Elder Scrolls Online non chiude, ma il trial e la revisione del combattimento slittano al 2027

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Ho un NAS in salotto con quattro dischi, e da tre settimane uno di quei dischi è morto. Il NAS funziona. Apro i file, guardo le foto. Solo che l’array è degradato: gira senza margine, se cede un altro disco ho finito, e finché non arriva il ricambio non posso ricostruire niente. Il 30 luglio ZeniMax Online Studios ha spiegato ai giocatori di The Elder Scrolls Online la stessa identica situazione, con parole molto più diplomatiche delle mie.

Il game director Nick Giacomini ha pubblicato una lettera alla community sul sito ufficiale del gioco. Il messaggio che tutti aspettavano era uno solo, ed è arrivato in chiaro: ESO resta. Dopo l’ondata di licenziamenti Microsoft notificata il 6 luglio, nei forum si chiedeva una cosa sola: se il gioco sarebbe stato spento. Risposta: no. Poi però Giacomini è passato alle date, ed è lì che si capisce cosa vuol dire davvero far girare un MMO con metà delle persone.

Cosa continua a rispondere fino a fine anno

L’Update 51 arriva il 28 settembre, una settimana più tardi dei piani originali, che lo davano al 21 settembre. Porta la sfida del Nowhere Vault, il nuovo sistema Rumors e una lista lunga di migliorie di qualità della vita. La Season 2 parte il 21 ottobre con versioni in solitaria di alcuni dungeon e altri due DLC che diventano gratuiti per tutti. Gli eventi stagionali dell’autunno restano dove erano.

Tradotto: il calendario del 2026 regge quasi intatto. Sette giorni di scivolamento su un aggiornamento maggiore, dopo aver perso più di duecento persone, lascia pensare che buona parte di quel lavoro fosse già chiusa prima dei tagli di luglio. Il calendario dell’autunno lo ha riempito lo studio di prima.

Cosa finisce in coda fino al 2027

Qui il conto si vede. Slittano al 2027 il trial Crimson Veldt (e con lui il combattimento a cavallo), l’Update 52 con la nuova zona PvP e il nuovo incontro dinamico, e la tappa successiva della revisione di classi e combattimento. Il rifacimento del combattimento è il cantiere strutturale su cui ZeniMax ha costruito il proprio discorso pubblico degli ultimi due anni.

Giacomini la mette sul controllo di qualità: le aggiunte complesse hanno bisogno del tempo per uscire fatte bene invece che rincorrere una scadenza annunciata prima. È una motivazione ragionevole e probabilmente pure vera. È anche esattamente quello che dici quando l’array è degradato e la ricostruzione richiede più ore di quante ne avevi preventivate.

Chi è rimasto a tenere in piedi il sistema

Dalla lettera in poi lo studio è guidato da Giacomini insieme a Josh Henderson, responsabile delle operazioni. Sono i nomi che restano di una struttura svuotata ai piani alti: fuori il capo dello studio Joe Burba, fuori l’executive producer Susan Kath, fuori la production director Ala Diaz. Fuori anche Rich Lambert, che aveva diretto il gioco per anni prima di salire a studio game director nel 2025, e che ha confermato la cosa di persona in diretta su Twitch.

C’è poi una riga della lettera che vale più di tutta la roadmap messa insieme: ZeniMax lavorerà più a stretto contatto con Bethesda Game Studios su The Elder Scrolls. Giacomini non spiega cosa significhi in pratica, e nessuno gliel’ha ancora fatto spiegare. Le letture possibili sono due, e sono molto diverse tra loro. Può voler dire condivisione di risorse e strumenti verso uno studio che ne ha perse oltre duecento a luglio. Oppure può voler dire che la strategia sul marchio si accentra altrove, e che ZeniMax Online diventa il reparto che mantiene acceso il servizio mentre le decisioni si prendono in un altro edificio. La lettera non permette di scegliere tra le due, e chi ve la vende come buona notizia sta indovinando quanto voi.

Il precedente che avevamo già segnato

A metà luglio avevamo notato che id Software e ZeniMax avevano reagito ai rispettivi tagli con la stessa formula rassicurante e senza una data in vista, mentre la roadmap di ESO “stava cambiando” nel modo più vago immaginabile. Con la lettera del 30 luglio la vaghezza si è riempita di numeri, ed è un miglioramento vero: le date verificabili sono il contrario dei comunicati. Solo che i numeri dicono quello che il comunicato di luglio non voleva dire, cioè che un pezzo di 2027 è già stato speso.

Quando Xbox ha tagliato metà del team, avevo scritto che un MMO non lo puoi mettere in pausa. Confermo, e aggiungo la parte che allora non si vedeva: non lo metti in pausa, lo fai girare degradato. Continua a servire le richieste, i giocatori entrano, le stagioni partono. Quello che sparisce è il margine, cioè la capacità di fare le cose grosse mentre tieni acceso il resto.

Per chi gioca cambia poco fino a ottobre. Per chi aspettava il rifacimento del combattimento, l’attesa si misura ora in anni e non più in mesi. E per capire se ZeniMax Online sia ancora uno studio che costruisce o solo uno che mantiene, l’appuntamento vero arriva quando dovranno annunciare qualcosa di grosso con la squadra ridotta.

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