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Ben Starr contro Xbox: “Hanno mentito. Più volte. A più persone. Ripetutamente”

Tempo di lettura: 3 minuti

Di solito un doppiatore, quando parla di un publisher, ringrazia. Ben Starr ha fatto l’esatto contrario: ha preso la ristrutturazione più grande nella storia di Xbox e l’ha chiamata per quello che secondo lui è, cioè una catena di bugie. Le dichiarazioni, rilasciate durante una puntata del podcast Pause for Thought, stanno girando da giorni in forma di screenshot. Le abbiamo verificate: sono autentiche, e il contesto è persino più duro della card che sta circolando.

La frase esatta, e a chi si riferisce

La citazione che vedete ovunque è “hanno mentito, più volte, a più persone, ripetutamente”. Nel podcast Starr la usa parlando dei dipendenti Xbox con cui dice di essersi confrontato personalmente: persone a cui, sostiene l’attore, era stato ripetuto che il loro posto non era a rischio. La ricostruzione della stampa tedesca e quella di GameRant coincidono: non è un attacco generico all’azienda cattiva, è un’accusa circostanziata sulla comunicazione interna nelle settimane precedenti i tagli. Microsoft, al momento in cui scriviamo, non ha replicato pubblicamente.

Un promemoria sui numeri, perché contano. Il 6 luglio 2026 Asha Sharma ha annunciato 3.200 licenziamenti nella divisione gaming, di cui 1.600 immediati e gli altri distribuiti fino a giugno 2027. Circa il 20% di una forza lavoro da 15.000 persone, dentro un taglio Microsoft complessivo da 4.800 posti. Nella stessa mail interna, la frase che ha fatto il giro del mondo: il business oggi non è sano. Il resto della storia lo avevamo già ricostruito qui.

Prima bugia secondo Starr: la consolidazione come scudo

L’attore fa risalire la prima menzogna al 2018-2019, quando Xbox comprava studi a raffica: Playground Games, Ninja Theory, Undead Labs, Compulsion Games, Obsidian Entertainment, inXile Entertainment. Il messaggio dell’epoca, dice Starr, era che entrare sotto un grande ombrello corporate significava sicurezza economica e libertà creativa. La consolidazione come protezione. “Semplicemente non è vero”, ha commentato, aggiungendo che forse all’epoca non sembrava una bugia, ma oggi sappiamo che lo era.

Sul piano dei fatti è difficile dargli torto, e non serve la sua parola: quattro di quegli studi hanno lasciato Xbox nell’arco di una sola giornata. Vale la pena ricordare, come fa notare Techdirt, che durante gli iter regolatori Microsoft aveva rassicurato più volte su continuità e occupazione. Nessuna conseguenza, ovviamente, se non per chi il lavoro l’ha perso.

Seconda bugia: Senua messa in vetrina

Il colpo più duro Starr lo assesta sull’Xbox Games Showcase del 7 giugno 2026, quando Ninja Theory ha annunciato Senua, terzo capitolo del filone Hellblade, con tanto di uscita day one su Game Pass nel 2027. Secondo un report di Game File firmato Stephen Totilo, la decisione di separarsi dallo studio era già stata presa prima dello showcase, e l’annuncio serviva a rendere Ninja Theory più appetibile per un eventuale compratore. Un trailer usato come brochure di vendita.

“Era davvero così difficile toglierlo?”, ha chiesto Starr riferendosi all’annuncio, riportato anche da Multiplayer.it. Il punto, per lui, non è il singolo presentatore sul palco: è che dal punto di vista comunicativo l’azienda ha dichiarato di essere disposta a mentire, e questo brucia la credibilità di qualunque cosa dirà al prossimo showcase. Un problema di marketing, non di persone. Il tempismo lo avevamo già raccontato quando lo studio è passato dal palco alla lista dei nove giorni fatali.

Terza mossa: lo spin sugli studi “liberati”

Starr contesta infine il modo in cui Microsoft ha impacchettato la separazione da Double Fine e Compulsion Games come una buona notizia. Il memo “Resetting Xbox” spiega che i due studi tornano indipendenti conservando IP e cataloghi, con fondi per avviare i prossimi progetti, mentre Ninja Theory e Undead Labs hanno firmato accordi con nuovi proprietari mai nominati. “È incredibile come cercano di girarla”, ha detto l’attore, che ha aggiunto una frase più semplice e più pesante di qualunque analisi: stanno perdendo il lavoro e non sanno perché. La mappa completa di chi esce e chi resta l’abbiamo fatta quando è successo.

Sul fronte acquirenti, a una settimana di distanza, l’identità dei nuovi proprietari di Ninja Theory e Undead Labs resta ignota. Entrambe le squadre dovrebbero comunque completare Senua e State of Decay 3.

Perché la voce di Starr pesa

Starr non è un ex dipendente con un conto aperto, ed è questo il dettaglio che rende il caso interessante. È un attore che ha vinto il Golden Joystick come miglior interprete protagonista per Clive in Final Fantasy XVI e, quest’anno, era tra i candidati BAFTA per Verso in Clair Obscur: Expedition 33. Uno che lavora con i publisher, che ha tutto da perdere a mettersi contro il più grande di tutti, e che ha deciso di farlo comunque.

Il problema di comunicazione che descrive è già arrivato al livello successivo: la prossima volta che Xbox salirà su un palco a promettere il futuro di uno studio, la domanda non sarà se il gioco è bello. Sarà se lo studio esisterà ancora a Natale.

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