Console PlayStation 5, la macchina il cui menu di sistema è stato fatto girare in emulazione su un computer

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Il menu di sistema della PS5 gira su un computer, ma non è il sistema operativo portato su PC

Tempo di lettura: 3 minuti

L’emulazione della PS5 ha raggiunto il menu di sistema della console. Un video pubblicato il 4 ottobre su X dall’utente VinasExplosao mostra la VSH, cioè l’interfaccia che su PlayStation 5 compare all’accensione, mentre gira dentro un emulatore su un computer. Secondo Kotaku, che il 6 ottobre ha ripreso il filmato, è la prima prova video di quella schermata avviata fuori dalla console.

Che cosa si vede nel video, e cosa no

VSH è il nome in codice interno di Sony per il menu della PS5, quello con le righe di icone, le impostazioni e la libreria. Nel filmato quel menu si muove su un computer, ed è il punto in cui la scena dell’emulazione arriva per la prima volta a mostrare qualcosa invece di raccontarlo.

La precisazione conta più della notizia. Il sistema operativo della PS5 non è stato portato su computer a livello di kernel, cioè il nucleo che gestisce memoria e processi: quello che gira è una emulazione del menu, nello stesso modo in cui si emula un gioco. Far girare il sistema in modo nativo sarebbe un passo molto più grosso, perché avvicinerebbe davvero l’esecuzione dei giochi PS5 su computer. Qui non è successo.

Anche la novità va circoscritta. Il gruppo che sviluppa l’emulatore RPCSX, uno dei progetti aperti che lavorano sull’hardware Sony, scrive nelle proprie risposte alle domande frequenti che avviare la VSH sui firmware PS4 e PS5 è possibile dall’inizio del 2026. Quello che mancava era vederlo, e il filmato rilanciato su Reddit colma quel buco.

Perché la scena accelera proprio ora

Il contesto spiega il tempismo meglio di qualunque ricostruzione. Il 29 settembre è comparso un metodo di sblocco chiamato Relapse che funziona su quasi tutte le versioni del firmware della PS5, con una sola eccezione: la 14.00.00, uscita il 16 settembre. In pratica, ogni console sugli scaffali da più di un paio di settimane risulta aggredibile, PS5 Pro comprese, e chi riferisce di averlo installato dice che l’operazione richiede meno di un minuto.

Il problema per Sony non è solo il numero di macchine coinvolte. I giochi PS5 usciti negli ultimi anni pretendono quasi sempre un firmware aggiornato per partire. Chi usa copie non autorizzate e vuole aggiornarle deve quindi installare l’ultimo firmware, che è esattamente quello che chiude la falla. Finché la falla resta aperta su tutte le versioni precedenti, ogni gioco uscito prima del 16 settembre resta esposto.

Su una console da cinque anni questo è il momento in cui di solito la scena tecnica accelera, e in tre mesi è accaduto parecchio: l’esecuzione di codice non firmato, l’installazione di Linux sull’hardware Sony e ora il menu di sistema emulato altrove.

Che cos’è RPCSX e a che punto sta

RPCSX è un progetto aperto nato come emulatore per PlayStation 4 e poi esteso al firmware della PlayStation 5. Non è un prodotto commerciale e non ha un’azienda dietro: il codice sta su un deposito pubblico e ci lavorano collaboratori volontari, come succede con gli emulatori delle console precedenti. Il punto in cui si trova oggi lo dichiara da sé, senza bisogno di interpretazioni: il menu si avvia, i giochi lanciati da quel menu no.

La differenza fra le due cose non è una sfumatura tecnica. Avviare un’interfaccia significa far funzionare una parte del sistema; eseguire un gioco significa riprodurre il comportamento del processore, della scheda grafica e delle librerie della console a una velocità utilizzabile. Per PlayStation 3 ci sono voluti più di dieci anni per arrivare a una compatibilità ampia, e la PlayStation 5 è uscita a novembre 2020.

Cosa non si può ancora fare

Dal menu emulato ai giochi la distanza resta grande. Le risposte alle domande frequenti di RPCSX distinguono fra l’avvio della VSH, che funziona, e l’avvio dei giochi da quella schermata, che è ancora in lavorazione. Chi scarica un emulatore oggi non ottiene una libreria PS5 su computer: ottiene un menu.

Dall’altra parte, quello che la macchina sa già fare quando si sblocca il sistema è documentato. Il 5 ottobre il sito ha raccontato come con Linux e un emulatore una PS5 Pro faccia girare i giochi PlayStation 3 a 4K e 60 fotogrammi, meglio di quanto facesse la console per cui erano stati scritti. Il paradosso è lo stesso: la versione migliore di un catalogo è quella che l’azienda proprietaria non vende.

Sony, intanto, lavora sul fronte opposto, cioè su quello che la console fa di suo: il 1 ottobre ha portato l’upscaling con l’intelligenza artificiale anche sulla PS5 base, e non solo sulla Pro. Sul firmware non ha annunciato niente dopo la comparsa di Relapse, e la prossima mossa prevedibile è un aggiornamento che chiuda la falla anche sulle versioni rimaste scoperte.

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