Una scena di South of Midnight, il gioco di Compulsion Games

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Compulsion Games ha completato il riscatto da Xbox: “avremmo preferito mangiare sassi”

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Compulsion Games, lo studio di South of Midnight, ha completato il riscatto societario da Xbox ed è di nuovo indipendente. Lo ha confermato il CEO Guillaume Provost in un’intervista a GamesBeat, con dettagli che vanno oltre quanto già emerso dai metadati di Steam.

Un accordo chiuso l’11 agosto, ora confermato a voce

Secondo Provost, l’operazione si è conclusa formalmente l’11 agosto 2026, la stessa data del cambio di publisher di South of Midnight su Steam, passato da Xbox Game Studios a Compulsion: una modifica di database che avevamo segnalato il 15 agosto. Quello che GamesBeat aggiunge ora è la conferma diretta dello studio: lo stesso riscatto vale anche per Contrast e We Happy Few, e i diritti di pubblicazione su console stanno tornando a Compulsion piattaforma per piattaforma. Comprare i giochi vuol dire sostenere lo studio, ha detto Provost: da ora chi compra un titolo dello studio finanzia direttamente lo studio, non più Microsoft.

Compulsion era entrata nella galassia Xbox Game Studios nel 2018. La separazione era stata annunciata il 6 luglio 2026, quando Xbox aveva confermato il taglio di circa 3.200 posti di lavoro nel quadro di quello che il gruppo aveva definito il proprio “reset”. Gli studi coinvolti erano cinque: Compulsion e Double Fine tornavano indipendenti, Ninja Theory e Undead Labs passavano ad altra proprietà, mentre per la francese Arkane si apriva una consultazione con il comitato aziendale che non si è ancora chiusa.

“Avremmo preferito mangiare sassi”

Provost ha raccontato di aver chiesto direttamente al team se voleva restare unito di fronte alla chiusura imminente. La risposta, riportata da VGC, è diventata lo slogan non ufficiale dell’operazione: “avremmo preferito mangiare sassi e bere benzina piuttosto che essere divisi”. Alcune persone hanno comunque lasciato lo studio o iniziato a cercare lavoro altrove nei giorni successivi all’annuncio del 6 luglio, ma la maggior parte della leadership è rimasta.

Parte del team sta già lavorando a un progetto che era in sviluppo prima dell’annuncio di chiusura di Microsoft, mentre Provost è al lavoro per assicurare un finanziamento stabile e valuta possibili collaborazioni esterne per rendere lo studio autosufficiente nel lungo periodo.

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