, Legacy of Atlantis e Catalyst, e il capitolo di 007 che seguirà First Light restano fuori, con una finestra tra l’uscita su console e PC e l’eventuale approdo su Luna che Gattis ha esplicitamente evitato di definire.

Originali Amazon nella scheda ce ne sono, ma di un altro peso: il deckbuilder Masters of the Universe: Legends Unite, che è comparso nell’app insieme al film della stessa Amazon MGM, e i giochi della linea GameNight, tra cui quel Courtroom Chaos che ha Arnold Schwarzenegger nel cast.

I giochi ad alto budget che la divisione aveva prodotto, intanto, si sono spenti tutti. New World: Aeternum, l’MMO uscito nel 2021 e per anni il titolo di punta della divisione, è stato tolto dalla vendita e i suoi server chiudono il 31 gennaio 2027. King of Meat, il dungeon brawler dello studio inglese Glowmade arrivato il 7 ottobre 2025, ha spento i server il 9 aprile 2026, sei mesi dopo l’uscita, con rimborso integrale a chi lo aveva comprato. La ristrutturazione dell’ottobre 2025, quella dei 14.000 posti tagliati in tutta Amazon, aveva già colpito gli studi di San Diego e Irvine.

La scheda che deve far scoprire i videogiochi a chi non sapeva di averli, quindi, contiene giochi di altri, presi a rotazione mensile e giocabili finché dura l’abbonamento.

Duecento milioni di abbonati, qualche milione di giocatori

Il problema che Gattis dichiara di voler risolvere è di aritmetica. Gli abbonati Prime nel mondo sono oltre 200 milioni, e la sua lamentela a GeekWire è che quasi nessuno di loro sa di poter giocare a titoli da 70 dollari senza pagare altro. Luna, dal canto suo, ha “milioni” di utenti tra Stati Uniti e altri tredici paesi, e l’obiettivo che il dirigente ha dato a CNBC è arrivare a dieci o venti milioni il prima possibile. Il rilancio dell’ottobre 2025 ha quintuplicato la base attiva, su una base che lui stesso definisce piccola.

Anche il mercato di destinazione è più stretto di quanto suggerisca la parola cloud: i dati Ampere citati dall’Hollywood Reporter danno ai servizi di cloud gaming puro, Luna Premium compreso, circa 700 milioni di dollari di spesa dei consumatori nel 2025.

Il televisore come nuovo scaffale

La mossa non è isolata. Netflix ha spinto i party game dentro la sua app e ha provato la narrativa con Unhinged, senza dire quanti lo giochino; Peacock costruisce giochi sulle proprie serie, da Law & Order a Jeopardy!; Microsoft sta testando lo streaming gratuito in cambio di pubblicità. Gattis ripete che Amazon non vuole competere con PlayStation, Xbox o Steam, e su questo va creduto: il pubblico che cerca è quello che una console non l’ha comprata.

La tesi industriale regge, e quando l’abbiamo raccontata il 29 luglio l’abbiamo presa sul serio. Resta l’altra metà del conto: il 10 giugno Amazon ha reso ingiocabili i titoli che i suoi utenti avevano comprato su Luna e non ha rimborsato nessuno. Sei settimane dopo ha messo una scheda in cima a Prime Video per informare gli stessi utenti che hanno una libreria di cui ignoravano l’esistenza. È vero, ce l’hanno. È fatta di giochi di altri, dura quanto l’abbonamento, e in Italia non si apre.

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