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Per il creatore di Escape from Tarkov, dieci anni di Tarkov erano solo allenamento

Tempo di lettura: 2 minuti

Chi ha passato dieci anni dentro Escape from Tarkov se lo sente dire dall’uomo che gliel’ha costruito addosso: era riscaldamento. Nikita Buyanov è a capo di Battlestate Games e della sua seconda casa Rant Gaming. Ha scritto sui social che il nuovo Fragmentary Order è quello che lui chiama una sfida di livello superiore, e che tutto quello che è venuto prima, in tutti questi anni, è stato un allenamento.

La frase è stata raccolta da Insider Gaming, la testata di Tom Henderson che segue il progetto dall’inizio, insieme alle immagini che Buyanov sta distribuendo un pezzo alla volta. Detta da chiunque altro sarebbe una vanteria da comunicato. Detta da chi ha definito il genere degli sparatutto con estrazione, quelli in cui si entra in una mappa, si raccoglie equipaggiamento e si prova a uscirne vivi perdendo tutto in caso contrario, è una dichiarazione di intenti che vale la pena registrare.

Cosa sarebbe questo gioco

Fragmentary Order è stato svelato ad aprile con un filmato in computer grafica di sette minuti ed è ambientato nel 2251, dopo un collasso globale e la ricostruzione guidata da una corporazione chiamata Core. Lo sviluppa Rant Gaming, non Battlestate: sono due squadre separate, e Buyanov le guida entrambe. Le quattrocento persone di Battlestate restano su Tarkov, mentre a GamesBeat ha spiegato che sul nuovo gioco lavorano circa centotrenta persone, con Cor3 nel ruolo di editore.

Lui rifiuta l’etichetta di sparatutto con estrazione e preferisce parlare di simulatore di combattimento. Sarebbe una distinzione da comunicato se non fosse accompagnata da numeri diversi da quelli di Tarkov: mappe stimate cinque volte più grandi, quaranta o cinquanta giocatori per partita più i personaggi controllati dal computer, sessioni pensate per durare una o due ore. Ad aprile ha anche raccontato di essere stanco di lavorare a un solo progetto da più di dieci anni, il che spiega la fretta meglio di qualunque slogan.

Perché la frase pesa più del solito

Buyanov ha una reputazione costruita su un gioco che è ancora in mezzo a una discussione ruvida con i suoi giocatori. Il tema sono le monetizzazioni: la valuta premium introdotta quest’estate, il reset stagionale a pagamento e l’ipotesi di vendere valuta di gioco nella modalità contro i bot. Chiamare allenamento la cosa che sta ancora vendendo, mentre chiede ai suoi giocatori di pagare qualche euro in più, non è la mossa comunicativa più elegante disponibile.

Del gioco nuovo non ci sono data, prezzo, piattaforme, né un momento in cui qualcuno che non lavori a Rant Gaming potrà provarlo. Il modello economico, ha già fatto capire, sarà lo stesso di Tarkov, il che dovrebbe bastare a raffreddare gli entusiasmi di chi quel modello lo conosce da vicino. Per ora l’unica cosa che possiamo confrontare con Tarkov è la scala dichiarata a parole.

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