Artwork di GTA 6, il gioco al centro dei mandati depositati da Take-Two contro Discord

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Take-Two chiede a Discord un secondo mandato contro Cyberleek, e stavolta vuole tenerlo segreto

Tempo di lettura: 3 minuti

Sul leaker di GTA 6, cioè di Grand Theft Auto VI, Take-Two non ha ancora messo un nome, ma dice che le manca poco. Il 28 agosto 2026, il giorno dopo l’Extended Look trasmesso da Netflix, l’editore di Rockstar è tornato in tribunale con una nuova richiesta di mandato rivolta a Discord. Stavolta ha chiesto al giudice di tenerla sotto sigillo, cioè di non renderne pubblico il contenuto. Nello stesso giorno ha ritirato la richiesta che aveva presentato contro YouTube.

Cosa è un mandato DMCA e perché qui conta

Lo strumento usato da Take-Two si chiama mandato DMCA, dal Digital Millennium Copyright Act, la legge americana sul diritto d’autore online. Permette a chi detiene i diritti di chiedere dati a una piattaforma terza senza dover prima fare causa a nessuno: si va dal cancelliere del tribunale, si dichiara la violazione, si ottiene l’ordine. Non c’è un imputato, non c’è un’udienza, non c’è nessuno dall’altra parte a obiettare.

La prima richiesta, depositata il 20 agosto, era pubblica, e per questo TorrentFreak e altri hanno potuto leggerla per intero e vedere quali server Discord fossero nominati. Erano tre, uno dei quali legato al creatore di contenuti DarkViperAU, e i dati chiesti riguardavano tutti gli account che vi avessero scritto a partire dal 1° giugno. Quella richiesta è ancora aperta.

La versione di Take-Two e quella di Discord non combaciano

Nei nuovi atti Take-Two afferma che il primo mandato è stato emesso il 21 agosto e notificato subito a Discord. TorrentFreak osserva però che i registri del tribunale non riportano l’emissione da parte del cancelliere, come normalmente avverrebbe. Il 24 agosto Ryan Rigney, direttore marketing di Discord, aveva scritto su X che la piattaforma non aveva ricevuto nessun mandato, e che quando fosse arrivato ne avrebbe valutato validità e portata prima di rispondere.

Il sito ne aveva parlato il 26 agosto, quando la smentita era arrivata: da allora nessuna delle due parti ha corretto la propria versione. O l’atto si è fermato da qualche parte tra il deposito e la notifica, oppure una delle due ricostruzioni è imprecisa.

Perché stavolta vuole il sigillo

La motivazione depositata è esplicita. Rendere pubbliche quelle informazioni, scrive l’azienda, comprometterebbe l’indagine in corso e avviserebbe i presunti responsabili dello stato di avanzamento delle verifiche, con il rischio concreto che cancellino o nascondano le prove. Take-Two aggiunge che la situazione sta evolvendo rapidamente man mano che emergono elementi nuovi.

Il contenuto della nuova richiesta è più stretto del precedente. Secondo PC Gamer, che ha letto gli atti tramite TorrentFreak, l’azienda dichiara di aver individuato un ulteriore utente Discord: non più migliaia di account da setacciare, ma un bersaglio singolo. Il ritiro della richiesta contro YouTube va nella stessa direzione, e la formula usata è che quel materiale non serve più.

Come riassume Inven Global, l’indagine è passata dal rastrellamento su più piattaforme, con richieste inviate anche a Microsoft e a X, al consolidamento delle informazioni su singoli profili Discord. Il giudice non si è ancora pronunciato sulla richiesta di sigillo e il mandato non è stato emesso.

Il prezzo del sigillo lo paga chi non c’entra

La segretezza qui ha una conseguenza pratica che riguarda persone estranee alla vicenda. Sappiamo che il primo mandato coinvolgeva tre server e decine di migliaia di iscritti soltanto perché il testo era pubblico e qualcuno lo ha letto. Se il secondo viene sigillato, chi finisce dentro l’elenco non ha modo di saperlo, e nemmeno di contestarlo prima che i dati vengano consegnati.

Che l’obiettivo dichiarato sia diventato una persona sola rende questa richiesta più proporzionata di quella del 20 agosto. Ma uno strumento nato per far rimuovere file dai siti pirata è servito a costruire una lista di nomi, e la seconda volta lo fa senza che nessuno possa controllare.

I filmati avevano cominciato a circolare il 18 agosto, e Take-Two aveva risposto con un’ondata di notifiche di rimozione seguita a stretto giro dal primo gruppo di mandati, quelli a Microsoft e Discord. Sullo sfondo, come ricorda VGC, i video attribuiti al gruppo CyberLeek hanno accumulato milioni di visualizzazioni nelle riproposizioni sui social prima della presentazione ufficiale del 27 agosto. Chi li ha pubblicati, intanto, aveva incassato dalla criptovaluta collegata ai propri filmati e si era tolto di mezzo poche ore prima che Rockstar mostrasse il gioco. Grand Theft Auto VI esce a novembre 2026.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti