Sette mesi di beta, poi la versione stabile
Se costruire un PC è diventato un lusso per pochi, con prezzi di GPU e RAM alle stelle, lo streaming è l’unica alternativa che non ti chiede un mutuo. Nvidia lo sa, e oggi dà una bella notizia a chi usa Linux: l’app nativa di GeForce NOW abbandona la fase beta. Come annuncia l’azienda sul proprio blog, e come riportato da PCGamesN, l’applicazione ora offre un accesso completo all’infrastruttura cloud del colosso verde, con streaming fino alla potenza di una RTX 5080 per chi ha il piano Ultimate, a patto di avere una connessione decente.
Fino a oggi, gli utenti Linux potevano usare GeForce NOW solo via browser o attraverso una build beta, arrivata all’inizio dell’anno e rimasta in prova per sette mesi. La release stabile porta con sé “miglioramenti evidenti in performance, stabilità e rifinitura”, spiega Nvidia, e arriva con un repository Flatpak ufficiale che semplifica installazione e aggiornamenti. Il supporto ufficiale è garantito per Ubuntu 24.04 e versioni successive, ma niente vieta di provare su altre distribuzioni: la stabilità non è assicurata, ma la curiosità vale il tentativo.
L’uscita dalla beta coincide con l’aggiunta di altri nove titoli al catalogo di GeForce NOW. Tra questi spicca l’appena uscito Hell Let Loose: Vietnam. Si arriva così a oltre 4.500 giochi compatibili, acquistabili su store diversi come Steam ed Epic e giocabili in streaming. Attenzione però: il successo del servizio ha portato anche a qualche restrizione. Dal primo gennaio 2026 gli abbonati Performance e Ultimate hanno un tetto di 100 ore mensili di streaming, con al massimo 15 ore inutilizzate che si riportano sul mese successivo e i vecchi Founders come unica eccezione, una mossa che ha fatto storcere il naso a molti.
Questa è una buona notizia per la community Linux, spesso trascurata dalle piattaforme di cloud gaming. Nvidia dimostra di credere ancora nel segmento, nonostante le limitazioni recenti. Il tetto delle 100 ore resta però un freno a mano tirato proprio quando il servizio diventa più accessibile: chi gioca tre ore a sera si ritrova a fare i conti col cronometro, e la beffa è che succede nel momento in cui l’hardware in cloud è più potente che mai. L’uscita dalla beta è comunque un passo avanti, e per chi su Linux ha smesso di aspettare i port nativi può bastare.


