Il gatto di palazzo e il randagio di The Missing Tail sui tetti del cortile medievale

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L’avventura cooperativa con due gatti The Missing Tail si gioca in due con una copia sola

Tempo di lettura: 3 minuti

Il problema di qualunque cooperativa a due è la sincronizzazione: due processi che girano in parallelo, ognuno con il suo stato, e un punto in cui devono incontrarsi o si blocca tutto. The Missing Tail parte esattamente da lì, e ci mette due gatti.

Lo sviluppa e lo pubblica Estoty, che l’ha annunciato il 2 settembre 2026 con un trailer di presentazione. La scheda su Steam è già aperta, e alla voce data di uscita c’è scritto «da annunciare». Sul sito ufficiale sono intanto aperte le iscrizioni al playtest. Quella data mancante è l’unica cosa che al progetto manca davvero.

Due gatti che non fanno le stesse cose

I protagonisti sono un gatto di palazzo e un randagio, e la differenza non è estetica. Il randagio porta agilità e tenacia negli spostamenti, il gatto di corte porta precisione nei rompicapi. Come riassume Notebookcheck, i due sono pensati per essere giocati insieme e non come alternative intercambiabili: le abilità di uno completano quelle dell’altro lungo tutto il viaggio.

È una scelta di progetto che in giro si vede poco. La cooperativa asimmetrica costa cara: devi scrivere due set di verbi, bilanciarli, e accettare che metà del tuo pubblico giocherà il ruolo che gli è toccato invece di quello che voleva. La strada facile è dare a entrambi lo stesso personaggio con un cappello diverso, e la prendono quasi tutti.

La visuale è in terza persona e lo schermo diviso è la modalità di riferimento, non un ripiego aggiunto in fondo. Nella descrizione ufficiale c’è anche una voce dedicata al dispetto: rompere e spostare le cose che danno fastidio è previsto dal progetto, con i due gatti trattati come una squadra da piccoli danni. Sulla carta è il tipo di dettaglio che distingue un gioco sui gatti scritto da qualcuno che i gatti li ha visti da uno che ha guardato le referenze.

Nel trailer si vede la cosa che conta: i due si muovono nello stesso spazio senza pestarsi i piedi, e ognuno passa dove l’altro non arriva.

Una copia sola per due persone

Qui c’è la riga che rende il gioco interessante prima ancora di averlo provato. Si gioca in cooperativa locale a schermo diviso, oppure a distanza tramite Remote Play Together, la funzione di Steam che trasmette il gioco dal computer di chi lo possiede a quello dell’amico. Per quella strada serve una copia sola: chi ce l’ha avvia il gioco dalla propria libreria e invita l’altro. Sulla scheda è indicata anche la cooperativa in rete vera e propria, che di norma richiede due copie: le due modalità convivono.

Notebookcheck, che ne ha scritto anche in italiano, lo accosta al modello di It Takes Two. Il paragone regge sul piano commerciale: in entrambi i casi il secondo giocatore non paga. Per uno studio piccolo il conto è questo: ogni partita in due genera una vendita invece di due, e la scommessa è che il passaparola valga più del biglietto mancato. Su un gioco cooperativo è una scommessa ragionevole, perché senza qualcuno che lo compri per primo non esiste nessuna partita.

Un cortile, un castello e i tetti da attraversare

L’ambientazione è una sola e delimitata: un cortile medievale e il castello che gli sta intorno, con strade animate e percorsi sui tetti da attraversare saltando da un edificio all’altro. Gli enigmi chiedono coordinamento e non abilità individuale, e in mezzo ci sono abitanti con cui parlare e altri animali da aiutare a togliersi dai guai. La trama parte da un gatto di corte che perde la vita agiata in un rovescio improvviso e da un randagio alle prese con creature del bosco che gli rubano il cibo.

Su 80 Level si aggiunge che oltre a Steam sono previste le versioni PlayStation e Xbox. La scheda Gematsu insiste sulla componente di dispetto, che sullo store è una voce dichiarata: rompere e spingere le cose che danno fastidio fa parte del repertorio, come da manuale felino.

Dalla scheda arrivano altri due dettagli concreti. Le lingue previste sono undici, italiano compreso, interfaccia e sottotitoli, il che in questo periodo non è affatto scontato. I requisiti minimi sono un processore Intel i5-4460, otto gigabyte di memoria e una scheda video Nvidia di fascia media del 2015, la GeForce GTX 960: roba di dieci anni fa, e per una volta il pubblico non viene tagliato fuori.

La domanda vera è se i due ruoli restano interessanti entrambi per tutta la durata, o se dopo due ore uno dei due si accorge di essere il tizio che tiene aperta la porta. È il punto in cui la cooperativa asimmetrica si rompe quasi sempre, e da un trailer non si può sapere. Il playtest serve a quello.

Il momento è affollato

Di gatti, in questo periodo, se ne vedono parecchi. Il filone cozy ha avuto una settimana densa, con Welcome to Elderfield uscito il 10 settembre sul versante horror agricolo, e la concorrenza nel comparto degli animali carini è quella che è. The Missing Tail ha però due cose che gli altri non hanno: la cooperativa vera e il prezzo dimezzato per la coppia.

Da tenere d’occhio, quindi, ma con una riserva che non si scioglie finché non arriva una data. Un gioco annunciato senza finestra di uscita è una promessa senza scadenza. Iscriversi al playtest costa zero ed è l’unico modo di verificarla prima di tutti gli altri.

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