Xbox dice che la pubblicità serve ad abbassare il costo di accesso ai giochi. È la stessa Xbox che dal primo agosto alza il prezzo delle sue console di oltre cento dollari. Le due frasi convivono nello stesso mese, e il modo in cui si tengono insieme dice parecchio su dove sta andando la divisione gaming di Microsoft.
Il 23 luglio, con un annuncio ufficiale sul blog Xbox Wire, l’azienda ha aperto un test di cloud gaming gratuito con pubblicità, riservato per ora agli Xbox Insider, il programma di collaudo aperto ai volontari. Chi ha un account Xbox può trasmettere in streaming i giochi che possiede già, guardando un blocco di spot prima che parta la sessione. Niente pubblicità durante il gioco né in coda, e sessioni limitate a un’ora. Chi paga un abbonamento cloud, gli spot non li vede.
Il pavimento, non il soffitto
La versione pubblica è più prudente di quella che Microsoft aveva provato in casa. Secondo i test interni di fine 2025, riferiti da The Verge, il modello prevedeva circa due minuti di spot iniziali e un tetto mensile di cinque ore di gioco. In questo test il tetto è per singola sessione, il catalogo si ferma ai giochi già posseduti (più qualche free-to-play come Warzone e Genshin Impact) e la platea è ristretta ai collaudatori. Chi ha smontato la struttura la legge come il pavimento di un progetto più ampio: il limite di un’ora non è un riguardo verso il giocatore, è aritmetica sui costi di banda e server.
Il contesto rende la mossa leggibile. Microsoft ha alzato i prezzi di Game Pass aggiungendo il cloud illimitato all’abbonamento Essential da 9,99 dollari, e ha chiuso a inizio luglio il trimestre più duro della sua storia videoludica, con licenziamenti, studi ceduti o chiusi e un ripiegamento su poche grandi saghe, Fallout in testa. Chi segue la vicenda dall’inizio riconosce lo schema: la stessa logica del reset di Xbox che ricostruivamo a inizio luglio, dove ogni scelta punta a estrarre di più da ogni segmento di pubblico. Con i margini al 3% dichiarati nella lettera dei cento giorni, la fetta di utenti che non aprirà mai un abbonamento diventa un bacino da monetizzare in un altro modo.
C’è un precedente da tenere d’occhio. Lo streaming dei giochi posseduti è arrivato su Xbox nel novembre 2024 e conta ormai oltre 1.800 titoli. La pubblicità pre-sessione è il tassello che trasforma un servizio in un imbuto: prima gratis con gli spot, poi, se i numeri sull’ingaggio reggono, la tentazione di allargarlo a chi un abbonamento non lo pagherà mai.
Xbox dice che imparerà da questo test. Il test è costruito esattamente per dirle quanto vale la pazienza di un giocatore misurata in secondi di spot.


