VideoGamesCritic è online dal 2 settembre 2026 e fa una cosa che Metacritic e OpenCritic non fanno: assegna un punteggio alle testate. Lo ha aperto Thomas Mahler, amministratore delegato e direttore creativo di Moon Studios, cioè lo studio degli Ori e di No Rest for the Wicked. Il criterio con cui i giornalisti vengono giudicati è la distanza fra il loro voto e quello dei giocatori.
Il meccanismo è dichiarato: i voti della critica arrivano da OpenCritic, i voti degli utenti vengono ricavati dalle recensioni Steam con una ponderazione che il sito chiama trust-weighted, e nel calcolo finale i secondi pesano due terzi. Il sito si presenta come l’unica fonte di verità per i giocatori.
Un aggregatore che aggrega anche i recensori
A far discutere è la classifica. Ogni testata riceve una posizione in base a quanto i suoi voti si allontanano dal sentimento medio dei giocatori, con l’implicazione che allontanarsi significhi sbagliare. Mahler lo ha spiegato dicendo che i voti della stampa non possono superare quelli di chi il gioco lo ha comprato.
Il progetto, ha raccontato, era nato come un database personale: usava Metacritic e OpenCritic, li trovava utili e ne trovava scomoda l’interfaccia. Poi la funzione si è allargata fino a comprendere il giudizio su chi scrive.
Su ResetEra la reazione è stata immediata e ostile, con decine di messaggi che prevedono l’uso della classifica come strumento per attaccare le testate sui social. L’obiezione tecnica che ricorre più spesso riguarda la base di calcolo. Le recensioni Steam non sono verificate né legate a un tempo di gioco minimo: trasformarle in due terzi di un punteggio significa costruire una metrica su un campione che chiunque può gonfiare.
Perché il nome di Mahler pesa su questa storia
Nel maggio 2025 Mahler aveva scritto su Discord che le recensioni negative di No Rest for the Wicked mettevano a rischio la sopravvivenza di Moon Studios, chiedendo ai giocatori di controbilanciarle. La percentuale delle recensioni recenti su Steam era risalita al 72 per cento, dopodiché lo stesso Mahler aveva chiarito che lo studio non era in pericolo immediato e che il messaggio serviva a puntare il dito contro certe recensioni.
Secondo la ricostruzione di Kotaku, il gioco in quel periodo non stava subendo nessuna campagna coordinata di voti negativi: raccoglieva critiche per un aggiornamento dell’accesso anticipato riuscito male. Sempre Kotaku ricorda che nella stessa occasione Mahler aveva aggiunto osservazioni transfobiche.
Chi oggi costruisce un sistema in cui il giudizio dei recensori Steam pesa due terzi è la stessa persona che quindici mesi fa considerava quei recensori una minaccia esistenziale per la propria azienda. La coerenza fra le due posizioni non è mai stata spiegata.
Il tempismo, che non è un dettaglio
Il sito è arrivato pochi giorni dopo un rinvio. Il primo settembre 2026 Moon Studios ha annunciato che la versione 1.0 di No Rest for the Wicked, cioè l’uscita dall’accesso anticipato, slitta a marzo 2027, e non più a ottobre come previsto. È il secondo rinvio annunciato dallo studio per quella versione.
Mahler non ha collegato le due cose e non c’è nulla che dimostri un nesso. Va però registrato che un direttore creativo con un lancio rinviato apre un sito che misura quanto la stampa sbaglia, e lo fa mentre il suo gioco non ha ancora ricevuto le recensioni di quella stampa.
La critica che sotto ci sta, e quella che non ci sta
La parte difendibile dell’operazione riguarda Metacritic. Una media aritmetica di voti eterogenei, calcolata su testate che pubblicano in tempi diversi e con scale diverse, viene usata dai publisher per decidere bonus contrattuali. È un problema reale del settore, e i giornalisti ne hanno scritto per primi. Un aggregatore che dichiara la propria formula è più trasparente di uno che non la dichiara.
Il presupposto, però, non regge. La distanza fra un voto della critica e il sentimento del pubblico su Steam non misura l’errore, misura una differenza di funzione. Un recensore che finisce un gioco e ne scrive per un pubblico che deve ancora comprarlo fa un mestiere diverso da chi lascia un giudizio dopo due ore perché il primo aggiornamento gli ha rotto il salvataggio. Trasformare quella differenza in una classifica di affidabilità non produce trasparenza, produce una graduatoria di obbedienza.
Mahler, che a febbraio 2026 aveva promesso niente microtransazioni in No Rest for the Wicked, ha una posizione pubblica coerente su un altro fronte, quello della monetizzazione. Su questo, il metro con cui giudica gli altri conviene applicarlo anche al suo prossimo lancio: a marzo 2027 sapremo quanto la sua classifica avrà retto al primo gioco del suo studio che ci finisce dentro.


