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Il survival cooperativo Online: 404 toglie le ricette di crafting e ti fa cercare tutto su internet

Tempo di lettura: 5 minuti

L’ultima volta che ho sostituito una presa elettrica in casa avevo il telefono appoggiato sul battiscopa, un video aperto a metà e la certezza che il tizio nel video stesse saltando il passaggio importante. Online: 404 parte esattamente da lì: è un survival cooperativo in prima persona in cui non esiste il menu delle ricette, e se vuoi costruire qualcosa te lo cerchi su internet. Lo fanno due persone sole, sotto il nome Cornfield Games, e arriva in accesso anticipato su Steam il 16 ottobre.

Accesso anticipato vuol dire che il gioco si compra mentre è ancora in lavorazione, con gli aggiornamenti che arrivano dopo: Valve stessa mette un avviso in cima alla scheda per ricordarlo. Qui serve saperlo prima di tutto il resto, perché quasi tutto quello che si può dire del gioco oggi viene dalla demo di giugno e da quello che lo studio ha scritto sulla sua pagina.

Il telefono al posto del menu di crafting

Il crafting, cioè la fabbricazione degli oggetti, nei survival funziona da sempre allo stesso modo: raccogli materiali, sblocchi uno schema, premi un tasto e compare l’oggetto. In Online: 404 lo schema non c’è. Lo strumento principale è lo smartphone del personaggio, che ha dentro un internet finto con un motore di ricerca: se vuoi sapere come si fa una cosa, la cerchi lì dentro, esattamente come la cercheresti adesso. Il telefono ha anche la mappa, la torcia, le previsioni del tempo, la pubblicità che si apre da sola e, parole dello studio, parecchie informazioni inaffidabili.

È la stessa vita che faccio quando scrivo codice: non so a memoria quasi niente, so dove cercarlo, e metà del mestiere è capire se la risposta che ho trovato riguarda davvero il mio caso. La promessa qui è quella, trasportata in un distretto in quarantena. E viene con un limite dichiarato: il pannello solare non lo costruisci seguendo una guida, lo vai a smontare da una casa abbandonata lì vicino. Il mondo è il magazzino dei pezzi, la ricerca dice solo come montarli.

Lo smartphone del personaggio in Online: 404, con il motore di ricerca aperto dentro il gioco
Il motore di ricerca che sostituisce il menu delle ricette, pubblicità comprese.

Legno, uno sportello d’auto e il distretto di Leminsgale

Il resto è la cassetta degli attrezzi del genere, con qualche torsione. Il rifugio si costruisce in legno, ma si rinforza con quello che trovi: lo sportello o il cofano di un’auto vecchia, avvitati addosso a una parete. Ci sono caccia, agricoltura, elettricità, un’auto da rimettere in strada per girare più in fretta, gli zombi che assaltano la base e, sulla scheda, anche la possibilità di adottare un animale.

Il distretto si chiama Leminsgale ed è stato isolato anni fa senza essere mai evacuato del tutto. Chi è rimasto dentro ha perso la testa e cammina senza meta, e la storia la si ricostruisce insieme a uno dei vecchi residenti. Si gioca da soli o in cooperativa, scegliendo fra quattro personaggi con statistiche ed equipaggiamento iniziale diversi. Le etichette che i giocatori hanno messo alla pagina Steam, oltre a sopravvivenza e costruzione di basi, comprendono hidden object, cioè la caccia agli oggetti nascosti nello scenario: per un survival è un’ammissione interessante su come si passa il tempo.

Una strada del distretto di Leminsgale in Online: 404, fra vegetazione e case abbandonate
I siti web in game sono pieni di captcha che vi drenano la batteria del telefono

Il forum della demo si è spaccato in due

Una demo di Online: 404 è rimasta pubblica per poche settimane a giugno, poi è stata ritirata: adesso non si può più provare. In quella finestra lo studio ha scritto sul suo spazio comunitario che l’avevano giocata più di 60.000 persone in due settimane. Le segnalazioni di bug sono arrivate in quantità tale da far salire i premi del concorso dedicato da 5 a 16.

