Due personaggi si affrontano con spada e pistola in GunZ: The Duel

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GunZ: The Duel torna su Steam pieno di immagini generate dall’IA, e i giocatori lo stanno stroncando

Tempo di lettura: 2 minuti

GunZ: The Duel è tornato. Lo sparatutto in terza persona coreano che a metà anni Duemila aveva inventato il K-Style, quel modo di combinare spada e pistola sfruttando i buchi del codice, è uscito su Steam il 13 agosto, gratis, sviluppato e pubblicato da Masangsoft, che ne detiene i diritti dal 2016. I server originali erano stati spenti nel 2013.

Il ritorno sta andando male. Le recensioni degli utenti sono ferme su “nella media”: 868 in totale, di cui 364 positive e 504 negative, cioè il 41%. Quando avevamo dato la notizia del ritorno, il 7 agosto, Masangsoft insisteva sul fatto che a decidere le partite sarebbero state solo l’abilità e la padronanza, senza elementi pay-to-win. Quello che i giocatori contestano, però, è un’altra cosa.

Menu, banner e schermate di caricamento

Nelle recensioni Steam e nei thread della community ricorre l’accusa di aver riempito il gioco di materiale generato con l’intelligenza artificiale: immagini del profilo, banner, icone, schermate di caricamento e un video che parte all’avvio. Chi scrive dice di riconoscere lo stile e di trovarlo incoerente da una schermata all’altra. Sulla pagina Steam del gioco non c’è nessuna sezione dedicata alla dichiarazione dei contenuti generati, quella che Valve richiede agli sviluppatori dal 2024 e che compare pubblicamente sotto la descrizione. Il primo tag scelto dagli utenti per il gioco, intanto, è “Artificial Intelligence”: lo stesso tag che gli utenti hanno messo in cima anche a Rideshare Stimulator di Saber Interactive.

Al problema estetico si somma quello tecnico. I giocatori segnalano server che non reggono, crash a metà partita e cheater già in circolazione, e su Linux il gioco non parte perché l’anti-cheat kernel level non è compatibile con Proton, un limite che le versioni non ufficiali gestite dai fan avevano risolto da anni. Il 15 agosto Insider Gaming contava poco più di 1.800 giocatori contemporanei.

Dieci giorni fa il dubbio riguardava la promessa di eliminare il pay-to-win. Adesso il pay-to-win non è più il tema: il tema è che un gioco sopravvissuto tredici anni grazie a server amatoriali sia tornato ufficialmente in una versione che quei server non li batte.

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