Il creatore di Ori ha smontato in pubblico il rumor su un terzo capitolo della serie. Nel farlo ha detto una cosa che nessuno gli aveva chiesto. Thomas Mahler, amministratore delegato di Moon Studios e regista dei primi due giochi, ha definito senza fondamento le voci su un annuncio a sorpresa alla gamescom, e ha aggiunto che il suo studio sta valutando internamente di ricomprarsi la proprietà intellettuale da Microsoft.
Da dove nasce il rumor
Nel fine settimana si è diffusa la voce che Xbox avesse in serbo l’annuncio di un seguito a sorpresa per l’Opening Night Live di stasera. NateTheHate, account con un buon storico su progetti non ancora ufficiali, ha indicato in un nuovo Ori il gioco misterioso, senza però sbilanciarsi sul fatto che venisse mostrato proprio a Colonia. Una discussione su ResetEra aggiungeva un dettaglio: a svilupparlo sarebbe uno dei team di Saber Interactive, con una possibile presentazione rimandata fino a un Developer Direct in autunno.
Il sito aveva già raccontato quel rumor la settimana scorsa, notando che intorno all’annuncio misterioso di Xbox circolavano più smentite che indizi. Mahler ne ha aggiunta un’altra, e piuttosto secca.
La smentita, e la frecciata su Halo
Interpellato dai fan su X il 23 agosto, Mahler ha risposto di non aver sentito nulla al riguardo, come già in passato. Poi ha spiegato perché ritiene improbabile che Microsoft affidi la serie ad altri: dopo aver investito miliardi su 343 Industries per Halo senza ritrovare la magia originale, l’azienda dovrebbe aver imparato che su certe proprietà serve il team giusto. In un secondo messaggio ha chiuso la porta: le voci su Ori 3 sono sciocchezze. Ha però raccontato che Gareth Coker, compositore dei primi due capitoli, gli ha chiesto a cena se non fosse ora di farne un altro. A chi gli obiettava che le fonti di NateTheHate sono più affidabili delle sue, Mahler ha risposto di aver appena parlato con persone di Microsoft.
La parte che conta: Moon rivuole la sua serie
Nello stesso scambio Mahler ha detto che a Moon Studios se ne parla internamente: comprare indietro la proprietà intellettuale di Ori, perché dubita che qualcun altro possa ricavarne granché e ha senso che torni a casa. È qui che la notizia smette di essere una smentita e diventa qualcos’altro.
Il contesto lo rende più pesante. Moon Studios e Microsoft si sono separate dopo le accuse sull’ambiente di lavoro emerse nel 2024, e lo studio si autopubblica dal gioco successivo, No Rest for the Wicked, la cui versione 1.0 è attesa per ottobre. Il marchio Ori resta però a Microsoft, che in questi mesi ha fatto il percorso opposto a quello di chi compra: Compulsion Games ha completato il proprio riscatto e Double Fine ha riottenuto i diritti dei propri giochi. Uno studio che chiede pubblicamente indietro il proprio marchio, mentre l’editore lascia andare pezzi del proprio catalogo, è una scena che a Redmond si sta ripetendo.
Cosa resta in piedi
La smentita di Mahler vale per Moon Studios, non per Microsoft. Se davvero l’azienda avesse affidato la serie a un altro team, il regista dei primi due capitoli non sarebbe necessariamente il primo a saperlo: è l’obiezione che gli è stata mossa online, e Mahler non l’ha smontata del tutto. Il rumor sul gioco misterioso di Xbox alla gamescom, quindi, resta in piedi: quello che si è ridotto è la probabilità che sia Ori, e soprattutto che sia Ori fatto da chi lo ha creato.
Il secondo capitolo, Ori and the Will of the Wisps, è uscito nel 2020 e aveva superato i 2,8 milioni di giocatori entro il novembre dello stesso anno, dopo che il primo, Ori and the Blind Forest, aveva portato Moon Studios dall’anonimato al premio come miglior gioco d’azione ai The Game Awards del 2015. Sono passati sei anni dall’ultimo capitolo: abbastanza perché la domanda di un seguito si riaccenda a ogni voce di corridoio, e abbastanza perché la risposta, stavolta, arrivi da chi la serie non la possiede più.
Resta una coincidenza di calendario che vale la pena tenere a mente stasera. Se dal palco di Colonia esce davvero un annuncio a sorpresa targato Xbox, la prima cosa da guardare non sarà il gioco, ma il nome dello studio in fondo al trailer.


