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Un dev indie: l’IA di Google ha rivelato un personaggio che stava solo in un suo documento privato

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Uno sviluppatore indipendente sostiene che l’intelligenza artificiale di Google abbia rivelato a un giocatore il nome di un personaggio inedito del suo gioco, contenuto che secondo lui esisteva in forma digitale in un solo posto: un documento privato sul suo Google Drive. Il caso riguarda Klub Kofta Studio, autore singolo del tower defense Operation Octo, e lo ha raccontato lui stesso in un thread su Reddit.

Come sarebbe successo

Secondo la ricostruzione dello sviluppatore, un utente del suo server Discord stava facendo domande sul gioco all’assistente di Google e otteneva risposte con dettagli poco noti. Incuriosito, l’autore ha chiesto a quel giocatore di interrogare l’assistente sui contenuti futuri: il sistema avrebbe restituito il nome preciso di un personaggio non ancora annunciato, che lo sviluppatore dice di non avere mai comunicato a nessuno.

La prudenza è d’obbligo, perché la ricostruzione poggia su un’unica testimonianza e le spiegazioni alternative esistono. Un modello linguistico produce combinazioni plausibili di parole, e un nome composto da termini comuni può uscire per coincidenza; oppure l’informazione può essere circolata altrove senza che l’autore se ne sia accorto. Nessuno, allo stato, ha verificato in modo indipendente il percorso che quel dato avrebbe fatto.

Il problema resta anche se il caso fosse una coincidenza

Quello che il caso rende evidente, come nota Lewis Parker su Kotaku, è che chi lavora sui documenti condivisi di Google non ha idea di cosa sia cambiato sotto i suoi piedi. La dichiarazione ufficiale più citata risale al 2023, quando la vicepresidente di prodotto Yulie Kwon Kim scriveva sul blog aziendale che Google non usa i dati Workspace per addestrare i suoi modelli generativi senza permesso.

Quel testo, però, non copre tutto. A giugno 2026 Google ha annunciato via email un cambio alle impostazioni dei servizi di ricerca, cioè Search, Maps, Shopping, Voli, Hotel, Translate e News: la nuova Cronologia dei servizi di ricerca può conservare anche i media delle interazioni, dalle foto scattate con Lens alle registrazioni vocali, e nella documentazione ufficiale Google scrive di usare quella cronologia per sviluppare e migliorare i propri servizi, addestramento dei modelli generativi incluso. Come ha spiegato TechCrunch il 6 luglio, chi aveva già attiva Attività web e app si è ritrovato la nuova impostazione accesa senza fare niente, e per uscirne bisogna togliere la spunta a Salva contenuti multimediali, o spegnere l’intera cronologia, dalla pagina delle impostazioni dei servizi di ricerca. Quel cambio non riguarda Workspace, quindi da solo non smentisce la posizione del 2023. Dice un’altra cosa, e la dice bene: le regole su cosa Google conserva e per farci cosa si spostano in fretta, e si spostano con una email.

Per uno studio composto da una persona sola, il calcolo cambia parecchio. Un annuncio bruciato mesi prima del tempo è capitale di marketing perso, e la controparte che lo brucia è la stessa azienda che pochi mesi fa spiegava, per bocca del suo dirigente Jack Buser, che l’IA salverà l’industria dei videogiochi. Nel dubbio, il consiglio pratico è banale e vale per tutti: i documenti di lavoro che non devono uscire vanno tenuti fuori dai servizi che si riservano di leggerli per migliorarsi.

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