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Wyldheart: Se solo potessi colpire i mostri bene come guardo i tramonti

Tempo di lettura: 2 minuti

Siamo onesti: in un’epoca di asset preconfezionati e open world senz’anima, quando spunta un progetto come Wyldheart che sembra uscito da un sogno febbrile di un illustratore IED dopo una sessione di Dungeons & Dragons, il cuore sobbalza. Presentato in pompa magna al PAX East 2026 da Gamereactor e altre testate internazionali, il titolo di Wayfinder Studios è il classico caso di “bellissimo ma balla male”, almeno per ora.

Dietro al progetto ci sono veterani di EA DICE, Embark e Mojang (gente che ha masticato Battlefront e Minecraft a colazione), guidati da Dennis Brännvall. Hanno creato un mondo rustico, tattile e vibrante, ma come riportato anche nelle ultime anteprime di Wccftech, se il concept ti avvolge come una coperta di lana in inverno, il sistema di combattimento rischia di darti la stessa scossa di un maglione sintetico. Vediamo perché questo gioiellino svedese ci ha lasciato con l’amaro in bocca proprio dove dovrebbe divertire di più.


Wyldheart

Screenshot #9

Sviluppatore: Wayfinder Studios
Genere: Co-op Action RPG / TTRPG-Inspired

Il concept è una boccata d’aria fresca: Wyldheart non vuole essere il tuo secondo lavoro. È progettato per chi ha una vita, un mutuo e poco tempo, grazie a un sistema “West March” che rende il drop-in/drop-out della co-op più fluido di un bicchiere di vino il venerdì sera. L’esplorazione dell’overworld avviene tramite una griglia esagonale che trasforma il viaggio in un gioco da tavolo vivente, privo di mini-mappe invasive e pieno di scoperte “fatte a mano”.

Ma poi arrivano i mostri. E qui le note dolenti: il combat system, pur cercando di essere tecnico con parate e gestione della stamina, risulta attualmente “rough around the edges”. Nelle sessioni hands-on di aprile 2026, la sensazione è quella di colpi che mancano di peso, con hitboxes ancora da registrare e una legnosità che stride violentemente con la fluidità estetica del mondo circostante. È come guardare un balletto di Bolle dove i ballerini indossano scarponi da sci: l’intenzione è nobile, il risultato è un po’ goffo.

  • Ispirazione Tabletop: La struttura a campagne brevi (10-15 ore) è perfetta per chi ama il gusto del gioco di ruolo senza l’impegno di un MMO.
  • Art Style Superbo: Un “modern retro” che rifiuta l’IA generativa e punta tutto sul talento di artisti che sanno ancora usare i pennelli (digitali).
  • Combat sotto osservazione: Un mix di attacchi melee e reagenti alchemici che, al momento, manca del “crunch” necessario per soddisfare i palati più esigenti.

Perché lo amo (con riserva): Perché il mondo di Caerwyn è un posto dove vorrei perdermi per ore, eavesdropping nei villaggi e cercando reliquie antiche. Ma se i ragazzi di Wayfinder non sistemano quella sensazione di colpire l’aria ogni volta che agito la spada, temo che Wyldheart rimarrà un bellissimo quadro da guardare, ma un pessimo gioco da “sentire”. Forza Dennis, dacci dei feedback tattili degni di questo nome.


Al momento, Wyldheart è in fase di Alpha e punta a un rilascio in Accesso Anticipato su Steam ed Epic Games Store entro la fine del 2026. Non cercatelo su Fanatical o GOG per ora: gli Dei del DRM-free non hanno ancora ricevuto le offerte necessarie.

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