Brandon Adler ha ragione su quasi tutto, e proprio per questo il suo post non chiude la discussione: la sposta. Il game director di Obsidian Entertainment ha usato LinkedIn per prendersela con i “cold take artists” che, dice, stanno diffondendo “un’enorme quantità di disinformazione” sullo studio dopo i licenziamenti Xbox e la notizia del nuovo Fallout. La sua difesa del DNA di Obsidian regge. Il problema è che nessuno, in questa storia, ha davvero messo in dubbio il DNA.
Cosa ha scritto davvero Adler
Il post, pubblicato su LinkedIn e ripreso da Insider Gaming, si apre con il pezzo che conta di più e che nei titoli si perde: è stata una settimana durissima, ha dovuto salutare colleghi e amici. Poi Adler passa al contrattacco contro chi, senza sapere chi ha lavorato ai giochi passati dello studio e cosa ci ha messo dentro, sentenzia che Obsidian non è più quella di una volta.
La formula è netta. Obsidian è la stessa di venti anni fa? No, ovviamente. Niente resta uguale. Ma il DNA, sostiene, è quello che ha prodotto KotOR, New Vegas, NWN2 e Stick of Truth. Chi dice il contrario, chiude Adler in una frase che Kotaku ha rilanciato, sta parlando a vanvera di qualcosa su cui non ha alcuna cognizione di come si fa un videogioco.
Il contesto: 52 persone fuori e un Fallout al posto di Avowed 2
La settimana difficile ha dei numeri. Il 6 luglio Xbox ha annunciato 3.200 licenziamenti in tutta la divisione. Per Obsidian, un documento WARN californiano parla di 52 persone, circa un quarto di uno studio da poco più di duecento dipendenti. Il 8 luglio Jason Schreier ha riportato su Bloomberg il resto: progetti cancellati, tra cui il seguito di Avowed, e lo studio dirottato su un nuovo Fallout con Josh Sawyer alla guida. I piani, avvertono le fonti, sono ancora in movimento.
Il dettaglio che spiega l’umore online è un altro. Secondo Game Informer, Avowed 2 non è stato fermato perché andava male: procedeva bene e sarebbe stato annunciato entro un anno. È stato fermato perché non rientrava nella strategia di Asha Sharma, che ha deciso di concentrare tutto sulle grandi IP. Le stesse dinamiche che avevamo raccontato quando abbiamo provato a spiegare il reset di Xbox.
Sul merito, Adler ha ragione
La tesi della continuità regge alla prova dei fatti, e la biografia di Adler ne è la dimostrazione: è entrato in Obsidian nel 2006 come tester su Neverwinter Nights 2, ha attraversato tutta la storia dello studio e ha diretto The Outer Worlds 2. Sawyer, che ha firmato New Vegas nel 2010, è ancora lì e guiderà il nuovo Fallout. L’idea che a Irvine sia rimasta un’insegna vuota gestita da estranei è, semplicemente, falsa.
Anche l’accusa di declino creativo va maneggiata con pinze. GameRant ricorda che Avowed e The Outer Worlds 2 hanno chiuso entrambi sopra l’80 su OpenCritic. Non sono capolavori generazionali, ma il pavimento qualitativo di Obsidian resta più alto del soffitto di parecchi studi di pari dimensioni.
La domanda che il post non affronta
Il punto è che lo scetticismo di questi giorni non nasce da un giudizio sul talento rimasto in studio. Nasce da una constatazione sulla catena di comando. Obsidian non ha scelto di fare Fallout: gliel’hanno assegnato, dopo aver cancellato quello che stava facendo e aver mandato a casa un quarto della squadra. Il DNA può anche essere identico al 2006, ma nel 2026 chi decide dove va quel DNA sta a Redmond, e ha appena dimostrato di cambiare idea nel giro di una riunione.
Adler difende i suoi colleghi da chi li tratta come una firma svuotata, e fa bene. Chi ha dubbi, però, non si chiede se Obsidian sappia ancora scrivere un gioco di ruolo. Si chiede se le sarà concesso di finirlo.


