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Perle nascoste in Game Pass: Monster Sanctuary

Tempo di lettura: 4 minuti

C’è un’abbondanza quasi soverchiante di titoli su Xbox Game Pass, e lo dico da veterano che ne ha viste di ogni. Tra i colossi tripla A e le produzioni più blasonate, è facile perdersi delle vere e proprie perle, giochi che magari non urlano dai palcoscenici più grandi ma che, una volta scoperti, sanno regalare decine di ore di puro divertimento. Oggi voglio parlarvi di uno di questi: Monster Sanctuary. Un titolo che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesimo clone di Pokémon in salsa pixel art, ma che nasconde un’anima strategica e una profondità a dir poco sorprendenti.

Devo ammetterlo, quando l’ho avviato per la prima volta, un po’ di scetticismo c’era. Eppure, bastano poche ore per capire che il paragone con i mostriciattoli Nintendo, per quanto inevitabile, è incredibilmente riduttivo.

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Un Metroidvania con i mostri? La strana coppia che funziona

La prima cosa che salta all’occhio in Monster Sanctuary è la sua struttura ibrida. [cite_start]Gli sviluppatori di Moi Rai Games hanno avuto un’idea tanto semplice quanto geniale: fondere le meccaniche di un monster taming a turni con l’esplorazione e la progressione tipiche di un Metroidvania[cite: 4894]. Il risultato è un mix riuscitissimo che dà un senso tutto nuovo sia alla cattura dei mostri che all’esplorazione del mondo di gioco.

Dimenticatevi l’erba alta. Qui i mostri sono visibili sulla mappa, e ogni scontro è un combattimento strategico 3 contro 3. Ma la vera chicca è che ogni creatura del nostro party non è solo un combattente, ma anche una chiave per superare gli ostacoli ambientali. Un mostro volante ci permetterà di planare oltre un baratro, uno abbastanza forte potrà rompere muri crepati, un altro ancora attiverà interruttori nascosti. Questa intuizione lega a doppio filo il combattimento e l’esplorazione: per accedere a nuove aree della mappa, avremo bisogno di mostri con abilità specifiche, spingendoci a catturare, allenare e sperimentare costantemente con il nostro team. È un sistema che premia la curiosità e rende ogni nuova creatura ottenuta non solo un’opzione in più per la battaglia, ma una potenziale chiave per svelare i segreti del Santuario.

Un sistema di combattimento che chiede cervello, non solo muscoli

Se l’esplorazione è il cuore pulsante del gioco, il sistema di combattimento ne è il cervello strategico. [cite_start]Le battaglie 3v3 a turni sono un piccolo gioiello di profondità tattica[cite: 35]. La chiave del successo risiede in un elaborato sistema di combo: ogni colpo andato a segno aumenta un contatore che, a sua volta, potenzia i danni degli attacchi successivi. Questo spinge il giocatore a pianificare attentamente l’ordine di attacco delle proprie creature per massimizzare l’efficacia delle combo.

Ma non è tutto. A questo si aggiunge un sistema di debolezze e resistenze elementali e una valanga di status, buff e debuff che possono ribaltare le sorti di qualsiasi scontro. Costruire una squadra non significa solo mettere insieme i mostri più forti, ma creare sinergie efficaci. C’è chi si specializza nell’applicare cariche di “veleno”, chi punta tutto sui danni critici, chi costruisce un team di tank in grado di assorbire e riflettere i danni. Come ho scritto qualche mese fa in un altro pezzo, è quando un gioco ti costringe a pensare in termini di “squadra” e non di “singolo” che la strategia diventa davvero interessante.

Ogni mostro, inoltre, possiede un albero delle abilità unico e incredibilmente dettagliato, che permette una personalizzazione profonda di ogni creatura. Questo significa che due mostri uguali potrebbero ricoprire ruoli completamente diversi in base a come abbiamo distribuito i punti abilità. Questa profondità garantisce che non esistano mostri “inutili”, ma solo build inefficaci. Con un totale di 111 mostri, grazie anche all’espansione gratuita Forgotten World che ne ha aggiunti 10, le combinazioni possibili sono praticamente infinite e spingono alla sperimentazione continua.

Una storia di famiglia e misteri da svelare

Anche se il gameplay è il vero protagonista, Monster Sanctuary offre una trama piacevole che fa da collante all’avventura. Vestiamo i panni di un giovane Guardiano di Mostri, erede di una lunga stirpe, con il compito di esplorare il Santuario per svelare il mistero che minaccia la pace tra umani e creature. La narrazione si dipana attraverso i dialoghi con il nostro famiglio spettrale, che ci farà da guida, e gli incontri con altri Guardiani e con i misteriosi Alchimisti, i principali antagonisti della storia.

Non aspettatevi una sceneggiatura da kolossal, ma la storia riesce a incuriosire e a dare un contesto e una motivazione al nostro viaggio, spingendoci a diventare il più grande Maestro dei Guardiani sconfiggendo i potenti Mostri Campioni che presidiano le varie aree del mondo.

Perché giocarlo su Game Pass?

Monster Sanctuary è uno di quei titoli che incarna perfettamente lo spirito del Game Pass: un gioco di altissima qualità, sviluppato con passione, che forse in un mercato affollato potrebbe passare inosservato. Averlo a disposizione nel catalogo è un’occasione d’oro per scoprire un RPG tattico profondo e un Metroidvania intelligente, capace di tenere incollati allo schermo per decine di ore.

Se amate i giochi di ruolo strategici che richiedono pianificazione e un pizzico di theorycrafting, se l’idea di esplorare un mondo interconnesso sbloccando nuove aree con le abilità dei vostri mostri vi affascina, o se semplicemente cercate qualcosa che prenda l’idea di base di Pokémon e la elevi a un nuovo livello di complessità tattica, allora non posso fare a meno di consigliarvelo. Personalmente, trovo che sia uno degli indie più brillanti e sottovalutati degli ultimi anni. Non lasciatevelo sfuggire.

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