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Arrestato in Olanda un presunto capo di ShinyHunters, il gruppo che attaccò Rockstar ad aprile

Tempo di lettura: 3 minuti

L’arresto di un uomo di 24 anni di Amsterdam, eseguito dalla polizia olandese nell’indagine su ShinyHunters, riguarda il gruppo di hacker che ad aprile 2026 ha rivendicato l’attacco informatico a Rockstar Games. L’arresto risale al 15 settembre, come scrive GamesRadar, mentre la polizia ne ha dato notizia il 28 settembre, secondo Kotaku. L’FBI, la polizia federale statunitense, lo definisce uno dei presunti leader del gruppo. ShinyHunters nega che l’uomo ne faccia parte.

Cosa ha detto l’FBI

In una dichiarazione riportata da GamesRadar, Brett Leatherman, vicedirettore della divisione cyber dell’FBI, parla dell’arrestato come di “uno dei presunti leader di ShinyHunters” e sostiene che lui e i suoi complici avrebbero violato dall’anno scorso più di 140 organizzazioni, incassando almeno 70 milioni di dollari in estorsioni. Leatherman si rivolge poi agli altri membri del gruppo, invitandoli a farsi avanti dopo l’arresto di un collega: l’FBI, dice, è convinta che negli ultimi giorni abbiano visto o sentito cose che il pubblico non conosce.

Kotaku scrive che, secondo l’FBI, l’arrestato fa parte della guida del gruppo dal 2025 e avrebbe con ogni probabilità partecipato anche alla violazione dei dati di Rockstar. La testata riferisce che il gruppo sarebbe responsabile di attacchi a più di cento aziende e organizzazioni, tra cui l’FBI stessa, Rockstar e Ticketmaster. Il nome dell’uomo è stato pubblicato da Reuters e ripreso da alcune testate di videogiochi; non lo riportiamo, perché è un indagato e non risulta condannato per questi fatti.

La smentita di ShinyHunters

Come riportano Kotaku e RockstarIntel, ShinyHunters nega che l’arrestato abbia a che fare con il gruppo. Secondo GamesRadar, in una dichiarazione vista da Reuters il gruppo ha anche criticato la competenza della polizia olandese. Il gruppo ha inoltre sostenuto, sempre secondo GamesRadar, di aver sottratto informazioni all’FBI, comprese quelle che riguarderebbero la maggior parte dei suoi agenti: l’annuncio, riferito da Reuters, è successivo all’arresto del 15 settembre. RockstarIntel scrive che l’uomo è comparso davanti a un giudice martedì 29 settembre.

Chi è ShinyHunters e perché la polizia olandese lo cerca

Secondo TBreak, il gruppo aveva già preso di mira Microsoft, Cisco, AT&T e Ticketmaster, chiedendo riscatti. Sul fronte olandese, NL Times scrive che a febbraio ShinyHunters ha attaccato Odido, un operatore di telefonia, rubando i dati di più di 6,2 milioni di persone nei Paesi Bassi. A luglio la polizia aveva invitato l’autore dell’attacco a consegnarsi e in seguito aveva diffuso la registrazione audio della voce di un sospettato, e il gruppo aveva risposto che la polizia olandese era una barzelletta e incapace di fare qualcosa. Nelle fonti che abbiamo letto non risulta che l’arresto del 15 settembre riguardi quell’attacco.

L’attacco a Rockstar di aprile

L’11 aprile ShinyHunters aveva aggiunto Rockstar al proprio sito sul dark web, la parte di internet raggiungibile solo con software dedicati, e aveva dato come scadenza il 14 aprile per pagare un riscatto. Secondo TBreak, l’accesso era avvenuto tramite Anodot, una piattaforma esterna usata da Rockstar per controllare costi e prestazioni del cloud. Rockstar, secondo Kotaku, confermò la violazione, definendola l’accesso a una quantità limitata di informazioni aziendali non rilevanti, collegata a un incidente su un servizio di terze parti, senza effetti sull’azienda e sui giocatori.

Rockstar non pagò. Il 14 aprile il gruppo pubblicò i dati, e Game World Observer riportò che i documenti indicavano ricavi di GTA Online di oltre un milione di dollari al giorno. Kotaku aggiunge che dai dati emersero le cifre di GTA Online e che il titolo di Take-Two, la società a cui fa capo Rockstar, salì dopo la loro pubblicazione. Un secondo resoconto, di Tecnoblog, scrive che nel materiale non c’erano informazioni su GTA 6 né dati personali dei giocatori.

GamesRadar tiene a distinguere questa vicenda da altre due già note: la fuga di materiale di GTA 6 del settembre 2022 e i leak di CyberLeek di agosto, di cui abbiamo scritto il 28 agosto a proposito del legame con una memecoin, cioè una criptovaluta nata per scherzo.

Cosa non si sa

Dalle fonti che abbiamo letto non risulta quali prove colleghino l’arrestato all’attacco a Rockstar: l’FBI parla di un coinvolgimento probabile, e il gruppo lo nega. Non sono noti i capi d’accusa formali per questa indagine né un’eventuale data del processo. Non risulta un commento di Rockstar o di Take-Two sull’arresto. La data certa è quella dell’arresto, il 15 settembre, mentre il resto dei fatti viene dalle dichiarazioni delle parti.

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