The Witcher 3 Remastered esce il 29 settembre: cosa cambia nel combattimento e cosa serve per giocarlo su PC

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The Witcher 3 Remastered esce il 29 settembre come aggiornamento gratuito per chi possiede già il gioco di ruolo del 2015 di CD Projekt Red su PC, PS5 e Xbox Series X|S. Lo stesso giorno arriva anche una versione nativa per Nintendo Switch 2. Il 15 settembre il produttore esecutivo Jakub Kutrzuba ha spiegato a PC Gamer in che cosa questa versione si distingue dall’aggiornamento del 2022.

L’annuncio era arrivato il 25 agosto, in chiusura della Opening Night Live della gamescom, e ne abbiamo scritto il giorno dopo. Secondo PC Gamer, insieme alla data CD Projekt Red aveva regalato a tutti i possessori del gioco base le due espansioni già uscite, Hearts of Stone e Blood and Wine. Chi compra il gioco da zero le trova già incluse.

Cosa ha detto CD Projekt Red a PC Gamer

Kutrzuba, che nello studio segue i progetti affidati a team esterni, ha distinto i due interventi. Secondo lui l’aggiornamento per le console di nuova generazione, uscito il 14 dicembre 2022, era nato da un’esigenza tecnica: portare il gioco su PS5 e Xbox Series X|S. Il Remastered invece mette le mani su parti del gioco rimaste ferme dal lancio del 2015, cioè le animazioni, il modo in cui si gioca e le piccole comodità di tutti i giorni.

In pratica lo studio ha cambiato il sistema di animazione, la telecamera, il comportamento dei nemici in combattimento e il pathfinding, cioè il modo in cui i personaggi calcolano il percorso per muoversi nel mondo. Il criterio, stando a PC Gamer, è stato intervenire ovunque ci fosse un motivo di frustrazione, fermandosi prima di dover ricostruire il gioco da capo. Come prova di riuscita Kutrzuba cita il fatto che nel team nessuno riesce più a tornare alla versione precedente.

Alla presentazione di agosto il capo del level design Miles Tost aveva messo in cima alla lista le nuove texture, il rendering aggiornato, il path tracing e la vegetazione. Sul combattimento aveva citato telecamera, sistema di mira sui bersagli, animazioni nuove e nuove esecuzioni finali, più un sistema di abilità rifatto da capo.

Combattimento, mostri e Rutilia: le modifiche al gioco

L’elenco ufficiale delle novità va oltre la grafica. Oltre al combattimento, che Tost descrive come più fluido e preciso, cambiano il comportamento dei mostri, il movimento a piedi, con arrampicate e scavalcamenti rivisti, e la guida a cavallo di Rutilia. Arrivano poi nuovi effetti visivi per i Segni, cioè gli incantesimi dello strigo. L’albero delle abilità è stato ridisegnato. Fra le aggiunte c’è la trasmogrificazione, che permette di dare a un’armatura l’aspetto di un’altra senza perderne le statistiche, insieme a una modalità foto ampliata, un nuovo tracciamento delle missioni e nuove opzioni di accessibilità.

Il trailer d’annuncio mostra le modifiche in movimento, con le riprese di gioco catturate su un PC di fascia alta.

Grafica su PC: path tracing e DirectX 12

Su PC il Remastered aggiunge una modalità in path tracing, la tecnica che simula l’intero percorso della luce nella scena invece di calcolare solo alcuni effetti come ombre e riflessi. È la stessa soluzione che lo studio aveva già portato in Cyberpunk 2077. Secondo TweakTown la modalità è pensata soprattutto per le schede video GeForce RTX di Nvidia, quelle con il supporto hardware al ray tracing. Si appoggia al DLSS 4.5, la tecnica di Nvidia che usa l’intelligenza artificiale per alzare la risoluzione, compresa la Ray Reconstruction che ripulisce l’immagine generata dai raggi di luce. Per le schede video di AMD e Intel ci sono FSR 4 e XeSS 2.0, le tecniche equivalenti delle due case, dette di upscaling perché ricostruiscono l’immagine ad alta risoluzione partendo da una più bassa. Illuminazione globale, ombreggiatura della vegetazione e resa della pelle, con il subsurface scattering, sono stati rifatti anche fuori dal path tracing.

Requisiti PC: Windows 11 e disco SSD obbligatori

Il salto tecnico ha un prezzo sulle configurazioni vecchie. La pagina del supporto di CD Projekt Red fissa i nuovi requisiti minimi. Servono un processore Ryzen 5 2600 o Core i5-8400 e una scheda video GeForce GTX 1660 o Radeon RX 5500 XT da 8 GB, con almeno 6 GB di memoria video. A questi si aggiungono 12 GB di RAM, Windows 11 a 64 bit e 70 GB liberi su SSD, cioè su un’unità di memoria flash, molto più veloce dei vecchi dischi meccanici. Il gioco girerà solo in DirectX 12, i dischi meccanici non saranno più supportati e lo studio non testerà più il gioco su Windows 10, che Microsoft ha smesso di aggiornare il 14 ottobre 2025. Chi non rientra in questi requisiti può tornare a una versione precedente del gioco, con la procedura indicata sulla stessa pagina.

Stando all’intervista a PC Gamer, il Remastered dovrebbe comunque girare senza problemi su Steam Deck, il PC portatile di Valve.

PS5 Pro, Xbox e Switch 2

L’elenco mostrato nel trailer cita anche il supporto a PS5 Pro e a Xbox Play Anywhere, il programma che lega un solo acquisto digitale alle versioni Xbox e Windows. Su Switch 2 il Remastered è un download separato, con un’icona a sé nel menu. È però gratis per chi ha il gioco sulla prima Switch: lo dice la scheda del Nintendo eShop, come ha segnalato Nintendo Life, e l’offerta vale anche per le copie fisiche. La stessa scheda elenca HDR, frequenza di aggiornamento a 120 Hz e supporto al touch screen. Il 29 settembre il gioco arriva anche su Battle.net, il negozio di Blizzard. Sul motivo per cui CD Projekt Red regala l’aggiornamento abbiamo pubblicato un’analisi il 29 agosto.

Il Remastered è anche la base su cui arriverà Songs of the Past, la terza espansione a pagamento sviluppata con Fool’s Theory e prevista per il 2027. Chi non vuole gestire peso dell’inventario e usura delle armi potrà spegnerli con la Bard’s Ballad, di cui abbiamo scritto il 1 settembre.

Cosa non si sa ancora

A nove giorni dall’uscita mancano tre informazioni. CD Projekt Red non ha pubblicato i fotogrammi al secondo attesi nelle diverse modalità su console, né su PS5 Pro né su Switch 2. Non ha detto se le modifiche al combattimento si potranno disattivare per chi preferisce il sistema originale, un dubbio che PC Gamer aveva sollevato già il giorno dell’annuncio. E non ha pubblicato requisiti specifici per il path tracing, che resta la modalità più pesante del pacchetto.

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