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Lo Steam Next Fest arriva a 7.164 demo, e 1.054 dichiarano contenuti generati con l’IA

Tempo di lettura: 4 minuti

Lo Steam Next Fest di ottobre 2026 è aperto dal 19 ottobre e chiude il 26, e la pagina dell’evento su SteamDB conta 7.164 demo giocabili. Di queste, almeno 1.054 portano in scheda la dichiarazione di contenuti generati con l’intelligenza artificiale, secondo il conteggio pubblicato da GamingOnLinux il 20 ottobre. La pagina stampa di Valve indica un numero più alto di partecipanti complessivi, 8.202 titoli iscritti alla manifestazione, come riporta Eurogamer: la differenza fra i due numeri sta nel fatto che non tutti gli iscritti all’evento arrivano con una versione dimostrativa scaricabile.

Come è cresciuto il numero delle demo

Più del singolo totale pesa la progressione delle ultime edizioni. Ottobre 2023 si era fermato attorno alle 900 demo, ottobre 2024 a circa 2.700, giugno 2026 a circa 4.300. In tre anni, da circa 900 a 7.164, il numero è cresciuto di quasi otto volte. Kotaku ha ricostruito la serie storica il 20 ottobre, e il punto che solleva riguarda la visibilità: una settimana di evento, una vetrina sola, e un numero di candidati che cresce più in fretta di qualunque attenzione disponibile.

Per chi sviluppa, la demo al Next Fest serve a raccogliere liste dei desideri prima del lancio, e la posizione nella vetrina dipende in buona parte dalle liste dei desideri già accumulate. Con oltre settemila concorrenti nella stessa finestra, il meccanismo che premiava i piccoli studi quando i partecipanti erano qualche centinaio finisce per premiare chi arriva già visibile. Dal lato di chi gioca il problema si ribalta in una selezione a mano: la nostra redazione ne ha installate parecchie in una giornata e ne ha tenute sette, e una seconda selezione fra le demo indipendenti è uscita il 20 ottobre.

Le dichiarazioni sull’intelligenza artificiale

Il conteggio delle dichiarazioni, 1.054 demo, equivale a circa il 15 per cento del totale. Il confronto con l’edizione di giugno 2026 mostra una quota quasi invariata. Allora le demo che dichiaravano l’uso di intelligenza artificiale generativa erano oltre 500 su un totale più basso, intorno al 17 per cento secondo il conteggio di TechRaptor. In valore assoluto il numero è raddoppiato, in percentuale è sceso di due punti. Resta fuori dal conteggio tutto ciò che non viene dichiarato, e la dichiarazione su Steam è un obbligo di autocertificazione: Valve la richiede a chi pubblica, ma non la verifica gioco per gioco.

Il filtro che manca nella vetrina

Su Steam l’obbligo di dichiarazione esiste da anni e compare nella scheda di ogni prodotto, in un riquadro dedicato. Quello che non esiste è un modo di usarla per cercare o per escludere: nella vetrina del Next Fest, come nel resto del negozio, non c’è una casella da spuntare per nascondere i giochi che dichiarano contenuti generati. Da qui è partita una campagna fra utenti su Reddit, su X e su alcuni server Discord per chiedere a Valve un filtro globale nelle preferenze dell’account, sulla falsariga di quelli già disponibili per i contenuti per adulti. Sul negozio di Sony una dichiarazione del genere manca del tutto, e il confronto fra le due vetrine è uno degli argomenti usati da chi porta avanti la richiesta.

Nel frattempo i lettori si arrangiano con strumenti esterni. Nei commenti al pezzo di GamingOnLinux un utente segnala che l’estensione per browser che marca i giochi con contenuti dichiarati non riesce a leggere le pagine della vetrina dell’evento, e che la selezione va fatta a mano scheda per scheda.

Una demo ritirata per paura delle copie

Un effetto collaterale della stessa dinamica è arrivato quattro giorni prima dell’apertura. Il 16 ottobre Alliance Arts ha annullato la demo pubblica di Drunken Goddess Reflux, prevista proprio per il 19, e l’ha sostituita con sessioni chiuse a numero limitato gestite tramite Discord. Nel comunicato pubblicato su X lo studio indica due motivi. Il primo è organizzativo: la squadra attuale non riesce a far rispettare le limitazioni previste sulla pubblicazione di video e sulle trasmissioni in diretta. Il secondo riguarda l’imitazione, e lo studio lo scrive esplicitamente: teme che i contenuti della demo vengano usati per replicare in fretta presentazione e meccaniche con strumenti di intelligenza artificiale, e che quelle copie escano prima del gioco originale.

Il timore poggia su un caso successo sulla stessa piattaforma nelle settimane precedenti all’apertura del festival. Needle in a Haystack, gioco di ricerca visiva che aveva funzionato bene fra i giocatori, si è trovato circondato da prodotti dalla struttura quasi identica. Sono usciti in tempi che è difficile spiegare con un ciclo di sviluppo ordinario. Il post di Alliance Arts ha raccolto 1.808 apprezzamenti e oltre 62.000 visualizzazioni, numeri alti per un annuncio di questo tipo, e la discussione sotto il messaggio è quasi tutta di altri sviluppatori. Non è l’unico caso del mese: anche Digital Sun, lo studio di Moonlighter, ha spostato su Discord la prima prova pubblica del suo gioco nuovo per la stessa ragione.

Cosa non si sa ancora

Non si sa quante delle 7.164 demo usino strumenti generativi senza dichiararlo, e per costruzione non è un numero che si possa ricavare dallo store. Non si sa se Valve intenda aggiungere il filtro richiesto, perché l’azienda non ha commentato la campagna. Non si sa quale peso avrà l’affollamento sui risultati finali, dato che le cifre sulle liste dei desideri raccolte durante la settimana vengono pubblicate dagli sviluppatori a evento chiuso, quindi dal 26 ottobre in avanti. Il Next Fest resta aperto fino a quella data, e la vetrina completa è sulla pagina dedicata di Steam.

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