Ci sono voluti sei anni e un numero imprecisato di studi esterni, ma Game Freak esce finalmente da Pokémon. Beast of Reincarnation arriva il 4 agosto su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, ed è il primo gioco ad alto budget che lo studio manda in negozio fuori dal marchio che lo mantiene da trent’anni. Con un dettaglio che vale la pena conoscere prima di preordinare: la parte grossa del lavoro non l’ha fatta Game Freak.
Due date per lo stesso gioco
Il 4 agosto è la data ufficiale, quella che vale su PS5 e Xbox Series, dove lo sblocco avviene a mezzanotte locale. La scheda Steam però riporta il 3 agosto, e non è un errore: Valve usa un unico istante di sblocco globale invece dei fusi orari locali, quindi in buona parte del mondo la versione PC parte prima di quella console. L’editore, dal canto suo, continua ad annunciare il 4 agosto. Se giocate su PC e vedete date diverse in giro, la ragione è questa.
Il prezzo su Steam è di 59,99 dollari per l’edizione standard e 69,99 per la Digital Deluxe. Su Xbox il gioco è incluso al day one in Game Pass Ultimate e PC Game Pass, mentre i piani Essential e Premium restano fuori al lancio. Per l’Italia c’è una nota che sulla scheda si legge solo scorrendo: interfaccia e sottotitoli sono tradotti, il doppiaggio no, e resta disponibile solo in inglese e giapponese.
Chi ha costruito davvero il gioco di Game Freak
Il punto meno raccontato riguarda chi ha messo le mani sul codice. Il direttore Kota Furushima, in un’intervista a IGN del gennaio 2026, ha spiegato che la squadra è numerosa ma composta solo in parte da personale interno, e che lo studio ha cercato parecchie aziende partner per realizzare il gioco. Un portavoce è poi stato più esplicito con la stessa testata: il team interno di Game Freak è “relatively small”, mantiene la direzione creativa e la gestione del progetto, e la maggioranza degli sviluppatori arriva da fuori.
Non è uno scandalo e non è nemmeno anomalo: nei credit di Pokémon Legends Z-A compaiono una trentina di aziende partner, e l’outsourcing è la norma su qualunque produzione di questa taglia. Cambia però il modo in cui va letto il risultato. Se il gioco funziona, la lezione non è che Game Freak sa fare action RPG in casa: è che sa dirigerne uno. Sono due competenze diverse, e per uno studio che da tre decenni lavora su un solo marchio la seconda è comunque una notizia.
Un Giappone del 4026, una ragazza e un cane
Il gioco è ambientato in un Giappone post-apocalittico dell’anno 4026, devastato da una corruzione chiamata Blight. Si controlla Emma, una Sealer emarginata perché infetta, accompagnata da Koo, un cane a sua volta contaminato. Il sistema di combattimento alterna azione in tempo reale, con spada e rampicanti, a un menu che rallenta la scena per impartire comandi tattici al cane: le parate riuscite alimentano la risorsa che serve alle abilità di Koo. Girato in Unreal Engine 5 e pubblicato da Fictions, su Steam porta fra le etichette più usate dagli utenti quella di souls-like.
Del funzionamento del combattimento avevamo già scritto nell’anteprima di luglio, dove la durata stimata era intorno alle trenta ore su una decina di livelli.
La domanda vera arriva dopo il lancio, e non riguarda i voti. Riguarda se Game Freak userà questo gioco per costruirsi una seconda gamba, oppure se resterà l’esperimento isolato che consente allo studio di dire che sa fare anche altro mentre continua a fare Pokémon. Il modo in cui è stato prodotto, con un nucleo interno piccolo e tutto il resto appaltato, non chiarisce la risposta. La chiarirà cosa annunceranno dopo.


