Il mercato dei roguelite twin-stick ha raggiunto il punto in cui posso riassumere tre giochi diversi con le stesse quattro parole senza che nessuno se ne accorga: stanza, orda, potenziamento, morte. Poi si ricomincia. Quello che cambia da un titolo all’altro è quasi sempre la pelle, raramente la premessa.
Pathogenic la premessa la sposta di lato: il parassita sei tu, e il boss finale è il sistema immunitario di un tizio qualunque. Lo firmano due persone sotto il nome Aberrant Labs, lo pubblica Slug Disco, ed è su Steam dal 16 luglio 2026 a 9,99 euro. Lo sconto lancio del 20% è scaduto giovedì 30, quindi se speravate nell’affare siete arrivati con un giorno di ritardo.
Tolgo subito il dente: non l’ho giocato. La demo che girava da ottobre 2025 è stata ritirata da Steam il 16 luglio, il giorno stesso in cui è uscito il gioco completo, quindi qui sotto trovate numeri verificabili e testimonianze di chi ci ha passato le ore. Zero mie impressioni di gioco.
Centomila copie in sette giorni, in due, con un motore che non chiede royalty
Il dato che rende Pathogenic interessante prima ancora delle meccaniche è aritmetico. Slug Disco ha annunciato in un comunicato datato 21 luglio il traguardo delle 100.000 copie vendute nella prima settimana, con un picco di 5.800 giocatori in contemporanea. Fate voi il conto di quanto resta in tasca a due persone dopo la quota di Valve e le tasse, e poi confrontatelo con l’ultimo studio da quaranta dipendenti che avete visto chiudere per un lancio andato male.
Aiuta il fatto che il gioco sia costruito su Godot, motore che non trattiene royalty né commissioni per copia venduta. Aiuta anche il publisher: Slug Disco è la casa britannica di Empires of the Undergrowth, e secondo la ricostruzione di TechTimes il contatto è nato perché Matt, metà di Aberrant Labs e per sette anni ingegnere software in Google, aveva già firmato la colonna sonora di Brotato per la stessa etichetta. L’altra metà, J. Roberto, disegna.
Il resto dei numeri lo mette la scheda del negozio: 1.508 recensioni in inglese con il 96% di giudizi positivi, mentre GG.deals ne aggrega oltre 2.200 complessive al 93% e stima in circa tre ore la durata della prima corsa fino al finale ambientato nel cuore. Su SteamDB i follower sono 10.829, cresciuti di 1.794 in una sola settimana: il pubblico sta ancora arrivando adesso, due settimane dopo l’uscita.
Organelli strappati ai cadaveri e un livello segreto per i pedanti
L’impianto è quello che il genere conosce a memoria, ma cambia la valuta. Invece di raccogliere armi si raccolgono organelli, che si strappano alle cellule immunitarie appena uccise e si innestano sul proprio corpo: flagelli per muoversi, mitocondri per la potenza, secretori per il fuoco a distanza, spine per il corpo a corpo. Il comunicato di lancio parla di oltre 120 tra organelli e mutazioni, sette patogeni giocabili, sei organi generati proceduralmente più un livello segreto, e 15 modalità sfida per chi ha finito tutto e vuole comunque continuare a soffrire.
La scelta che mi incuriosisce di più è però la simulazione a corpi morbidi, che governa la deformazione di ogni cellula e di ogni proiettile sullo schermo. È il tipo di lavoro che costa moltissimo in tempo di sviluppo, che il giocatore medio non sa nominare, e che sente comunque sotto le dita al primo minuto.
Il modo più rapido per capire di cosa parlo è guardarlo strisciare.
Se il paragone con Spore vi sembra una forzatura da ufficio stampa, non è mia: PC Gamer, citata dagli sviluppatori stessi sulla scheda Steam, lo definisce forse il tentativo meglio riuscito di recuperare il potenziale sprecato della fase cellulare di Spore. Matt, nel profilo ripreso da TechTimes, lo racconta come una prima fase di Spore più profonda in forma di roguelike, con Binding of Isaac e Hades come riferimenti dichiarati.
Di roguelite su queste pagine ne passiamo parecchi: Sol Cesto ci aveva convinto sul disegno delle corse, mentre PAIN-TO-WIN lavorava lo stesso impianto twin-stick su un’estetica del disgusto. Pathogenic si infila in quella scia con due vantaggi difficili da ignorare: costa quanto due caffè al banco e gira nativo anche su macOS e Linux, con il bollino Steam Deck Verified ottenuto nella settimana di lancio.
Il verdetto: Centomila copie e il 96% di recensioni positive non mi dicono se il gioco regge alla decima corsa, mi dicono che a 9,99 euro il rischio che correte è ridicolo: se la varietà delle build tiene davvero quanto promettono i 120 organelli, l’unica patologia cronica qui resta il mio backlog.


