Una scena di Fortnite, il battle royale di Epic Games con negozio interno e valuta V-Buck

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Una fondazione olandese chiede a Epic oltre 100 milioni per le pressioni sui giovani giocatori di Fortnite

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La fondazione olandese Stichting Massaschade & Consument (SMC) ha notificato a Epic Games una diffida formale, primo passo di una causa contro Epic per conto di chi nei Paesi Bassi ha giocato a Fortnite prima dei 21 anni. Chiede oltre 100 milioni di euro fra rimborsi e danni, più un risarcimento per la raccolta di dati personali di minori senza il consenso dei genitori. La notizia l’ha data GamesIndustry.biz il 24 settembre 2026, ripresa fra gli altri da GamesRadar e Insider Gaming.

SMC, il cui nome significa più o meno fondazione per i danni di massa e i consumatori, è un’organizzazione che promuove azioni risarcitorie collettive. Ha offerto a Epic di trattare un accordo. Se la trattativa non parte o fallisce, porterà il caso in tribunale.

Cosa contesta la fondazione olandese

Secondo SMC, Epic ha progettato il negozio interno di Fortnite in modo da mettere pressione ai giocatori più giovani perché spendessero soldi veri. La fondazione cita una ricerca su oltre mille adolescenti olandesi fra i 16 e i 19 anni: sei acquirenti su dieci di valute virtuali come i V-Buck, la moneta di Fortnite, hanno detto che non sembravano soldi reali, e metà ha detto di essersi pentita di un acquisto fatto sotto pressione di tempo.

La presidente di SMC, Lucia Melcherts, ha spiegato che la fondazione non chiede di vietare Fortnite. Il suo ragionamento è che un’autorità di controllo ha già stabilito che Epic ha violato le regole, un tribunale lo ha confermato, e il passo successivo è restituire i soldi ai giocatori. Il conto, secondo Melcherts, spetta all’azienda che ha fatto il gioco e non ai ragazzi o ai loro genitori.

La multa del 2024 e la sentenza di Rotterdam

Alla base della richiesta c’è una decisione del 14 maggio 2024. Quel giorno l’Autoriteit Consument & Markt, l’autorità olandese per i consumatori e i mercati, ha multato Epic per 1.125.000 euro. La prima metà, 562.500 euro, riguardava gli annunci con inviti diretti all’acquisto come “Get it now” o “Buy now”, che la legge olandese considera sempre una pratica aggressiva quando sono rivolti ai bambini. L’altra metà riguardava i conti alla rovescia nel negozio: gli oggetti restavano spesso in vendita anche dopo lo scadere del timer, creando una scarsità finta.

L’autorità aveva descritto l’insieme del negozio come un dark pattern, cioè una scelta di design che spinge l’utente verso decisioni che altrimenti non prenderebbe. Epic aveva dovuto adeguarsi entro il 10 giugno 2024: ha tolto i timer in tutto il mondo, ha aggiunto la data di scadenza di ogni oggetto e nei Paesi Bassi mostra ai minori di 18 anni solo oggetti disponibili per almeno 48 ore. Un controllo dell’autorità a luglio 2024 ha confermato le modifiche. Epic ha contestato la multa, ma il 14 gennaio 2026 il tribunale di Rotterdam ha respinto il ricorso.

La risposta di Epic Games

In una dichiarazione inviata a GamesIndustry.biz, Epic ha elencato gli strumenti di tutela già presenti. Il negozio di Fortnite non ha più timer, i genitori possono chiedere un PIN per gli acquisti con soldi veri e in Olanda i minori di 18 anni non vedono gli oggetti in vendita per meno di 48 ore. Chi ha meno di 16 anni crea un account con restrizioni e non può spendere finché un genitore non dà il consenso. Epic cita anche la doppia conferma d’acquisto, l’annullamento immediato, i rimborsi autonomi e la scelta esplicita se salvare i dati di pagamento.

Il precedente negli Stati Uniti

Epic ha già pagato per accuse simili. Nel 2022 ha accettato di versare 520 milioni di dollari per chiudere due procedimenti della Federal Trade Commission, l’autorità statunitense per la concorrenza e i consumatori. Riguardavano la violazione delle leggi sulla privacy dei minori e l’uso di interfacce che, secondo l’accusa, portavano milioni di giocatori a fare acquisti involontari.

L’Europa e i giochi per minori

Nel frattempo, mentre SMC prepara la causa, nell’Unione europea si discute il Kids Act, la proposta che vuole limitare nei giochi online le tecniche che spingono i minori a giocare più a lungo o ad accedere ogni giorno. Ne abbiamo spiegato i contenuti il 18 settembre, e ne ha parlato anche The Game Business nella sua newsletter.

Cosa non si sa della causa

Non si sa se Epic abbia intenzione di trattare, quanti giocatori rientrino nella richiesta né quanto spetterebbe a ciascuno. Non si sa nemmeno come SMC abbia calcolato la cifra di 100 milioni, che nei resoconti pubblicati compare solo come totale.

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