Killzone tornerebbe con un remake affidato a uno studio esterno

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Un remake Killzone sarebbe in lavorazione, affidato da Guerrilla Games a uno studio esterno. Lo ha scritto il 6 settembre 2026 MP1st, testata statunitense specializzata in sparatutto e in indiscrezioni di settore, citando persone al corrente della situazione. Non c’è nessuna conferma di Sony, e il condizionale qui va tenuto fino in fondo.

Killzone è la serie di sparatutto in prima persona con cui PlayStation provò a rispondere a Halo a metà anni Duemila. Il primo capitolo uscì su PlayStation 2 nel 2004 e la trilogia proseguì su PlayStation 3. L’ultimo episodio, Killzone: Shadow Fall, arrivò al lancio di PlayStation 4 nel 2013. Da allora Guerrilla, lo studio olandese che la sviluppava, è passata interamente a Horizon e la serie non ha più visto un capitolo nuovo.

Cosa dice il rapporto, e con quanta sicurezza

MP1st distingue i livelli di certezza, ed è utile riportarli separati invece di impastarli. Il progetto sarebbe in una fase molto iniziale di produzione, senza annuncio previsto a breve. La versione più costante fra quelle raccolte è che si tratti di un rifacimento visivo di un titolo vecchio, quindi un remake o una riedizione, e non di un capitolo inedito. Quale titolo, il rapporto non lo dice. La deduzione più ovvia è l’originale del 2004, e resta una deduzione. In circolazione ci sarebbe anche l’ipotesi di un ripensamento completo della serie, che però la testata segnala come meno frequente nelle sue fonti.

Sul nome dello studio esterno si passa a un terreno ancora più scivoloso. MP1st non lo indica; la ricostruzione che circola, ripresa fra gli altri da GamesReviews e da DayOne, punta al polacco People Can Fly, quello di Bulletstorm e Outriders. La base è un accordo del marzo 2025 fra quello studio e Sony Interactive Entertainment per sviluppare un gioco su una proprietà PlayStation esistente, come ricorda anche Insider Gaming. È una coincidenza di calendario, non una prova: quell’accordo può riguardare qualsiasi altra serie del catalogo Sony. GamesReviews ricorda inoltre che People Can Fly ha già una tabella di marcia affollata, fra il progetto chiamato Florence sviluppato con 2K su una loro proprietà e altri lavori legati a Krafton e a licenze Microsoft.

Il pezzo di notizia che riguarda Horizon

La parte del rapporto che ha fatto più discutere riguarda un altro gioco. Secondo MP1st il progetto doveva diventare la priorità di Guerrilla una volta chiuso Horizon Hunters Gathering, con una parte del team già assegnata. Quel piano sarebbe saltato, perché sistemare Hunters Gathering è tornata la priorità.

Su quel punto abbiamo un precedente documentato. Il 20 agosto 2026 avevamo raccontato che Sony aveva rimesso mano al gioco dopo playtest deludenti, trasformandolo da live service a cooperativo tradizionale, con una modalità storia e un termine interno fissato a dicembre. Per live service si intende un gioco tenuto in vita da aggiornamenti e acquisti continui invece che venduto una volta sola. Le due ricostruzioni si incastrano, il che rafforza la seconda senza dimostrare la prima.

C’è poi la conseguenza che interessa più persone di quante ne interessi Killzone: sempre secondo MP1st, il seguito di Horizon Forbidden West arriverebbe dopo il progetto Killzone. Se fosse vero, e visto quanto è indietro quel progetto, la distanza dal prossimo Horizon sarebbe più lunga di quanto si pensasse. La stessa testata avverte che a uno stadio così precoce i piani cambiano.

Perché una riedizione, e perché adesso

La spiegazione più banale è anche quella che regge meglio. Sony ha un catalogo di serie ferme da oltre dieci anni e un mercato che nel 2026 premia i rifacimenti. Rimettere in circolo un marchio con un remake costa una frazione di un capitolo nuovo, si affida a uno studio esterno senza occupare la squadra interna, e serve a misurare se l’interesse esiste ancora prima di investire davvero. È la stessa logica industriale che Capcom ha appena rivendicato apertamente parlando di riattivazione delle proprietà dormienti.

Insider Gaming ricorda che sono passati dieci anni dall’ultimo segnale della serie, e che i server multiplayer di Shadow Fall sono stati spenti nell’agosto 2022. Chi spera in un ritorno pieno farebbe bene a leggere questo rapporto per quello che dice: un lavoro appena iniziato, su un gioco vecchio, con un partner non confermato. Tutto il resto, per ora, sono deduzioni ragionevoli messe in fila da chi vorrebbe che fossero vere.

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