Ai Mondiali Pokémon 2026 di San Francisco il campione del mondo in carica dal 2024, l’italiano Luca Ceribelli, non ha giocato nemmeno una partita. Si era qualificato, la sua squadra risultava iscritta sull’elenco ufficiale dei partecipanti, ma venerdì 28 agosto lo staff dell’evento gli ha ritirato il pass. Insieme a lui sono rimasti fuori altri due giocatori italiani, Ruben Gianzini e Luca Lussignoli.
Il motivo, secondo il racconto pubblico dei tre, è una fila davanti al Pokémon Center, il negozio ufficiale dell’evento. Ceribelli e Lussignoli erano in coda e hanno lasciato che Gianzini si unisse a loro. La sicurezza li ha fermati e ha sequestrato i pass a tutti e tre. Secondo Ceribelli, sul momento gli fu detto che le tessere sarebbero state ristampate. Non lo sono mai state, e senza tessera al Moscone Center non si entra: la sanzione sul negozio si è trasformata nell’esclusione dal torneo.
Cosa dicono i giocatori e cosa non dice The Pokémon Company
Nella dichiarazione diffusa il 28 agosto sui propri profili, e ripresa da Dexerto, Ceribelli non nega di aver violato le regole della coda. Anzi, scrive che far entrare Gianzini in fila è stato un errore e che per questo non hanno contestato il divieto di rientrare nel negozio. La contestazione riguarda il passo successivo: il ritiro delle credenziali generali dell’evento come risposta a un episodio avvenuto in una fila per il merchandising.
La spiegazione che i tre hanno dato riguarda Gianzini. Secondo Ceribelli, il compagno ha una disabilità documentata che gli rende molto difficile stare in spazi affollati, e la struttura del negozio non offriva un percorso alternativo: per questo lo hanno tenuto con loro. Ceribelli ha definito ingiusta la decisione e ha detto di avere difficoltà a immaginare di tornare a competere.
The Pokémon Company International non ha risposto pubblicamente. Il regolamento del negozio, le condizioni per il ritiro dei pass e l’eventuale procedura di appello non sono stati resi noti, quindi finora esiste una sola versione dei fatti, quella dei sanzionati. Va detto anche il resto. Senza il testo delle regole non si può stabilire se lo staff abbia applicato una norma esistente o abbia improvvisato, e nemmeno GameRant è arrivato a una conclusione su questo punto.
Chi è Luca Ceribelli
Il nome pesa perché il titolo iridato del 2024 non era un piazzamento fortunato. Ceribelli, di Bergamo, studente di fisica, aveva vinto la Masters Division a Honolulu battendo in finale il giapponese Yuta Ishigaki e portandosi a casa 30.000 dollari. Era il primo italiano campione del mondo dai tempi di Arash Ommati nel 2013.
C’è un dettaglio che chiude il cerchio in modo sgradevole. Nel percorso verso quella finale, ai quarti di Honolulu, Ceribelli aveva eliminato proprio Ruben Gianzini. Due anni dopo i due sono usciti insieme dall’evento senza scendere in campo. Ai Mondiali 2025 The Pokémon Company aveva distribuito un Dono Segreto costruito sul Farigiraf con cui Ceribelli aveva vinto: un riconoscimento che l’azienda concede a pochissimi giocatori.
Un’edizione che ha faticato a reggere il proprio pubblico
L’edizione 2026 si è tenuta dal 28 al 30 agosto al Moscone Center, la seconda volta a San Francisco, e per la prima volta in contemporanea con PokémonXP, la convention dedicata alla parte non competitiva. Il torneo videoludico contava 395 giocatori e un montepremi da 160.000 dollari, e ha segnato l’esordio di Pokémon Champions come piattaforma di gara al posto di Pokémon Scarlatto e Violetto. La finale di domenica, vinta dal giapponese Takuma Yamazaki, si è giocata al Chase Center: l’arena più grande mai usata per un torneo Pokémon, e completamente esaurita.
Il caso dei tre italiani non è stato l’unico attrito con la folla. Domenica 30 agosto l’organizzazione ha cancellato in anticipo il Pin Rally, la caccia alle dodici spille distribuite in altrettante postazioni del centro congressi. La comunicazione inviata ai partecipanti non spiegava perché, ma diversi presenti hanno riferito che un’ispezione dei vigili del fuoco aveva giudicato la calca un rischio in caso di emergenza. Le spille erano in vendita su eBay nel giro di poche ore.
Nessuno si è fatto male, e una caccia alle spille non è un torneo. Ma è il secondo caso in tre giorni in cui l’organizzazione ha risolto un problema di folla togliendo qualcosa a chi era in fila.
Due episodi diversi, con la stessa radice: un evento che vende esclusività a un pubblico enormemente più grande di quello che le sue file riescono a smaltire. L’azienda sta cambiando anche l’impianto competitivo, visto che Game Freak ha ammesso che le battaglie cambieranno nei prossimi giochi e che Pokémon Champions nasce per custodire il sistema a turni classico. Sulla gestione delle persone in coda, invece, per ora non ha detto niente.

