Cloud in Final Fantasy VII Rebirth, gioco di Creative Studio 1, lo studio che sviluppa anche Kingdom Hearts IV

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Kingdom Hearts IV lo sta facendo il team di Final Fantasy VII Remake

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Kingdom Hearts IV: Creative Studio 1 è lo studio interno di Square Enix che lo sta sviluppando, cioè lo stesso team che da sei anni lavora alla trilogia di rifacimenti di Final Fantasy VII. A dirlo è Naoki Hamaguchi, che di quello studio è il capo, in un’intervista a Deadline pubblicata l’11 settembre.

Sembra un dettaglio da organigramma. È la risposta a una domanda che i giocatori si facevano da anni, e arriva a quattordici mesi da un’uscita che Square Enix ha già fissato.

Perché nessuno sapeva chi stava facendo Kingdom Hearts IV

Che il gioco fosse di Square Enix non era mai stato in discussione, ovviamente. Il buco riguardava la squadra: nel 2024 l’azienda ha smontato la vecchia struttura a unità di business e l’ha rimpiazzata con studi creativi numerati, e da quella riorganizzazione in poi non era più chiaro dove fossero finiti i progetti. Creative Studio 1 era il candidato più probabile fra i giocatori, ma era una deduzione, non una conferma, anche dopo che Kingdom Hearts IV è tornato a mostrarsi con del gameplay nuovo nel giugno 2026.

Hamaguchi guida Creative Studio 1 da quando è nato, nell’aprile 2024. Parlando dei piani dell’azienda per il prossimo anno ha detto che il presidente Takashi Kiryu considera il 2027 l’anno della riscossa, e che i due titoli che devono produrla, Final Fantasy VII Revelation e Kingdom Hearts IV, nascono entrambi nel suo studio. La frase con cui chiude è che quei progetti sono ormai sotto la sua responsabilità, e che tocca a lui spingerli avanti.

Nomura non è stato sostituito

Va detto subito, perché è il fraintendimento facile. Tetsuya Nomura resta il direttore di Kingdom Hearts IV e Tai Yasue il co-direttore. Erano entrambi in prima linea ad agosto, quando Square Enix e Disney hanno mostrato il gioco al D23, e niente nelle dichiarazioni di Hamaguchi dice che quella struttura sia cambiata. Hamaguchi parla da capo dello studio dentro cui il progetto vive, che è un ruolo diverso da quello di chi lo dirige.

Quello che cambia, semmai, è la lettura del carico di lavoro. Lo stesso studio ha in canna il capitolo finale di una trilogia da centinaia di persone e il seguito della serie che Square Enix condivide con Disney, e li ha in canna nello stesso anno.

Il calendario più stretto del 2027

Ad agosto, quando è arrivata la finestra di uscita, avevamo notato che i due progetti più grossi dell’azienda stanno agli estremi opposti dello stesso anno: Final Fantasy VII Revelation nella prima parte, Kingdom Hearts IV a fine 2027. Allora sembrava un problema di calendario commerciale, cioè non pestarsi i piedi da soli in negozio. Sapere che escono dallo stesso studio lo rende anche un problema di persone e di turni.

Al D23 il co-direttore Yasue si era preoccupato di specificare che la data non era un auspicio ma una certezza. Su una serie che ha fatto aspettare il quarto capitolo numerato per quasi vent’anni, la precisazione aveva un senso. Con un solo studio a reggere due uscite da quella taglia, ne ha uno in più.

Il gioco era già finito nelle notizie il 10 settembre, per motivi meno lusinghieri. La sua lista di obiettivi era fra quelle esposte dal buco nei dati di Steam, insieme a Persona 6 e a un’altra cinquantina di titoli non ancora annunciati.

La domanda sul cinema

L’intervista partiva da lì, in realtà. Disney ha annunciato al D23 una serie animata di Kingdom Hearts per Disney+, e a Hamaguchi è stato chiesto se un trattamento simile possa toccare a Final Fantasy VII. La risposta non conferma niente e non chiude niente. Gli adattamenti sono sempre sul tavolo, dice, in live action come in animazione, e non solo per il settimo capitolo.

Un precedente c’è già, ed è vecchio: Advent Children, il film animato uscito a metà degli anni Duemila, che continuava la storia del gioco originale invece di raccontarla di nuovo. Vent’anni dopo, il materiale su cui lavorerebbe un adattamento sarebbe quello della trilogia, cioè una riscrittura che ha già cambiato pezzi di trama rispetto al 1997.

L’unica cosa confermata, a oggi, è chi tiene in mano i due giochi. È la stessa squadra, e ha dodici mesi per consegnarli tutti e due.

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