Una mod aggiunge la cooperativa a schermo diviso a The Blood of Dawnwalker, il gioco di ruolo vampiresco di Rebel Wolves uscito il 3 settembre 2026. Si chiama Dawnwalker Together, l’ha pubblicata su Nexus Mods l’11 settembre un autore che si firma MrSecondPlayer, ed è dichiarata come alpha, cioè una versione sperimentale che non nasconde di essere incompleta.
Il funzionamento è quello di una volta: lo schermo si divide in due metà orizzontali, il primo giocatore continua con mouse e tastiera, il secondo entra con il primo controller collegato al PC. Ognuno dei due ha la propria telecamera e si muove dove vuole per Vale Sangora, la valle del Trecento in cui si svolge il gioco. Il secondo giocatore può camminare, saltare e menare fendenti con una spada lunga, e ha animazioni di combattimento sue, aggiunte a mano dall’autore.
Cosa non fa, detto dall’autore stesso
Sulla pagina della mod l’avvertenza sta in maiuscolo prima di tutto il resto: non è multigiocatore finito e non è cooperativa in rete. Il gioco è stato progettato per una persona sola, quindi missioni, scene narrative, menu, salvataggi e buona parte dei sistemi di combattimento continuano a dare per scontato che esista solo il Giocatore 1. Dialoghi e avanzamento della storia restano attaccati a lui, e il secondo giocatore compare con gli stessi vestiti del primo. TheGamer la inquadra per quello che è: non una modalità multigiocatore vera, ma una dimostrazione di fattibilità.
Anche l’installazione non è da un clic. Serve una copia Windows del gioco, quindi vale solo su PC, e serve UE4SS, un componente aggiuntivo che permette di iniettare script nei giochi fatti in Unreal Engine e che va installato a parte. Il controller va collegato prima di avviare il gioco, non dopo. Poi si carica una partita normale e si preme una combinazione di tasti per far comparire il secondo personaggio. Altre combinazioni servono a rimetterlo accanto al primo quando appare nel posto sbagliato, o a toglierlo di mezzo e tornare alla partita solitaria. FandomWire ha messo in fila tutte le scorciatoie. La mod invita a fare una copia dei salvataggi prima di provarci, ed è un consiglio da prendere sul serio.
Sulla scheda compare anche un’etichetta che segnala contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Stando a quanto riporta PCGamesN riguarda le illustrazioni di copertina della pagina Nexus e non il codice della mod. Vale la pena dirlo perché su un progetto di questo tipo la distinzione cambia il giudizio: qui il lavoro difficile è ingegneria inversa fatta a mano.
Chi la scrive, e perché il dettaglio conta
MrSecondPlayer non è al primo tentativo: aveva già portato una cooperativa dentro Frostpunk, che è un gestionale di sopravvivenza altrettanto poco predisposto ad avere due persone davanti allo schermo. Sullo stesso gioco ha pubblicato anche un sistema di aggancio del bersaglio e una serie di aggiunte che riducono la comparsa di lupi e cinghiali, o li sostituiscono con banditi umani.
Sulla pagina c’è pure un invito a sostenere il lavoro su Patreon, ed è la parte che conviene guardare senza entusiasmo automatico. La cooperativa in un gioco costruito per uno solo è un lavoro di mesi, e finché il finanziamento dipende dalle donazioni, la mod resta legata alla disponibilità di una persona che lo fa nel tempo libero. La storia delle mod cooperative è piena di alpha promettenti ferme al primo aggiornamento.
Il contorno: centinaia di mod in poco più di una settimana
Il catalogo di Nexus per The Blood of Dawnwalker conta ormai centinaia di voci, fra cui un doppiaggio amatoriale in portoghese brasiliano e gli immancabili aggiustamenti alla difficoltà. Altri hanno tolto il contatore del tempo, cioè il limite che nel gioco mette fretta al protagonista e lo obbliga a scegliere cosa salvare. GamingBible nota che la mod è arrivata a otto giorni esatti dall’uscita del gioco.
Il punto interessante non è che i modder siano stati veloci, perché in genere lo sono. È che quasi tutto quello che hanno fatto finora va nella stessa direzione: togliere i vincoli che gli autori hanno messo apposta. Il limite di tempo è il cuore della struttura di Dawnwalker, non un ostacolo tecnico, e la cooperativa è l’opposto esatto di un gioco costruito su un personaggio solo e sulle sue scelte. Che il pubblico voglia smontare proprio quelle due cose dice qualcosa su quanto le tolleri, e vale la pena tenerne conto quando si parlerà del seguito.
Il seguito, fra l’altro, è già partito: Rebel Wolves cerca lo sceneggiatore del prossimo capitolo della saga. Lo studio è nato attorno a un gruppo di ex CD Projekt Red, fra cui Konrad Tomaszkiewicz, che era stato direttore di The Witcher 3, e finora il suo unico gioco pubblicato è questo.
Nel frattempo chi vuole provare la cooperativa può farlo sapendo cosa compra, cioè niente: la mod si scarica senza pagare e in cambio chiede pazienza. Due persone che girano per la stessa valle con la stessa faccia e una sola storia che avanza non sono una modalità cooperativa, sono la dimostrazione che si può fare. È già parecchio a otto giorni dall’uscita del gioco, ed è molto meno di quello che il titolo della notizia fa sperare in giro.