Le discussioni rimaste dicono però che l’idea centrale divide. C’è chi ha disinstallato dopo cinque minuti perché non riusciva a trovare come si scassinano le serrature. C’è chi se n’è andato sbattendo la porta perché doveva cercare aiuto online invece di giocare. E c’è chi si è fermato davanti agli alberi da abbattere: con case e palazzi ovunque, perché mi fai costruire una capanna invece di lasciarmi occupare un edificio. Dall’altra parte c’è chi ha dichiarato tre ore e mezza sulla demo, l’ha definita rotta in molti punti e ha scritto che la rigiocherebbe. Fra una lamentela e l’altra, qualcuno ha fatto notare che il titolo suona come una contraddizione: online e poi l’errore del browser quando la pagina non c’è.

Quel disaccordo è il dato più utile che abbiamo. La ricerca dentro il gioco o diventa il pezzo forte, con pagine finte scritte bene e qualche risposta sbagliata messa lì apposta, o diventa un menu di crafting con tre passaggi in più e un motore di ricerca al posto del tasto.

Screenshot #5

Due rinvii e un terzo di storia

L’uscita di Online: 404 si è mossa due volte. Il 28 giugno lo studio ha spostato l’uscita al 25 settembre, scrivendo che al debutto in accesso anticipato ci sarebbero stati la storia completa e tutte le meccaniche già annunciate. Il 26 agosto l’ha spostata di altre tre settimane, al 16 ottobre, spiegando che la scadenza era troppo stretta e che preferivano evitarsi lo stress. Sulla scheda di oggi, però, la riga sullo stato attuale dice un’altra cosa: disponibile il primo terzo della storia, insieme a cooperativa, costruzione, caccia, agricoltura, elettricità, veicoli e telefono. Fra la promessa di giugno e quello che si legge adesso c’è una differenza che vale la pena tenere a mente prima di premere il tasto di acquisto.

Il resto del calendario è dichiarato: dai sei ai dodici mesi per arrivare alla versione definitiva, con nuove ambientazioni, altre meccaniche di sopravvivenza e più modi di interagire con zombi e animali. Il prezzo ancora non c’è: lo studio dice solo che sarà più basso durante l’accesso anticipato e che lo rivedrà dopo.

Le voci sono fatte con l’intelligenza artificiale, e lo dichiarano

In fondo alla scheda c’è il riquadro che Steam riserva ai contenuti generati con l’intelligenza artificiale, e lì dentro una riga sola: le voci dei personaggi sono fatte così. Nella sezione sull’accesso anticipato lo studio aggiunge che un doppiaggio professionale completo è nei piani, quindi la voce sintetica è dichiaratamente un ponte, non una scelta definitiva. Per i prossimi mesi, però, i personaggi di Leminsgale parleranno con una voce che nessuno ha recitato, lo stesso meccanismo che avevamo trovato sulla scheda di Project Looking Glass.

Che la riga ci sia non è merito dello studio, è un obbligo: Valve chiede la dichiarazione dal 2024 e a gennaio ha riscritto le regole, chiarendo che gli strumenti di sviluppo non vanno segnalati mentre i contenuti che il giocatore vede o sente sì. Secondo la stessa ricostruzione, nei primi sei mesi del 2025 quasi 8.000 giochi usciti su Steam hanno dichiarato l’uso dell’intelligenza artificiale generativa, contro circa mille in tutto il 2024. Due persone che tappano il buco del doppiaggio in attesa di poterlo pagare sono il caso meno grave della categoria, e restano dentro una tendenza che sta diventando la norma.

Per il resto: solo Windows, nove lingue e l’italiano non è fra quelle, voci solo in inglese, 60 GB di spazio e una RTX 3060 o una Radeon 6750 XT fra i requisiti consigliati. Lo studio chiede di segnalare i problemi dal menu di pausa e raccoglie i bug report sul suo canale Discord, che è il posto da guardare per capire a che ritmo lavorano. Il 16 ottobre si vedrà se l’internet di Leminsgale è scritto come una documentazione fatta bene o come il primo risultato di una ricerca, quello che ti fa perdere quaranta minuti e poi non c’entra niente con il tuo problema.

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