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Splatoon Raiders esce su Switch 2 con voti da trilogia principale, e un dissenso minoritario

Tempo di lettura: 2 minuti

Splatoon Raiders esce il 23 luglio 2026 in esclusiva su Nintendo Switch 2, e le recensioni pubblicate due giorni prima del lancio lo collocano nella stessa fascia di voti della trilogia principale. Sviluppato da Nintendo EPD, è il primo capitolo della serie costruito attorno al giocatore singolo, senza alcuna modalità competitiva.

Il 22 luglio 2026 OpenCritic gli assegnava una media di 83 su 35 recensioni, con l’83% dei critici che lo consiglia. Il giorno prima Metacritic si fermava a 80 su un campione più ampio, 65 recensioni. I due aggregatori raccolgono testate diverse e non danno lo stesso numero: vanno letti come fotografie, non come verdetti.

Per confronto, la trilogia originale sta su Metacritic a 81 per il primo Splatoon, 83 per il secondo e 83 per il terzo. Lo spin-off si sistema quindi a ridosso dei capitoli da cui è stato ricavato.

Voti alti, ma il dissenso c’è

Fra i giudizi migliori ci sono il 9 su 10 di IGN e l’8,75 di Game Informer, che apprezza la resa visiva e la gestione delle armi rimaste identiche ai capitoli principali. VGC segnala che la mira giroscopica, impostazione tradizionale della serie, qui diventa faticosa quando gli avversari arrivano da ogni lato, e che il gioco offre in alternativa i controlli a doppia levetta.

Sul fronte opposto Gamereactor si ferma a 7, Giant Bomb a 3,5 su 5 lamentando poca voglia di tornarci dopo i titoli di coda, e il Guardian assegna un 4 su 10 parlando di un’esperienza ordinaria. È un dissenso minoritario, ma abbastanza netto da non rientrare nell’oscillazione statistica.

Perché non si chiama Splatoon 4

Nella serie di interviste “Ask the Developer” pubblicata da Nintendo, il produttore Seita Inoue ha spiegato che dopo undici anni e tre titoli il gruppo voleva provare un approccio diverso, in cui l’azione si assapora da soli. Ha però aggiunto che lo sviluppo competitivo proseguirà, ed è per questo, dice, che il gioco è stato impostato come spin-off e non come quarto capitolo numerato.

Il regista Yoshihiko Ito ha raccontato che l’idea è nata mentre gli aggiornamenti di Splatoon 3 si avviavano alla fine, provando ad adattare al giocatore singolo la modalità cooperativa Salmon Run. Secondo Ito il gruppo puntava anche a sfruttare la potenza di Switch 2, aumentando il numero di Salmonidi contemporaneamente a schermo. Nintendo non ha mai confermato ufficialmente l’esistenza di Splatoon 4.

Nel gioco si veste un meccanico, Inkling oppure Octoling, che esplora le isole Spirhalite in compagnia dei Deep Cut, il gruppo musicale comparso in Splatoon 3. La progressione passa da serbatoi potenziabili che funzionano da classi, con specializzazioni orientate alla mobilità, all’aggressività o al supporto tattico. È previsto un cooperativo fino a quattro giocatori, in locale e online, con la difficoltà che si adatta al numero dei partecipanti, e diverse recensioni indicano una trentina di ore per arrivare ai titoli di coda, con altro materiale disponibile dopo.

Al lancio è già disponibile un aggiornamento correttivo.

Resta la scommessa industriale, quella su cui i voti dicono poco: una serie che per undici anni è vissuta di partite competitive prova a spostare il proprio pubblico su una campagna da una trentina di ore. Nintendo intanto continua a lavorare fuori dalle mode del settore, come abbiamo raccontato a proposito della sua distanza dall’intelligenza artificiale generativa.

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