Ubisoft Barcellona, gli scioperi continuano: la “proposta” per spostare su Rainbow Six che in realtà è già decisione

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C’è una parola che le aziende usano quando vogliono dire “abbiamo già deciso” senza doverne rispondere subito: proposta. Funziona come un airbag legale, ammortizza le conseguenze finché qualcuno non ti fa notare che l’incidente, in realtà, è già successo. Ubisoft la sta usando proprio adesso per lo studio dietro Assassin’s Creed Black Flag Resynced (Steam).

Un portavoce ha dichiarato a VGC che i piani per riconvertire Ubisoft Barcelona su Rainbow Six restano “una proposta” e che “nessuna decisione finale sarà presa finché il processo di consultazione collettiva non si sarà concluso”. Peccato che, a sentire chi lo sciopero lo sta facendo, la realtà sul campo suoni diversa.

Proposta, per modo di dire

Un rappresentante sindacale ha detto a IGN, ripreso da TheGamer, che “ci sono ancora discussioni per salvare alcuni posti, ed è probabile che almeno alcuni si sposteranno su Rainbow Six, ma le posizioni stesse sembrano piuttosto definitive, e il team di Assassin’s Creed è stato sicuramente tagliato”. Tradotto dal legalese: la consultazione collettiva è ancora aperta sulla carta, il risultato è già scritto ovunque tranne che sulla carta.

Lo sciopero, organizzato dal sindacato CSVI, doveva chiudersi oggi 16 luglio dopo sei pomeriggi di stop parziali iniziati il 30 giugno. Con la trattativa arenata, i lavoratori hanno annunciato che la protesta potrebbe proseguire a oltranza. Le richieste restano quelle di sempre: cancellazione dei 51 licenziamenti, garanzia di cinque anni senza nuovi tagli collettivi, ripristino del lavoro da remoto al 60%, e le promozioni promesse e mai arrivate.

Nel frattempo i conti di Ubisoft continuano a raccontare la stessa storia che si ripete da un anno: tagliare tutto quello che non è considerato prioritario, remake da due milioni di copie in 24 ore incluso.

Il verdetto: finché “proposta” continuerà a significare “decisione già presa ma non ancora firmata”, ogni consultazione collettiva sarà solo il tempo che serve all’azienda per far raffreddare la notizia prima di renderla ufficiale.

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