Knightmare, il programma per ragazzi che fra il 1987 e il 1994 mandava dentro un dungeon un concorrente che non vedeva quasi nulla, diventa un’avventura punta e clicca per PC. Il sito ufficiale la dà in arrivo nel 2027, gratuita e doppiata dagli attori della serie originale, e secondo VGC ha la licenza ufficiale. A guidare lo sviluppo è lo scrittore e designer Ewen Watson, che ha ottenuto il permesso dall’ideatore del programma Tim Child, e il gioco arriva per i quarant’anni dalla prima puntata. Il disegno e l’animazione sono di Sathya Schlösser, e c’è già un trailer di presentazione.
Cos’era Knightmare
Knightmare andava in onda su ITV e metteva in gioco squadre di quattro ragazzi fra gli undici e i sedici anni. Uno faceva il Dungeoneer e si muoveva davvero dentro il dungeon, ricostruito in blue screen mescolando grafica computerizzata e disegni fatti a mano; sulla testa gli mettevano l’Helmet of Justice, un elmo che gli lasciava vedere solo pochi passi di pavimento davanti ai piedi. Gli altri tre restavano in studio con il dungeon master Treguard, guardavano il compagno su un monitor e gli urlavano le istruzioni per farlo girare senza ammazzarsi.
Il percorso era su tre livelli, costruito apposta per quella squadra, e scorreva su un limite di tempo chiamato forza vitale: finita quella, o imboccato un vicolo cieco, o caduto il Dungeoneer in una fossa, la partita si chiudeva lì. Era difficilissimo. Il programma è andato avanti otto stagioni per 112 episodi, dal 7 settembre 1987 all’11 novembre 1994, e in tutti quegli anni le squadre che sono arrivate in fondo e hanno vinto il premio sono state otto.
Per chi guardava da casa il risultato era mezz’ora di ragazzini che litigavano su quanti passi a sinistra. Per chi ci partecipava era un gioco di comunicazione sotto pressione, con una persona sola che poteva muoversi e tre che sapevano dove andare.
Cosa cambia nel gioco
Il doppiaggio è affidato agli attori del programma. Hugo Myatt, che ha fatto Treguard per tutte e otto le stagioni, torna nel ruolo, insieme a Mark Knight nei panni di Lord Fear, Clifford Barry in quelli di Brother Strange, Edmund Dehn come Gumboil, Iona Kennedy come Greystagg e Paul Valentine e Alec Westwood nei panni dei due giullari Motley e Folly; il sito del gioco aggiunge al cast anche Katharine Bennett-Fox. Watson dichiara che tutta la grafica è disegnata a mano e che non c’è alcun uso di intelligenza artificiale, e lo mette per iscritto così: tutto quello che si vede e si sente è fatto da persone reali.
La precisazione ha un contesto: allo Steam Next Fest di ottobre, che si chiude il 26, il 21 ottobre 1.054 demo su 7.164 dichiaravano contenuti generati con l’intelligenza artificiale.
Rispetto al programma la struttura è stata ritoccata per reggere come gioco. Via la forza vitale, che in televisione serviva a mettere fretta e in un punta e clicca avrebbe punito proprio il comportamento che il gioco vuole incoraggiare: Watson dice che l’idea è spingere chi gioca a prendersela comoda e a esplorare. L’avventura è dichiarata corta, una o due ore, e non è previsto nulla su console, scelta che lo stesso autore collega al fatto che il gioco sia gratuito.
Non è il primo adattamento
Di giochi tratti da Knightmare ne erano già usciti due, entrambi mentre il programma era ancora in onda. Nel 1987 Activision ne pubblicò uno per Commodore 64, ZX Spectrum, Amstrad CPC e Atari ST, in cui ci si muoveva col joystick e i comandi si scrivevano da tastiera. Nel 1991 arrivò la versione di Mindscape, che cambiava genere e diventava un dungeon crawler in prima persona sulla falsariga di Dungeon Master. A differenza di quelli, che erano prodotti commerciali venduti su licenza, questo è gratuito e fatto con il consenso di chi ha inventato il programma.
Mancano parecchie cose per poterne parlare come di un’uscita vera. Dentro il 2027 non c’è una data, non è stata indicata la piattaforma di distribuzione né una pagina di negozio, non si sa quante delle ambientazioni originali verranno ricostruite e non è stato detto se il doppiaggio avrà sottotitoli in altre lingue. Il sito ufficiale elenca i profili social del progetto e un indirizzo email.









