La vicenda del Discord subpoena GTA 6 ha una piega che nessuno aveva raccontato: il mandato con cui Take-Two Interactive, l’editore di Grand Theft Auto, vuole risalire all’identità del leaker alla piattaforma di chat non è ancora arrivato. Lo ha detto il 24 agosto 2026 Ryan K. Rigney, direttore marketing di Discord, con un messaggio pubblico: la notifica formale non è mai arrivata, e quando arriverà l’azienda valuterà validità e portata della richiesta prima di rispondere.
La precisazione conta più di quanto sembri. Come riporta VGC, Take-Two ha depositato il 20 agosto le richieste contro Microsoft e Discord sostenendo la violazione del DMCA, la legge statunitense sul diritto d’autore digitale. Da lì in poi la notizia è circolata come se i dati fossero già in viaggio. Fra il deposito di una richiesta e la sua notifica, però, c’è uno spazio in cui la piattaforma può ancora contestarla.
Cosa chiede davvero il mandato, e perché fa discutere
Il testo, pubblicato da Insider Gaming, è la parte che dovrebbe interessare anche chi di Grand Theft Auto VI non gliene importa nulla. La richiesta a Microsoft riguarda tutti i documenti interni e investigativi legati all’identità dietro il nome CYBERLEEK. Quella a Discord è più larga: chiede le informazioni identificative di tutti gli account che risultano o risultavano membri di alcuni server, e che vi abbiano scritto, dal 1 giugno 2026 in poi.
Per ciascuno di quegli account l’elenco è dettagliato. Identificativo, email di registrazione, indirizzo IP di registrazione e dell’ultimo accesso, cioè le due tracce che permettono di risalire alla connessione usata. Poi numero di telefono, account collegati come Google e Xbox, identificativi del dispositivo e i contenuti relativi a Grand Theft Auto, Rockstar o CYBERLEEK conservati su OneDrive.
Kotaku ha messo nero su bianco quali server compaiono nelle carte, e sono qui i guai: oltre a quello legato al leaker ci sono discord.gg/odyssey e discord.gg/darkviperau, il server di redazione di DarkViperAU. Dietro quel nome c’è Matthew Judge, creatore australiano che sui contenuti di Grand Theft Auto ha costruito 2,27 milioni di iscritti su YouTube e quasi 900.000 su Twitch, e che ha negato qualunque coinvolgimento. Uno dei server citati, secondo l’organizzazione per la privacy Reclaim The Net, supera i 107.000 membri.
Un mandato sul diritto d’autore usato per fare un elenco di nomi
Il punto sollevato dai critici è semplice: uno strumento nato per far rimuovere materiale che viola il copyright viene qui usato per ottenere l’identità di persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno caricato niente. Hanno solo scritto in una chat dove del leak si parlava. Sotto il messaggio di Rigney, come nota GamesRadar, la reazione più diffusa non è stata di sollievo ma di irritazione: molti si aspettavano un rifiuto secco invece di una promessa di valutare.
La posizione di Discord è comunque diversa da quella di Microsoft. Redmond ha fatto sapere di collaborare con Take-Two e Rockstar, e la ragione commerciale è evidente: GTA VI sarà una delle uscite più grosse di sempre su Xbox, e il rapporto con l’editore vale più di una battaglia legale. Discord, che vende un servizio di comunicazione, ha invece una reputazione da difendere proprio sul terreno opposto, ed è già finita più volte nel mirino di richieste simili da parte di aziende del settore.
Il contesto: nove giorni di leak e uno speciale Netflix in mezzo
La sequenza è compressa. I primi filmati attribuiti a CYBERLEEK risalgono al 18 agosto, e da allora ne sono usciti altri a intervalli di pochi giorni, con i ricaricamenti sui social che hanno accumulato milioni di visualizzazioni. Take-Two ha risposto con una raffica di notifiche di rimozione, e Insider Gaming ha osservato che le clip più vecchie, a giudicare dai metadati, risalirebbero al 2024 o prima. Il 27 agosto Rockstar manda in onda su Netflix lo speciale con il materiale ufficiale, che è poi la ragione per cui il leak è arrivato adesso e non fra tre mesi.
Il 23 agosto avevamo raccontato il passaggio precedente, cioè che un giudice di New York aveva autorizzato Take-Two a chiedere i dati a Microsoft e Discord. Il giorno dopo era toccato a un caso di segno opposto: un leak fasullo costruito da un imitatore aveva costretto Insider Gaming a una ritrattazione pubblica. In nove giorni si sono accumulati leak veri, leak falsi, rimozioni automatiche e adesso una richiesta di dati che tocca decine di migliaia di persone estranee alla vicenda.
Nel frattempo chi sta dietro a CYBERLEEK continua a pubblicare clip e a sfidare apertamente l’editore. Se il mandato arriverà davvero a Discord, la domanda a cui la piattaforma dovrà rispondere non riguarderà quel profilo, ma tutti gli altri.


