Gli incremental sono il genere più onesto che esista, perché l’unica cosa che promettono è un numero che sale e l’unica cosa che mantengono è un numero che sale. Selkie’s Salvage&Co. aggiunge l’unico ingrediente che mancava, cioè le mani: qui il numero non sale da solo mentre guardi altrove, sale perché stai pescando spazzatura da un pianeta allagato con una canna da pesca in prima persona.
Lo sviluppa uglycoal, che lo pubblica insieme a Shady Corner Games, ed esce il 27 ottobre su Windows, in inglese soltanto. Il pianeta è sommerso e coperto di rifiuti galleggianti. Noi siamo un robot costruito da Selkie, la creaturina antropomorfa che dà il nome alla ditta di recupero, e che passa il tempo sulla piattaforma a catalogare quello che tiriamo su mentre sgobbiamo noi. Il ribaltamento della scena è così palese da essere quasi una dichiarazione. La demo è dentro il Next Fest, quindi chi vuole provarla prima dell’uscita ha tempo fino a lunedì 26 alle 18 italiane.
Il tritatutto e la soglia del buonumore
Si comincia con pochissimo: canna da pesca, un braccio magnetico che porta quattro cose in croce, e un enorme tritatutto meccanico dove buttare tutto quello che si tira su. Ogni sacco macinato diventa valuta, la valuta va nel terminale, il terminale sblocca velocità di pesca, capienza, efficienza delle lame. Fin qui è la struttura che conosciamo a memoria, trasportata dentro un ambiente 3D governato dalla fisica, con i rottami che rimbalzano sul pontile invece di comparire in un inventario.
La trovata arriva quando il gioco smette di fare il simulatore di pesca rilassante. Sbloccando nuovi attrezzi ti ritrovi in mano delle armi da fuoco, e scopri che sparare ai cumuli di spazzatura conta esattamente come tritarli. Nella prova di un’altra redazione c’è lo stesso dettaglio visto dall’altro lato, cioè i punti extra quando centri i rifiuti mentre sono ancora in volo. Nel giro di mezz’ora il gioco diventa un ibrido fra pesca, sparatutto arcade e collectathon, e sulla poppa della barca intanto gira una rete che raccoglie da sola. A quel punto il terminale non serve più ad andare più veloce: serve a decidere quale parte del lavoro smettere di fare a mano.
Il trailer dura meno di quanto ci metta a spiegarlo: l’amo che tira su un sacco, il sacco che rimbalza, le lame che partono.
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www.youtube.comLe reliquie sono la parte che mi ha fatta esplorare le strutture emerse invece di restare al pontile. Sono oggetti del mondo di prima, un pallone da basket, un manuale di riciclo della serie per negati. Oltre al richiamo alla civiltà sparita portano moltiplicatori passivi che fanno saltare la produzione, e Selkie le cataloga tutte in una bacheca che diventa la vera lista delle cose da fare. Nella sua prova Rock Paper Shotgun non ne aveva trovata nemmeno una, il che dice quanto siano nascoste: io ne ho raccolte tre e il contatore della produzione è cambiato di categoria.
Sul piano tecnico ho provato la build dopo le patch correttive di metà ottobre e non ho incrociato niente di rotto. Resta la tipica ruvidità fisica dei sandbox indie: se accumuli troppi rottami vicino alle seghe del tritatutto, o se salti sulle superfici bagnate e spigolose della piattaforma, le collisioni diventano scivolose e gli oggetti schizzano via per i fatti loro. In un gioco che si prende sul serio sarebbe un problema; qui finisce che ridi, perché l’intera premessa è già sopra le righe.
Due cose da sapere prima di installarlo. La prima: è solo su PC e solo in inglese, anche se di testo da leggere ce n’è pochissimo e il grosso si capisce dalle icone. La seconda, più importante: non c’è trama, non c’è una morale sull’inquinamento, non c’è niente oltre il ciclo. Se vi serve che un gioco vi dica qualcosa, questo non ve lo dirà, e la ditta di Selkie continuerà a pagarvi in numeri. Ne avevamo scritto fra gli indie in arrivo la settimana del Next Fest, e sta nella stessa fascia degli altri indie di ottobre.
Il verdetto: Il gioco dopamina perfetto per quando la giornata è andata storta e la soglia di attenzione è sotto i tre minuti, con la trovata demenziale dello sparare alla spazzatura a tenere su il tutto. Se il 27 ottobre costa poco e le collisioni restano buffe invece di diventare frustranti, è mezz’ora al giorno che non rivedrete più.









