Xbox's Chief Strategy Officer says ads can offer "more affordable alternatives," but believes in-game interruptions "would be bad"

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Project Positron, il disco Xbox diventa digitale: cosa dice davvero il rumor (e cosa vi stanno raccontando male)

Tempo di lettura: 3 minuti

Il codename esiste, il progetto probabilmente pure, e la fonte è tra le più solide che ci siano sul mondo Xbox. Il problema è la lettura entusiasta che ne sta girando in queste ore: Project Positron non è un regalo ai collezionisti di dischi. È il modo in cui Microsoft smonta il lettore ottico facendovi ringraziare.

Da dove viene davvero il rumor

Positron non nasce da un leak spettacolare. Nasce da una stringa di codice: enable Disc2Digital, trovata a maggio dentro build della app Xbox per PC. Il primo a metterci il nome sopra è stato Jez Corden di Windows Central, il 13 maggio 2026, e già allora invitava alla prudenza: dettagli scarsissimi, tanta speculazione. Corden è una fonte con un curriculum di scoop azzeccati, ma un curriculum non è una conferma.

Se ne riparla adesso per un motivo preciso e minuscolo. Brad Rossetti, che guida il programma Xbox Insider, ha saltato l’aggiornamento settimanale della build console scrivendo che l’attesa varrà l’attesa. Corden ha risposto con due parole: “Positron commeth”. Tutto qui. È da queste due parole che è partita la valanga di video con la faccia entusiasta in copertina. Microsoft non ha confermato niente: né il nome, né la funzione, né una data.

Come funzionerebbe (e cosa non fa)

Secondo le ricostruzioni più recenti, riportate da MP1st, il meccanismo è quello raccontato in giro: inserisci il disco una volta, la licenza digitale si aggancia al tuo account Microsoft, e il gioco si comporta come una copia digitale comprata sullo store, con accesso a Xbox Cloud Gaming e Play Anywhere.

Qui però cadono due delle affermazioni che stanno circolando. Primo: non convertite “tutta la vostra libreria”. Il programma riguarderebbe solo i dischi Xbox One e Series X, perché sono gli unici a portare un identificativo univoco impresso in fabbrica. I dischi Xbox 360 e Xbox originale, quelli su cui Microsoft ha costruito la sua reputazione di regina della retrocompatibilità, restano fuori.

Secondo: la licenza non “viaggia col disco” per gentilezza. Viene revocata a voi e riassegnata a chi infila quel disco in un’altra console, come nota Push Square. Non è un bonus per il mercato dell’usato, è l’unico modo per impedire che uno digitalizzi il gioco e poi rivenda il disco intascando due copie. E per funzionare, quel controllo richiede quasi per forza una verifica online periodica.

Il disco diventa un token DRM

Tradotto: dopo Positron il vostro disco non è più una copia del gioco. È una chiave hardware che sblocca un permesso conservato su un server di Microsoft, e che Microsoft può revocare. Lo scaffale resta pieno, ma quello che ci sta sopra ha cambiato natura giuridica senza che nessuno ve lo dica.

Chi ha la memoria lunga riconoscerà lo schema. Nel 2013 la visione originale di Xbox One prevedeva esattamente questo: dischi legati all’account, licenze digitali, controlli online periodici, restrizioni sull’usato. La rivolta fu tale che Microsoft fece marcia indietro in tre settimane. Tredici anni dopo la stessa architettura torna, identica nella sostanza, e viene accolta come una buona notizia. È cambiato il pubblico, non il meccanismo.

Perché Microsoft lo fa adesso

La ragione non è l’amore per i collezionisti. La prossima console, Project Helix, dovrebbe arrivare senza lettore ottico, e Microsoft non ha smentito. C’è anche un movente contabile che raramente finisce nei titoli: Microsoft, a differenza di Sony, non siede nella Blu-ray Disc Association e paga licensing fee per mettere quel lettore nelle sue macchine. Toglierlo è un risparmio secco.

Il resto è tempismo. Sony ha annunciato lo stop ai dischi dal gennaio 2028 e si è presa una petizione furibonda in faccia. Xbox arriva sulla stessa strada con un cerotto pronto, e per una volta incassa applausi invece di insulti. Strategicamente è impeccabile.

Resta la domanda che ci facevamo già a inizio mese, quando ci chiedevamo se la pirateria sia ancora furto quando l’acquisto non è più possesso. Positron, se esiste come lo raccontano, non risponde. Sposta soltanto l’ultima cosa che vi restava in mano, un pezzo di plastica che funziona anche a server spenti, dentro un database che non controllate. Poi vi chiede di sorridere per la comodità.

 

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